Chi siete e da dove venite. Ma soprattutto: quando ve ne andate?

Oggi vi si richiede un piccolo sforzo di attenzione, che vi spiego una cosa scientifica. Che l’ho già spiegata agli amici miei, ma mi hanno un poco riso in faccia. E invece non ci sta niente da ridere, proprio niente.

Qua bisogna mettere ordine, parliamoci chiaramente.

Allora il mio collega che ha fatto studi scientifici e botanici, non come me e voi che siamo quattro letterati inutili e da strapazzo, se ne viene e mi dice che ci sta poco da fare: siamo fermi, immutabili, siamo dati una volta e per tutte, salvo alcune evoluzioni di cui parliamo appresso.

Siamo esattamente uguali agli elementi della Tavola di Mendeleev: un tot prestabilito di genotipi psicologici, ognuno col suo peso specifico.

E qua subito gli amici si sono ribellati, che loro, loro invece cambiavano, le cellule erano in movimento, in costante rinnovamento, che oggi siamo qui, domani siamo lì, e quello che ero ieri non sarò poi e il transeunte e tutti quei fatti là.

Che poi è vero che io sono tassonomica e mi sfottono per questo, però allora guardiamoci un poco intorno: se uno va dall’omeopata, al di là dei rimedi specifici che prescrive caso per caso, la prima cosa che fa è individuare una diatesi di base, che sia Ignatia amara, Psorinum, Nux Vomica o quello che volete voi.

Che poi guardate l’India e l’Ayurveda e pure loro individuano tre costituzioni di base.

Che poi studiate la Programmazione Neuro Linguistica e pure là ti dicono che  devi essere a prevalenza uditiva,  visiva o cenestesica e se sei equamente ripartito sulle tre componenti, sei schizofrenico.

Che poi è inutile che aggiungo altri esempi, tanto il concetto si è capito. Va dai gruppi sanguigni agli oroscopi, seguendo la stessa logica.

Allora dice il collega mio (e io cerco di ripeterlo con tutte le imprecisioni del caso) che similmente agli elementi della Tavola periodica, oltre al peso atomico abbiamo anche una diversa composizione molecolare: possiamo essere bivalenti, trivalenti, tetravalenti e così via.

Io conosco pure quelli ambivalenti, ma questo mo’ è un altro fatto e non c’entra.

Che succede, dunque?

Succede che ci possiamo combinare con altri cristiani e dare vita a una serie di interazioni, più o meno complesse. Alcune saranno alcaline, e funzioneranno bene. Altre saranno acide, e ci faranno buttare il veleno.

Ma non è tutto. Perdonate le imprecisioni, ma la scienza non è cosa mia. Allora, a questo punto subentra il fatto dell’analisi stechiometrica: se un Pinco pallino si combina con una Sempronia bisogna vedere i due che composizione molecolare hanno, perché se uno è trivalente e l’altra è pentavalente, avanzano due atomi, che avranno delle esigenze tutte loro.

Dove vanno gli atomi della Sempronia?

O Pinco Pallino le fa fare due figli, o Sempronia si deve per forza trovare due amanti. Non ci sono alternative, lo dice la Legge di Proust. Che non è quello delle madeleine, ma quell’altro là, quello che sostiene che: "In un determinato composto chimico gli elementi che lo formano stanno tra loro in proporzioni di peso definite e costanti". E così via.

Se vi sentite sole o troppo esuberanti non è colpa vostra: vi siete messe in una reazione sbilanciata.

A questo punto il mio collega sostiene che una vita felice passa attraverso la creazione di relazioni stabili, dove non ci si deve stressare con le ossidoriduzioni, la perdita di elettroni e il giramento di coglioni, e mi tira in ballo un altro che si chiama Lewis, il quale sostiene che: “L’energia che si libera per effetto dell’aumento di stabilità,  è detta forza di legame. La forza di legame è l’energia che si libera quando i due atomi passano da distanza infinita alla distanza di legame ed ovviamente coincide con l’energia che è necessario fornire al sistema per rompere il legame, portando i due atomi a distanza infinita.”

Voi capite le implicazioni psicologiche e affettive di tutto questo, nevvero? Bene.

A questo punto torniamo al fatto iniziale: non siamo noi che cambiamo, ma sono i diversi composti in cui ci troviamo coinvolti che provocano delle reazioni distinte tra loro, in cui possiamo sentirci bene o male, dare il meglio di noi oppure impoverirci.

Se non siete ancora convinti, vi faccio andare a pranzo col collega mio. Sono sicura che vi convince. O quanto meno, non mi stressa solo a me.

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25 Risposte to “Chi siete e da dove venite. Ma soprattutto: quando ve ne andate?”

  1. didolasplendida Says:

    il collega tuo mi ha convinto, ma lo ero già da prima, siamo solo delle pedine nel grande gioco della vita e poi non si dice cazzi acidi? ah?

  2. Flounder Says:

    io non l’ho mai detto, ma si dice. è un fatto di ph)

  3. Climacus Says:

    ora come ora, mi accontenterei perfino di un legame all’idrogeno

  4. ipsediggy Says:

    mal collega tuo quanto lo pàgano a stronzata?

  5. Flounder Says:

    ma buttare il veleno si capisce o è il solito napoletanismo intraducibile?

  6. Zu Says:

    Espressione inchiavicata, ma irrinunciabile.

  7. marcaspio Says:

    Marò. mi hai fatto pensare allora
    che Io devo tenere delle molecole molto addò và.

  8. aitan Says:

    No, dico, ma non ci bastavano tutte le riduzioni dei 12 segni dell’oroscopo con tutte le combinazioni di ascendenti, discendenti e variazioni cinesi?

    Ma niente e niente chistu collega vuleva mpapucchia’ ‘nu legame ccu te e s’a ‘nventate tutta ‘sta storia e tu, santa femmena, ce si caduta comme o pesce int’a boccia, comme a sogliola int’a padella, comme a Flonder int’o blog?

    Epperò mi piace e mi rassicura chesta cosa che “non siamo noi che cambiamo, ma sono i diversi composti in cui ci troviamo coinvolti che provocano delle reazioni distinte tra loro, in cui possiamo sentirci bene o male, dare il meglio di noi oppure impoverirci.”

  9. anonimo Says:

    il tuo collega sarebbe fidanzabile?

  10. AntigoneStella Says:

    Io, come è notorio, non ho capito un acca, però questo tuo luogo mi piace. sarò trivalente, uditiva,Ignatia amara,probabilmente schizofrenica, ma questo legame di cui parla Lewis mi è ignoto,e di atomi mancanti o eccedenti non mi resta che fare spazzatura.
    Non comprendo le implicazioni però magari leggo l’oroscopo domani…

    Pat

  11. zaritmac Says:

    Guarda, fa’ che io mo’ sto scendendo per andare al lavoro, e con l’autobùs. E allora non lo tengo tutto il tempo che vorrei. Però confermo che resto eraclitea. E non mi pare che la faccenda dell’influenza dei composti sui componenti contraddica troppo la mia fede nei costanti cambiamenti. Perché ai cerchi io non ci credo, ma dovunque vedo spirali. E mo’ me n’aggia je’. Però di ‘sto fatto si può parlare in un andata a tango. Al ritorno no. Poi ti pubblico un post che ti spiega il perché. 😉 (Stasera Milonga?)

  12. Flounder Says:

    e qua vi devo raccontare il fatto della tavola calda sotto l’ufficio, poi vi metto anche la foto, che fa cucina molecolare. che ancora non ho capito che è, ma ormai la mattina entro e chiedo seria seria un caffè molecolare e tutti si schiantano dalle risate.

    il collega no, non è fidanzabile. non è fidanzabile in senso biunivoco: io lo schivo, lui mi teme.
    (hanging, è quel collega là di cui ti dicevo l’altro giorno, sul quale c’è quella storia che mai racconterò in blog e dal quale dieci anni fa ho appreso che MAI, MAI, MAI si deve giocare con i sentimenti altrui. MAI.)

    antigone, io sono Ignatia amara. è una faticata 🙂
    (e tosse secca stizzosa quando mi innervosisco, eccitabilità dei riflessi, laringite da dispiaceri, cefalea da eccesso di attenzione, predisposizione al surménage e dolori sconsiderati negli addii)

    zari’, la tavola di Mendeleev origina dal clinamen, è un dato certo.
    come è certo che noi atomi talvolta abbiamo l’impressione di stare sull’autoscontro.
    ma come dice Epicuro, è l’equilibrio che muta, non la sostanza degli atomi.
    (per stasera non so: ho un mood alla scivola, scivola vai via, non te andare…)

  13. Effe Says:

    mi permetta, il so collega è tendenzialmente ottocentesco.
    Si aggiorni, perdio!
    S’informi con precisione!
    Apprenda alle scuole serali!
    Oggidì c’è l’ingegneria eugenetica sentimentale.
    Qella che se proprio proprio ti falta un legame, zacchete, te lo innesta in day hospital, e se un legame è attorcigliato (e ja’, ammettetelo che ci avete i legami attorcigliati e arruffati) te lo alliscia come seta, e se invece un legame sta un po’ giù di tono, gli fa la permanente o il trucco indelebile e subito subito lo iscrive a un corso di tango querido.
    (mi rendo conto che, qui, e proprio oggi, manca assolutamente la capacità di Broono di stilare un commento lunghissimo che prenda per sfinimento l’interlocutore. Broono glielo rivolterebbe tipo moffola, il collega suo. Addò sta, isso Broono, quando serve?)

  14. Flounder Says:

    (effe, avevo una risposta sulla punta delle dita. ma non la scrivo, no. no. piuttosto la smolecolarizzo e la inghiotto)

  15. riccionascosto Says:

    Oh, io sono arrivata fino allo zinco, ma il tipo mio non sono riuscita a trovarlo. Gira che ti rigira, son tutti astenici e/o freddolosi, nessuna delle due definizioni mi riguarda 😉

    (Per il resto, sarei eptavalente. E’ il numero, che mi piace assai)

  16. Flounder Says:

    e bella mia, il tipo tuo non te lo puoi trovare da sola (per quanto io mi riconosca quasi a pieno in Ignatia, e rido alla voce bisogno frequente di sospirare, svenimenti e paresi isteriche)

    io ho conosciuti tipi ottavalenti, in pratica dei purpi e delle purpesse.

    (stamattina invece la teoria del collega – che è anche maschilista e misogino – è che la scrittura femminile al pc, spesso compulsiva, è solo la trasposizione dello sferruzzare: il ticchettìo ritmato di cui le donne non possono fare a meno e che è una mimesi del battito cardiaco di cui si è in cerca. ‘sto collega mio è pazzo, pazzissimo, ma mi diverte tropp’assai)

  17. riccionascosto Says:

    Vabbè, allora te lo chied’atte?
    (e poi, il tipo mio mi piacerebbe? Sennò non lo voglio sapere).

    Ovvio.
    Il tuo collega non conosce il mio, che quanto a scrittura compulsiva, è un ticchettio continuo. Proprio alla ricerca di battiti altrui, ho il sospetto che in realtà passi il suo tempo a… vabbè, no, non lo dico, ma il ticchettio è troppo entusiastico per essere lavorativo…

  18. Climacus Says:

    ma non è che il tuo collega di lavoro va in giro a dire agli amici che sei una bella isotopa?

  19. Flounder Says:

    clim, questo sospetto è atroce

  20. Flounder Says:

    (poi un giorno vi racconto del mio collega alle prese con Buràn e la chimica della traduzione)

  21. pispa Says:

    e che Sempronia si faccia i due amanti, e stabilisca un ordine, cheddiamine!
    è chimica, mica pinzillacchere!

  22. Flounder Says:

    o un amante bivalente

  23. pispa Says:

    esistono flò???
    davvero?
    bi-cosi?
    ossantapeppinella.
    :))

  24. finazio Says:

    confesso: mi sono perso.

  25. anonimo Says:

    si, andiamoci a pranzo, è da conoscere. mi trovo 3 elettroni in più

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