Mi sento fredda fredda, dotto’. Non è che tengo un principio di algor mortis?

Io poi certe sere vorrei essere una che si vede la tv: bella, sistemata sul divano, con la copertina come le vecchierelle, il bicchierino di porto, la luce bassa, un pezzettino di cioccolata fondente.

Ma proprio non ce la faccio, non ci riesco, mi viene l’artéteca. Mi alzo, mi siedo, vado in cucina, prendo il telefono, leggo la posta, sfoglio un libro, mi risiedo, mi rialzo.

Così alla fine non ci provo nemmeno. Mai. E’ l’unica cosa che ha il serio potere di deprimermi all’istante. Per me la televisione e il senso di solitudine cosmica nell’universo sono la stessa cosa.

Ci riesco solo se sto in compagnia, azzeccata azzeccata, che la tv diventa un pretesto. Ma da che io mi ricordi, pure questo fatto qua è successo così poche volte che nemmeno fa testo per una valutazione obiettiva dei piaceri della vita.

Allora, se io ieri fossi stata una che si accuccia a guardare la televisione, avrei seguito la prima puntata della nuova serie della Squadra, per due motivi: il primo è che volevo risentire la colonna sonora, già ascoltata l’altra sera in anteprima, il secondo per sapere se Pietro Taricone ha imparato a recitare oppure no. Così, per banale curiosità.

Poi c’è che ultimamente non so scrivere, non tengo voglia, non tengo pazienza. Mi scoccio.

Una volta scrivevo quelle belle storie, tutti quei fatti. La passione, il sentimento, il desiderio. Le metafore, le antifone. Mo’ no. Mo’ sto fredda fredda, ho le parole semistecchite. La paralisi verbale. Mi scoccio troppo.

Secondo me ho contratto una specie di virus che mi ha compromesso le cellule narrative. Quelle poi, le malattie non è che ti avvertono prima. Un giorno ti metti davanti al tuo pc, come al solito,  e non succede niente. Un piccolo sentore lo avevi già avuto nei giorni precedenti, per esempio durante i tragitti autostradali, quando invece di partorire fantasie e trame, come di consueto, ascoltavi la musica e non pensavi a niente.

E’ che uno poi i sintomi all’inizio li trascura. Un giorno, due. Una settimana. Un mese.

Ti dici: e che fa, nun fa’ niente, poi torna tutto come prima.

E invece fa, eccome. Spariscono tutte le storie, pluf, e nessuno le trova più.

La natura però ha dei meccanismi compensatori molto forti: per la perdita di un senso o una capacità ti ripaga con qualche altra cosa. Come i ciechi col tatto o gli impotenti con… (non ve lo dico, no)

Sicché in questo momento all’incapacità di raccontare storie sopperisce regalandomi un orecchio enorme.

Tutta la voce che io non ho me la porta dall’esterno. Sono invasa dai suoni, da una serie di circostanze musicali, io che non ho mai amato particolarmente andare ai concerti e non sono capace di ricordarmi il nome di un cantante nemmeno se me lo tatuo sulla mano.

L’altra sera eravamo all’auditorium della Rai, dove appunto suonava Lino Cannavacciuolo, che è un animale, in senso buono, il violino più carnale e ferino che io abbia mai sentito. E poi c’erano altri musicisti che non conosco personalmente, però ultimamente mi è capitato di doverli contattare e quindi mi ero tutta emozionata e sembravo la groupie dell’ultim’ora.

E lì per lì ho pensato che se è arrivato il tragico momento in cui il fato ha previsto che io debba soccombere al fascino del musicista, che avvenga, dunque. Anche stasera, anche adesso. Mo’, subito. Soccombiamo e non ci pensiamo più.

Che il male prima lo vedi e meglio lo affronti. E in fondo, peggio di come è andata finora è difficile.

A meno che non sia: come i ciechi col tatto o gli impotenti con l’archetto.

Ma non lo voglio nemmeno pensare, no.

(Signo’, voi tenete il languor, no l’algor. Ma che vi fanno a voi questi musicisti, che vi fanno?)

Annunci

15 Risposte to “Mi sento fredda fredda, dotto’. Non è che tengo un principio di algor mortis?”

  1. riccionascosto Says:

    Me li sto gustando a uno a uno. Cannavacciuolo lo avevo sentito dal link nel tuo commento al post dell’angelo, per ora mi godo Brunella Selo, poi passerò ad altro.
    Ma non è una compensazione. Solo un modo diverso di raccontarle, le storie.

  2. manginobrioches Says:

    io penso che sono cicli, come quelli lunari, mestruali e umorali. ci sono momenti che il corpo si assorbe tutte le storie, e la mente ti sembra che è vuota, ma è un trucco, perché la mente è sempre vuota. è la pancia, che comanda.
    quindi si vede che per ora è un ciclo di assorbimento, in cui ti mangi tutto, e pure i musicisti, o soprattutto i musicisti.
    come quando ti viene di mangiare solo limoni, o fichidindia, o cioccolata amara.
    il corpo sa quello che gli serve, e tende a pigliarselo. musicisti compresi. (e i musicisti di tango peggio degli altri, tanto per dire).

  3. marzia Says:

    Ti leggo sulla Tv e sorrido…
    Questa scatola sembrava magica un tempo, quando i nostri aquiloni si impennavano dentro la scia dei sogni.
    Ora è il regno di “Amici” e di una solinghitudine e la esprime pure bene, questo è il forte!
    🙂

  4. Climacus Says:

    gli impotenti compensano con l’olfatto? (però un bicchierino di porto va sempre bene, anche con la tele spenta)

  5. BellaLu Says:

    Un bravo musicista sa suonare bene, poi ci sono musicisti che fanno suonare qualcosa dentro e che si meritano un posto speciale, una M maiuscola, ma è tutto soggettivo. Io canto, e quando l’altro giorno ho sentito dire che il canto non è altro che un grido coltivato quasi cadevo stecchita. Ho capito molte cose all’improvviso.

  6. Flounder Says:

    ho capito che questo è un post scritto con photoshop.
    ci sono diversi livelli, alcuni in modalità moltiplica, altri in sovrapponi, uno in brucia, uno in cupio dissolvi. con riempimento non superiore al 15%.

  7. essenziale Says:

    è che adesso ti immagino in giro per concerti con l’ipertrofia dei padiglioni auricolari canticchiando Arvolera come la Brunella…

    e sul fatto del soccombere mi hai riportato alla mente “Il soccombente” di Bernhard Thomas, che sempre di musica tratta…

    rubo una recensione in rete:
    A un corso di Horowitz, a Salisburgo, si incontrano tre giovani pianisti. Due sono brillanti, promettenti. Ma il terzo è Glenn Gould: qualcuno che non brilla, non promettente, perché è. Una magistrale variazione romanzesca sul tema della grazia e dell’invidia, di Mozart e Salieri, ma ancor più sul tema terribile del “non riuscire a essere”.

  8. aitan Says:

    idem sentire, per televisione, ascolti multipli e compensatoriiii e aridità di scrittura (sarà pure questo un effetto compensatorio della diossina che ci brucia intorno?)

  9. Modesta Says:

    io che vivo di suoni da sempre, e che da loro traggo nutrimento oltre che accompagnamento al viaggio credo invece che questa sia una gran bella cosa… che l’uso della parola non lo perdi tu ma come si fà? Ma chi ci crede? Riposati un pò, lasciati cullare dalle note, che poi torna pure la parola…
    Un abbraccio grande

  10. Flounder Says:

    mi piacerebbe pensare che è un effetto secondario della primavera.

  11. ibridamenti Says:

    bel post, da gustare la sera, con la tv che fa da sottofondo e…

    complimenti 😉

  12. FiocoTram Says:

    >
    mi piacerebbe pensare che è un effetto secondario della primavera.

    NO!
    Non te lo permetterò MAI! ;P

    Appello firmato e sottoscritto da:
    -Comitato decolpevolizzazione delle stagioni.
    -Associazione per il riconoscimento del corpo come generatore autonomo di freddo e calore.

  13. Flounder Says:

    mi piacererebbe sapere fiocotram che lavoro fa. anche in privato.
    (i bioritmi, ti studio i bioritmi).

    un saluto di passaggio a tutti.

  14. finazio Says:

    Adoro Lino Cannavacciuolo. Non smetterei mai di ascoltarlo.

  15. Flounder Says:

    idem. oggi è andato al massimo volume tutto il pomeriggio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: