In fondo la vittoria della destra è sinistra. Canta che ti passa, va'

Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Fare il bagno nella vasca è di destra far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra di contrabbando è di sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Una bella minestrina è di destra il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra se annoiano son di sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Le scarpette da ginnastica o da tennis hanno ancora un gusto un po’ di destra
ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate è da scemi più che di sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

I blue-jeans che sono un segno di sinistra con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra i prezzi sono un po’ di destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

I collant son quasi sempre di sinistra il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra il cesso è sempre in fondo a destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

La piscina bella azzurra e trasparente è evidente che sia un po’ di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare sono di merda più che sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra la Nutella è ancora di sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Il pensiero liberale è di destra ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra la sfiga è sempre di sinistra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Il saluto vigoroso a pugno chiuso è un antico gesto di sinistra
quello un po’ degli anni ‘20, un po’ romano è da stronzi oltre che di destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c’è chissà dov’è, se c’é chissà dov’é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente è un po’ a sinistra è il demonio che ora è andato a destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

La risposta delle masse è di sinistra con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra il figlio di puttana è di destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Una donna emancipata è di sinistra riservata è già un po’ più di destra
ma un figone resta sempre un’attrazione che va bene per sinistra e destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

Giorgio Gaber

Annunci

58 Risposte to “In fondo la vittoria della destra è sinistra. Canta che ti passa, va'”

  1. ilcavaliere Says:

    Nel settantasette ero al san ferdinando in un’atmosfera cupa e dolente Gaber esibiva il suo polli d’allevamento, i comunisti, schiumanti di rabbia e dignità calpestata lo prendevano a male parole, esagerati, scostumati.
    Il bravo artista ha giocato con i simboli e la rappresentazione di una identità,ed in questo ha anticipato la stesa politica attuale vuota come la maschera del mago di OZ. Se non si sente nel proprio culo, cosa è la destra ed il suo potere non ha senso dirsi di sinistra. Un socialista inglese dell’ottocento, William Morris, ha detto una cosa del tipo: finche la vita sarà una passeggiata per alcuni e sofferenza per gli altri esisterà il socialisno.

  2. Flounder Says:

    a me Gaber non piace molto, ma stamattina l’ho sentita alla radio e mi ha fatto amaramente sorridere. ho pensato proprio questo, che la discussione sui simboli occupa la maggor parte delle risorse, proprio per distogliere/distogliersi dall’operare.

    questa volta non ce l’ho con la destra, ma con un certo qualunquismo astensionista della sinistra.
    i sinistri non votanti sono gli stessi che si fanno la moglie dell’amico perché capita, lui è via per lavoro e loro se la trovano nel letto. senza colpa apparente, senza impegno, senza premeditazione.
    capita, che vuoi fare?

    oggi sto in modalità [lapidaria]

  3. e.l.e.n.a. Says:

    scusa flou, non mi sono mai fatta la moglie/il marito dell’amico/a perché capita, lui è via per lavoro e loro se la trovano nel letto. senza colpa apparente, senza impegno, senza premeditazione.

    ci sta tutto, ma questo, sinceramente, no.
    ma fare un po’ di (sana) autocritica no eh???

    (e se mai mi sono fatta qualcuno, l’ho sempre voluto.)

  4. Flounder Says:

    elena, tutti quelli con cui ho parlato in questi giorni, e che mi hanno detto che non avrebbero votato, son quelle tipiche personcine alla ricerca del piccolo privilegio senza sporcarsi troppo le mani. gente che con un minimo sforzo potrebbe schierarsi in una certa sporcizia morale e più che altro si astiene per pigrizia e ignavia e non perché condivida appieno valori opposti.

    non conoscendoti non esprimerò giudizi personali
    in quanto all’autocritica, ho trovato molto saggio Michele Serra nell’amaca di domenica, quando a tuti quelli che dichiaravano che non avrebbero votato perché non riuscivano a identificarsi e a sentirsi rappresentati dalle forze politiche presenti, ha risposto: e da chi vi sentireste rappresentati? dalla mamma?

    voglio dire: in nessuna epoca e in nessun momento storico ci si potrà sentire totalmente rappresentati, e tuttavia non credo che questo possa esimerci dalla responsabilità di scegliere la classe governante.

  5. VENTODITERRA Says:

    Ecco, appunto, stavo per aggiungere sul mio post un sincero e sentito ringraziamento a tutte le anime belle che non riuscendo a sentirsi rappresentate dal PD ora si faranno rappresentare da Borghezio & C.

  6. e.l.e.n.a. Says:

    e quella sarebbe un’autocritica?!? e, comunque, prima di conoscere i risultati? encomiabile!!!
    perché mai dovrebbe rappresentarmi mia mamma? (mi sembra anche scarsina come boutade).

    esatto. una classe governante che quando ha governato ha consentito che quello che ora ha vinto potesse, in seguito, continuare a governare, io non la scelgo.

    però io, sinceramente, non volevo innescare un discorso politico. solo mi ha infastidito quella frase che non mi appartiene e non appartiene assolutamente a persone che, invece, conosco io, che hanno fatto quella scelta.

    e aggiungo che io credo, anzi, io so (conoscendomi) di non appartenere a quelle “tipiche personcine” che citi tu nel primo capoverso.

  7. Flounder Says:

    e son contenta, elena.
    a titolo umano, intendo.

    a titolo politico mi chiedo invece chi punisca una scelta così. chi sia il vero destinatario dell’astensionismo.
    a meno di non emigrare, ovviamente.

  8. Flounder Says:

    ventoditerra, io penso che molta gente si senta perfettamente rappresentata dalla lega, è solo che si vergogna a dirlo per timore di apparire troppo triviale.

    l’altro giorno parlavo con Hanging del cattivo gusto. o meglio, del fatto che alcune cose unanimemente riconosciute da una certa buona cultura imperante come “cattivo gusto”, alla fine vengano riabilitate con etichette tipo “trash”, che le sdoganano e ne permettono la fruizione senza sentirsi troppo in colpa per il riconoscersi in gusti tamarri.

    analogamente, immagino che ci sia moltissima gente alla quale la buona educazione non permetta di dichiararsi a favore della pena di morte o contro il nero brutto e sporco.
    l’astensione è uno di quei meccanismi – e mi spiace se elena obiettivamente non condivide – che permette l’affermarsi di questo modo di pensiero e la sua accettazione senza essersi palesati nel favorirla.

  9. Flounder Says:

    (e comunque non me ne frega niente se la calza a rete sia di destra o di sinistra: io me la metto)

  10. e.l.e.n.a. Says:

    l’ultima e chiudo (ché di litigar proprio non ne ho voglia… sarà l’anima bella… chissà).
    ma tu ritieni davvero, ma proprio davvero che tutto il tracollo stia in quell’1% di astensionismo???
    (posto che di tre punti in meno, uno vada a destra uno a sinistra e uno fisiologicamente agli indecisi/pigri/etc etc)
    perché se è così sto davvero preoccupata!

  11. e.l.e.n.a. Says:

    (ovvio che non condivida l’ultima affermazione del commento #8)

  12. Flounder Says:

    ovvio.

  13. Flounder Says:

    (nulla di personale, ho appena finito di litigare con un collega di tendenza fascista che vive nel sottobosco della sua coscienza e afferma che vox populi vox dei…marò, che giornata difficile)

  14. VENTODITERRA Says:

    Ciao Elena, non so se la tua domanda era fatta a me, comunque rispondo io. Come gia’ molti stanno affermando non e’ l’astensionismo che ha portato al tracollo ma il passaggio dei voti della sinistra, anzi della sinistra antagonista, alla Lega (almeno al Nord). Poi che il centrosinistra sia stata al governo per due volte senza riuscire a far votare una legge seria sul conflitto d’interessi e’ verita’ biblica. Purtroppo pero’ votando cosi’ come si e’ votato o non votando affatto siamo ritornati al governo di chi non potrebbe governare. E questo di certo non aiutera’ la causa di non farlo governare … a meno che non ci pensi Qualcuno lassu’.

  15. e.l.e.n.a. Says:

    vedi io continuo a vedere mancanza di autocritica e scaricabarile. possibile che la colpa sia sempre degli altri? possibile che non si venga sfiorati dal dubbio che il pd su alcune persone ha la stessa attrattività di un calcio nei coglioni? non è questo voto che ha fatto tornare quello là. il tutto inizia da molto prima. per esempio da non aver dato segnali (tanto da aver fomentato come possibile, addirittura, il rischio di un inciucio pd-pdl in caso di quasi parità).

    da ultimo, sinceramente, chi va nel quartiere benestante a parlare di moderazione, a monza a parlare pacatamente di sinistra e in un quartiere operaio milanese a parlare di resistenza, sporco lo è davvero.
    e dovrebbe vergognarsi. non solo di quello che dice, ma di quello che è.

  16. ilcavaliere Says:

    a parte la bellissima canzone di Bersani, “lo scrutatore non votante”
    con tutto l’affetto per i non votanti, mio fratello compreso, e stavolta sono proprio tutti di sinistra, riscontro che sono come gli atei, nel senso che nel prendere le distanze, nel distinguersi, nel non voler aderire, oggettivamente (soprav – super) valutano ciò che manifestano di stigmatizzare. Mi sembra che considerino il prorio voto una specie di santa reliquia che non può essere affidata a nessuno se non ad un novello ser Galahad, puro di cuore di mente e di corpo. Chi fa politica, oggi più che mai, non può essere così, ma la cosa pubblica la gestiscono loro, ed il minuscolo contributo di un voto, per evitare che Borghezio faccia del male (si del male), per poco che possa servire, serve molto di più dell’indignazione.

  17. VENTODITERRA Says:

    Elena, io non posso ovviamente commentare un tuo parere personale, ci mancherebbe. Quello che posso pero’ senz’altro dirti e’ che chi parla con moderazione con i moderati, pacatamente di sinistra con i riformisti e di resistenza con gli operai non e’ sporco, e’ semplicemente un politico. Che ci piaccia o no la politica e’ l’arte della mediazione. Mediazione che, quando si tratta del governo di un Paese non e’ peccato, anzi. Quindi nessun scaricabarile e nessuna autocritica. Quello che si poteva fare e’ stato fatto. La maggioranza degli italiani ha detto no a questo progetto per l’Italia. Chi non ha votato ha perso una occasione per scegliere. Tutto qui.

  18. e.l.e.n.a. Says:

    perfetto, ventoditerra, mi hai risposto tu.
    se questo è il politico che piace a voi non è quello che piace a me e io scelgo di non votarlo. punto e a capo.

    (cercare di capire perché la gente voti lega, no eh? troppo difficile, troppo da sporcarsi le mani. continuiamo così, facciamoci del male…)

  19. Flounder Says:

    Ricevo e pubblico volentieri una mail che contiene un quesito interessante:

    Cara Flounderessa,
    una volta sono stato con la fidanzata del mio amico e al mattino seguente mi sono recato al seggio per votare.
    Erano altri tempi, ancora non c’era l’euro, il che, credo faccia una bella differenza.
    E poi il mio amico non lo ha mai saputo, non volevamo farlo soffrire, considerando che quella volta lì era lui, il nostro candidato di sinistra e non ce l’ha fatto ad essere eletto. Io lo votai, la sua fidanzata no, per motivi che a tutt’oggi mi sono oscuri ma che in parte posso desumere.
    Posso essere ancora di sinistra?

  20. Flounder Says:

    elena, perché la gente vota Lega?
    non giriamo intorno alle cose, tra detti e non detti e sottintesi.
    il collega con cui discutevo stamattina dice che la gente vota Lega perché è stanca dei soprusi, degli immigrati, dell’aiuto straordinario – ormai diventato ordinario – al sud italia.

    è per questo?

  21. ilcavaliere Says:

    scusate se mi intrometto ancora, oggi mi sento un pò invadente-
    Ma sono convinto (una volta tanto) di una cosa: è una questione di identità.
    Chi vota lega (ahimè) si identifica in quella paranza di gaglioffi, si riconosce in tutto e per tutto, ed oggi più che mai identità significa accorgersi, verificare di esistere, di essere una persona. Questo tiene insieme quasi tutte le coppie, e motiva un sacco di cose un po strane soprattutto dei ragazzi, la ricerca di identità. Chi oggi ha ancora votato rifondazione, pure lo ha fatto per identità, ma di qualcosa che è un pensiero, una storia, le benedette masse, e quelle, in particolare, vivono in un altro mondo, che è pessimo sotto motli punti di vista, ma è il loro fottutissimo villaggio di asterix, e per inventarsi qualcosa per portare anche in quei villaggi qualche valore civile, bisongnerebbe cominciare a leggere la realtà per quello che purtroppo è.

  22. Flounder Says:

    cavalie’, stai dicendo che votiamo emotivamente senza aderenza al principio di realtà?

  23. ilcavaliere Says:

    l’identità è uno stramaledetto bisogno, più forte quando non ci sono idee, valori, principi che te la garantiscano come il tuo nome all’anagrafe, e allora ognuno se la piglia dove e come la trova, e chi è meno “strutturato” come persona si piglia l’identità più a buon mercato.
    Le persone che io e te frequentiamo, cercano se stesse staccandosi, confrontandosi, anche isolandosi ogni tanto dagli altri, pensa alle vacanze. La maggioranza fa il contrario, si sente di essere, quando si uniforma, si allinea, si confonde nel gruppo, e più il gruppo, la tribù, è grande e rumorosa più è invitante, più i segnali sono primordiali più fanno presa: i fucili, la volgarità, le barzellette, il razzismo..

  24. ilcavaliere Says:

    l’analisi della realtà è una cosa che spetta a chi fa il mestiere della politica, mestiere che dovrebbe essere fatto a tempo pieno, per proporre fare e praticare una politica in cui ognuno di noi possa riconoscere qualcosa per cui abbia senso seguirla

  25. VENTODITERRA Says:

    Perfetto, Elena, anche tu hai risposto da sola alla tua domanda.

    La gente vota Lega perche’ non vuole un Paese moderno, unito, solidale, dove le leggi e le opportunita’ valgano per tutti nella stessa maniera.

    Chi vota Lega preferisce credere, e farci credere, alla legge del ‘chi fa da se’ fa per tre’, del ‘primo che arriva meglio si colloca’, del ‘tutto quello disturba l’attuazione delle due leggi precedenti deve essere eliminato e, se impossibile, nascosto’.

    Questo per lo zoccolo duro dell’elettorato.

    Quelli poi che l’hanno votata per “protesta” in questa tornata elettorale l’hanno fatto per dimostrare a se’ stessi quanto sono ancora capaci di continuare farsi del male.

  26. Flounder Says:

    a me piace molto – per quanto abbia letto poco – Gustavo Zagrebelsky.
    mi piace molto il suo argomentare, la sua idea antidogmatica della democrazia.
    adesso, al di là dell’emotività, e in nome di un serio argomentare, è proprio a lui che penso quando mi arrabbio contro l’astensionismo o il nichilismo politico.
    ho spesso l’impressione che gli indignati, i delusi dalla politica, pur avendo sostanziali ragioni per esserlo, dimentichino appunto l’assunto fondamentale, cioè che la democrazia è una ricerca continua, una sperimentazione in cui nessun risultato è dato una volta per tutte e in cui non esiste un valore supremo, ma solo valori da negoziare.

    l’idea di non sentirsi rappresentati degnamente rimonta proprio alla ricerca di un ideale che si sente frustrato o negato.
    ma l’ideale è qualcosa che pertiene alla dittatura, alla rivoluzione e alla religione, non alla democrazia.

    e qui in queste valutazioni non c’è davvero nulla di personale.
    la questione è difficile perché mentre in ambito religioso io posso dichiararmi agnostico e non aderire a una chiesa e al suo sistema organizzativo, il definirmi astenuto non mi allontana dalla collettività sociale e dalle sue regole, a meno di non voler essere totalmente anarchico.

    ma anche in quel caso c’è una scelta precisa, con responsabilità che vengono assunte in proprio.
    (è assai complicato, lo so.)

  27. e.l.e.n.a. Says:

    solo un’ultima cosa, vdt (scusa ma non so il tuo nome)
    come avrei risposto a una domanda che dicevo dovreste farvi voi?
    (non l’ho proprio capito eh)

    flou, io non giro intorno a detti e non detti (e sulla lega non entro nel merito perché ci sarebbe tanto da dire). come ti ho già detto non volevo aprire un dibattito politico (tra l’altro scomodo da argomentare qui perché ognuno risponde, magari, non direttamente a cose che sono rivolte espressamente ad altri)
    ripeto, a me aveva solo infastidito (e molto) il parallelismo che avevi fatto inizialmente. e quello contestavo. molto personalmente.

    l’unica cosa che sto constatando, non solo qui, ma in altre discussioni è l’assoluta mancanza di un briciolo di autocritica. nessuno che abbia detto o scritto abbiamo perso perché noi …[ etcetcetc ]. è solo un continuo gettar la colpa su altri. a chi vota lega, a chi non vota, a chi definite nichilista… con la puzza sotto il naso, stronzo (letto anche questo).
    ma da dove viene tutta questa sicurezza che tutto sia stato fatto al meglio e che l’idea del pd sia l’idea vincente? ma da cosa vi chiamate fuori?
    io non sono delusa dalla politica, ma di un certo modo di far politica.

  28. Flounder Says:

    elena, ma io sono l’elettore. non posso dire: abbiamo perso perché noi….
    non ho un noi al quale riferirmi, non sperimento un’identità di questo genere col corpo governante, ma solo un’identità con gente con la quale condivido valori simili.
    e comunque parto dal principio che la politica non riuscirebbe a rappresentarmeli tutti, ma solo una parte.

    abbiamo perso perché… è il politico che deve dirlo, e farsi da parte o decidere nuove strategie.

    io mi limito a farmi rappresentare e a vivere da onesta cittadina. non ho nemmeno una tessera di partito.
    l’unica autocritica che posso esercitare è quella sul mio esercizio di voto e dirmi se ho fatto bene o male a farmi rappresentare da tizio o caio e scegliere altro per il futuro o ridare fiducia.

    poi per il resto penso che se andiamo a picco, ci andiamo tutti, non c’è un noi o un voi o un loro.

    non riesco invece a capire perché continui a risentirti a titolo personale su una mia frase che di personale nei tuoi riguardi non ha proprio nulla, ma che invece di mio personale ha molto, derivando da conversazioni ascoltate nei giorni passati da gente che pensavo di conoscere bene e che ho trovato deludente.
    ma non importa.

    ne approfitto invece per segnalare un romanzo di cui ho letto un estratto giorni fa in un altro blog, e che mi è piaciuto molto, trovandolo quanto mai adeguato alla circostanza.
    Si intitola Le coccinelle di Redùn

  29. VENTODITERRA Says:

    Elena volevo ironizzare sul fatto che chi ha votato Lega per un voto “contro” si e’ fatto e si fara’ del male da solo.

    Comunque non capisco cosa ti sembra strano nel commento EDUCATO (ovviamente) degli elettori del PD rispetto a chi non ha votato il PD.

    Mai come stavolta era chiaro chi si era e cosa si voleva.

    Ovvio che se non c’e’ stata la vittoria di questo progetto e’ perche’ la maggioranza degli italiani o non ci ha creduto o non e’ interessato.

    E’ quindi normale che io debba pensare che, chi ha votato l’altro progetto, vede la vita del Paese in maniera opposta alla mia.

    Chi poi non ha votato perche’ non si sentiva rappresentato da nessuno ora si trovera’ comunque rappresentato, quindi tanto valeva esercitare il diritto di scegliere comunque.

    Ciao, Rossana.

  30. essenziale Says:

    giusto per creare un po’ di scompiglio:
    una sinistra eccessivamente frammentata (sinistra critica, partito comunista dei lavoratori..)
    il progressivo allontanamento dalla tradizionale base (perché la sala stampa all’Hard Rock Cafe di via Veneto e non in un capannone della ThyssenKrupp?)
    in tanti hanno pensato che questa sinistra, per quanto arcobaleno, non li rappresentasse più!
    In tanti hanno pensato che una sinistra extraparlamentare (obbligata ad esserlo) potesse ritrovare quello slancio e quegli ideali che oggi sono venuti a mancare.
    In tanti hanno riflettuto sul fatto che la politica è di difficile comprensione, che passa dal compromesso (anche storico, per intenderci) che a volte alcune forze si dissolvono per andare a formarne di nuove (è successo diverse volte nell’ultimo secolo) e che il voto da solo non basta se manca la partecipazione…

  31. e.l.e.n.a. Says:

    naturale che siamo elettori, ma se non puoi dire abbiamo perso perché noi, allora non dire nemmeno abbiamo perso perché gli altri.

    certo che non ̬ una cosa personale, ma dal momento che tu tratteggi assai negativamente Рe a parer mio, andando molto fuori tema Рuna categoria nella quale rientro, permetti che non mi faccia piacere Рa titolo esclusivamente personale Рquanto si afferma.
    il confine tra niente di personale e molto di personale è tutto qui.

    ripeto tutto qui.

  32. anonimo Says:

    una sindacalista dura e pura e rifondaiola mi disse Non ce la faccio a non votare, mia madre si vestiva a festa, quel giorno.
    Mi ha detto anche: Ma quello lì si rende conto di quel che ha detto? Mille euro? E a tutti quelli che ne guadagnano 600?
    comunque.
    per motivi miei sono più d’accordo con elena che con te, flounder.
    ti spiego perché: li ho visti a braccetto, ho provato schifo.
    cerco di spiegarmi meglio: ho avuto un faccia faccia con un politico, importante, di rifondazione. che però amministra.
    era dalla parte del potere. non di chi lo subisce.
    (elena, ma non potevi votare per sinistra critica?).
    flounder: le calze a rete sono anarchiche, vanno dove vogliono.
    remo

  33. Flounder Says:

    essen, è perché non hanno letto Weber 😀

    (sì, sì, è una stronzata. l’ho detta per alleggerire)

  34. e.l.e.n.a. Says:

    “Mai come stavolta era chiaro chi si era e cosa si voleva.”
    ciao rossana, forse non era proprio così. o forse non era così per tutti. o forse era fin troppo chiaro e forse, come dice essenziale, qualcuno voleva qualcos’altro.

  35. Flounder Says:

    anche io non sono tanto convinta di questo, rossana, che si avessero le idee chiare e pulite.

    mercoledì a piazza plebuiscito c’era veltroni e mi hanno riferito che quando gli si è affiancato il nostro governatore, la gente ha inneggiato: non ci lasciare, non ti dimettere, resta con noi signore la sera, e cose così.

    lo ribadisco: per me la questione non è scegliere se destra o sinistra.
    mi va bene anche che l’elettorato non abbia una visione del bene comune ma persegua unicamente fini personali. credo che sia esercizio democratico pure questo. di democrazia acritica, ma pur sempre democrazia.
    è l’altro punto che mi preme, come dici tu: il non scegliere e trovarsi egualmente rappresentato.

    mo’ però non ci pigliamo collera: votate, non votate, questo sì, questo no. vi autorizzo pure a passare la notte con chi volete voi 😀

  36. Flounder Says:

    remo, detto tra noi: se intervenisse una legge per impedire l’uso della calza a rete, io organizzerei un colpo di stato.

    come si può pensare di traghettarsi attraverso la mezza stagione – che esiste, esiste, checché se ne dica – se non ci fosse l’ausilio della micro e macro rete?

  37. hobbs Says:

    io piscio sempre da solo, per dire.

  38. Flounder Says:

    tesoro mio, e che ti devo dire?
    io se sto appresso alla canzone, scopro che dovevo votare Casini.

  39. hobbs Says:

    propongo bagni unisex, per condivisione, mica per altro.

  40. essenziale Says:

    vorrei brevemente ricordare che in altri paesi europei – e nemmeno così tanto tempo fa – la politica ha lasciato in terra numerosi cadaveri (spesso solo metaforici, per fortuna) di forze le cui istanze sono ricomparse in formazioni diversamente aggregate (forse anche diversamente abili)
    le idee sono dure a morire (ad avercele)

    per quanto riguarda il colpo di stato: sono già pronto per difendere con la vita calze a rete ed autoreggenti in generale!

  41. Flounder Says:

    essenzia’, fai nomi e cognomi, che non è che ci possiamo ricordare tutto.
    (ma che è ‘sto clima massonico, dico non dico, vedo non vedo?)

    armiamoci, miei prodi.
    il bagno unisex sarà il deposito munizioni.
    l’elastico dell’autoreggente come fionda è insuperabile.

  42. Flounder Says:

    si può dire miei prodi, oggi?
    (m’è venuto il dubbio se sia legale o meno)

  43. hobbs Says:

    mi stai dicendo che il socialismo reale passa per lo sciacquone?

  44. Flounder Says:

    se è nel senso che nessun crimine resterà impunito, allora sì, compagno.

  45. Flounder Says:

    e comunque scusatemi per i toni odierni, ma il vostro vero problema è l’ignoranza.
    non conoscete la Storia e vi permettete di pontificare.
    andatevi a leggere gli scritti di Yacov Smirnoff e poi ne riparliamo.

  46. illustrascarpe Says:

    Partiamo dall’inizio: Gaber.
    I suoi spettacoli in collaborazione con Luporini, potevano piacere o non piacere, ma il fatto è, che a distanza di giorni, dopo una loro qualsiasi performance teatrale, innescavano una serie di discussioni, che via via ci facevano crescere culturalmente e politicamente, su tutto.
    Era un discutere in maniera diversa dalla sezione più liberi di dire cazzate ( che poi ci facevano crescere anche quelle), e il confronto si sviluppava coinvolgente in tutti noi; sto parlando del periodo degli anni-
    70/80.
    Ci bastava poco e subito si innescavano discussioni: che bello che era.
    Poi è davvero sopraggiunto il nulla, tutto si è squagliato nel tempo di un ghiacciolo sul marciapiede d’estate.
    Io non voglio ora dire che siamo un popolo con un basso profilo, ma le cose che vincono oggi tra di noi, sono allucinanti.
    Trent’anni di scarsissima qualità televisiva, in periodi dove la gente non usciva più per le strade per incontrarsi, per andare a cinema, a teatro, ha fatto dei danni irreversibili .
    Io vivo qui al nord e sono meridionale, la mia famiglia è arrivata su a torino nel lontano 1956.
    I torinesi, a tutti noi meridionali, lo sapete quale trattamento ci hanno riservato.
    Dal cartello “qui non si affitta ai meridionali”, alle botteghe dei commercianti, dove per metterci in difficoltà, parlavano verso di noi solo in torinese.
    Oggi le cose sono cambiate, buona parte di quei meridionali, operai di sinistra un tempo, si comportano così con gli extra-comunitari, come i torinesi si comportavano con noi.
    E’ assurdo ma è cosi.
    I meridionali hanno paura di “quelli che gli portano via il lavoro la casa etc… etc…” proprio come un tempo qualcuno si permetteva di fare cosi con noi.
    Ridiscutiamo pure di tutto, i valori di destra purtroppo sono entrati di prepotenza nei valori di sinistra.
    Rimane difficile per tanti che hanno aspettato tantissimi anni, per essere governati finalmente da un governo che rappresentava la classe operaia, e che la stessa non sia stata capace agli occhi dei più, di evidenziarsi dai precedenti governi
    di centro-destra.
    Un pasticcio.
    Io ho votato con la rabbia in corpo, non c’è lo meritavamo.
    Capisco elena.
    Dopo di chè, il non voto è un voto che va alla maggioranza.
    Oggi è così, tantissimi operai e pensionati credono e votano berlusconi, con i valori che lo contradistinguono.
    A sinistra sembra sia rimasta una certa cultura da salotto, di nicchia, fuori dalla realtà.
    La sinistra è superata dalla società civile, che non è, più a destra o più a sinistra, è un’altra cosa, sembra tutto invecchiato di colpo, il sindacato, i partiti, il modo di fare o non fare cultura.
    Comunque a qualcuno dobbiamo dire grazie ed è la maggioranza, se a governarci ci sarà un’altra volta silvio berlusconi, un uomo (uomo)? che dovrebbe stare in galera e non nei palazzi di potere a governarci.
    Ciao L’illustra…
    P.S.
    Scusatemi per una scrittura veloce e forse poco chiara.

  47. essenziale Says:

    dall’alto della tua torre (di para-stato) le cazzate trovano TE!

  48. cf05103025 Says:

    A me non piace per niente l’espressione “anime belle”.
    E’ che l’ho sentita per la prime volte in bocca certi ommini politici, diciamo ‘e mmerda, che sentenziavano e giudicavano così chi li rimproverava, anche urbanamente, di “rubare” di godere di molti privilegi.
    Parecchi anni fa, quando era neonato il PDS, il gentil sig. Occhetto Achille definì “moralisti” persone simili che da sinistra andavano criticando ruberie o appropriamenti indebiti da parte di esimi militanti esponenti Pidiessini.
    Ecco:
    “anime belle”, una definzione inquinata e sporca.

    Poi, Gaber, sempre da me amato da quando cantava con Jannacci Enzo, grandissimo, nel duo de i Corsari, ha scritto una quantità di canzoni belle.
    Ho capito che gli piaceva la Ombretta Colli, me gustava mucho pure a me, però non capii mai come quei due potessero stare insieme, con la professione politica di essa, che certo non amo.
    Il periodo suo, di Gaber, più amaro mi piacque meno, ma ci ero molto affezionato;
    anzi ora lo capisco, lo sento di più vicino.

    Particolare gustoso torinese di poche ore fa:
    Dal farmacista mio amico, nel mio quartiere più multietnico che mai, San Salvario, entra un bel giovinotto senegalese alto, lustro come da ebano di nome Dien, e tutto allegro va vociando e sbracciandosi:
    Abbiamo vinto abbiamo vinto ohè ohè…( e porta sul giaccone blu ‘na gran patacca con emblema leghista)
    Dice che andrà a Roma domani ove gli daranno un incarico prestigioso nella Lega….
    Poi dopo alcune battute se ne va allegrissimo saltabeccando.

    Il farmacista, che lo conosce bene, dice che si presentò alcuni mesi fa a Borghezio, in persona, ad un cnogresso leghista, e chiese tessera della Lega.
    Il Borghezio si irritò e glie la rifutò, però il detto Dien esibi nuovo cretificato di cittadinanza italiana, ottenuto di recente ed allora il messer leghista, a malincuore glie la dovette mollare, la tessera.
    Incredibile, ma vero, ecco.

    MarioB-)

  49. elsecretario71 Says:

    Alla fine, turandomi il naso e tappandomi il buco del culo, io ho votato. Voto in-utile, ma forse oggi mi sentirei peggio non avendolo espresso. Capisco però appieno il non sentirsi rappresentati, non solo politicamente, ma anche socialmente, al di la di tutte le puzzette sotto al naso 😉

  50. elsecretario71 Says:

    …e comunque le coccinelle di redùn stanno qua

  51. Flounder Says:

    Secreta’, grazie di averci rilinkato il brano delle coccinelle.
    non l’avevo fatto direttamente per timore che potesse infastidirti.
    non mi aspettavo che alla fine votassi, ti sentivo piuttosto convinto nell’ipotesi astensionistica.
    (OT: ho conosciuto Gianluca. come è bellino, tale e quale a te)

    mario, credo che anche rossana utilizzasse il termine “anime belle” con la stessa ironia. in quanto al senegalese, non è la prima volta che la Lega prende tra i suoi ranghi qualcuno di colore.
    e nemmeno mi pare una cosa contraddittoria, anche se poi mi ricordo di un articolo uscito alcuni anni fa – devo cercarlo – in cui la Lega proponeva un test di conoscenza della lingua e cultura italiana per dare la cittadinanza.
    all’epoca pensai che anche i Leghisti veneti avrebbero dovuto sottoporvicisi, sai quante sorprese.

    aldo,
    la tua scrittura è chiarissima. ciò di cui parli mi è noto: anche noi emigrammo in piemonte, ma per poco e con tutte le difficoltà del caso. una parte di famiglia invece ci è rimasta, più o meno integrata.
    ritornando al voto, non è stato facile, non lo è stato per niente.
    non sono entusiasta di veltroni ed ero tremendamente delusa da bertinotti. per di più trovo laido quel verde lì, di cui nemmeno voglio fare il nome.
    capisco anche perfettamente il punto di vista di chi ritiene che la sinistra si sia tremendamente seduta sugli allori, dando per scontato un consenso e rinunciando da anni al lavoro sulla piazza, sulle masse, sulla società chiamata a rappresentare. lo capisco, per carità, mica nego che sia un sentimento legittimo, ci mancherebbe altro.
    certo potrebbe darsi che ora il Presidente del Consiglio, rendendosi conto di essere ricco, di non avere nulla che gli manca, potrebbe valutare l’ipotesi di avere strade intitolate a lui, e piazze e monumenti equiestri, e decidere di essere a tal fine il più grande statista che mai l’Italia abbia avuto.

    essenziale, non è colpa mia. è l’inversione russa. poi la rivoluzione di ottembre. poi la mezza stagione.
    (poi il triste declino di un territorio in cui tra poco anche girarsi i pollici sarà troppo impegnativo)

  52. elsecretario71 Says:

    Uggesùggesù…che brutta impressione che faccio alla gente !

  53. cf05103025 Says:

    con tutto il rispetto per la Rossanda, cara Floù,
    essa mi sembrò sempre molto supponente se non superba,
    e prese delle cantonate terribili

    Mario

  54. VENTODITERRA Says:

    Ciao Flo

    approfitto per l’ultima volta della tua ospitalità per rispondere a due o tre commenti che mi riguardano.

    Mario : io sono Rossana, ma non Rossana Rossanda, ed ho usato il termine anime belle. L’ho usato perchè non ne trovavo un altro sufficientemente descrittivo del modo di agire di chi al grido “i politici sono tutti uguali” (che equivale a dire “tutti i meridionali sono tutti sporchi e puzzolenti” e “gli immigrati sono tutti delinquenti”) si sono tenuti lontani dalle urne o, peggio ancora, hanno votato a destra quando, proprio perchè non è vero che i politici sono tutti uguali, avrebbero potuto votare la candidata della Sinistra Critica che, lo ricordo a chi non lo sapesse, era una dirigente di Rifondazione Comunista, ora insegnante precaria, che si dimise quando RC mise fuori Turigliatto dal partito. Certo, avrei potuto usare anche “compagni che sbagliano”, ma “anime belle” mi è piaciuto di più.

    Elena continuo a non capire cosa c’è di scandaloso nell’aver creduto che gli italiani, dopo 5 anni di governo di destra che ci ha portato allo sfascio, e l’intermezzo di un governo di centrosinistra variegato e litigioso, potessero votare una forza di centrosinistra compatta, con un programma preciso, che sarebbe durata anch’essa cinque anni . Tu dici che era una botta nei coglioni questo pensiero … parere personale.

    Ed infine vorrei dire che, al di là della poetica ironia della canzone di Gaber, che non è della fine degli anni 70, bensì molto più recente, da lui scritta forse per consolarsi della scelta della moglie di candidarsi in Forza Italia, ecco al di là dell’ironia esistono ancora ed esisteranno sempre comportamenti e modi di pensare di destra e di sinistra, conservatori e progressisti … esistono nei comportamenti e nelle scelte quotidiane di tante persone … per disgrazia o per fortuna.

  55. cf05103025 Says:

    perdonatemi,
    non avevo capito bene,
    chiedo venia,
    il turbamento postelettorale mi inciospa:-((

    Mario

  56. Flounder Says:

    ma infatti stamattina, bevendo il caffè, io leggevo ‘sto fatto della Rossanda e non capivo. ci sono arrivata un’ora dopo, quando mi ero perfettamente svegliata.

    e senti VenDoditerra (ci ho messo la D per fare assonzanza con Rossanda), tu qua puoi entrare, uscire e fare tutto quello che vuoi tu. anzi, ne approfitto epr dirti quello che non ti avevo ancora detto, che sul tuo blog c’era un parapiglia che non mi piaceva, e quando vedo le discussioni troppo animante, io che non amo le liti, fuggo. e allora, dicevo, quanto mi era piaciuta la tua narrazione sul fatto della legge sull’aborto, quanto l’ho trovata intensa, dolorosa e umana.
    io penso che tu sia una grande militante, ma non una di quelle dogmatiche.
    una militante dell’esistenza, col peso delle scelte fatte, della responsabilità, della cognizione di causa.

  57. Flounder Says:

    pessima, Secretario, pessima 😉

  58. VENTODITERRA Says:

    Grazie Flou mi preme precisare pero’ che mi considero in ottima e sufficiente (abbondante no, purtroppo) compagnia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: