L'abito non fa il monaco. Figuriamoci la monaca.

Nella migliore delle ipotesi – perché questa era la faccia della farmacista, grosso modo mia coetanea, alle nove della mattina di domenica – avrà pensato, vedendomi vestita da dark lady e non capendo se fossi appena uscita dalla notte, se avessi sbagliato fuso o che altro: questa vuole la pillola del giorno dopo, e mi toccherà pure fare questioni di primo mattino perché non ha la ricetta.

Oppure, nella peggiore delle ipotesi, magari pensava che volessi le siringhine monodose, con la scusa del diabete, ‘ste tossiche. Calza a rete e anfibi, capello aerodinamico, ma tu vedi un poco, vedi. E noi qua a sopportare tutto questo, senza un minimo di tutela. E ci è andato contro pure il Governo con il fatto delle licenze. E questi, beatamente fuori con l’indulto.

Che poi invece la faccia da tossica non ce l’avevo per niente, avendo dormito esattamente dodici ore di fila, risvegliatami paffuta come un cherubino.

Prego?

Ho la tosse e un principio di laringite. Vorrei il Fluimucil, quello più potente. E’ il seicento?

C’è rimasta male, poverina. E allora a quel punto, visto che avevo comunque un’angustia montata nelle ultime ore, le ho chiesto anche di dirmi tutto ciò che sapeva di una malattia rara, parlando con una certa cognizione di causa maturata in internet la sera precedente. Poi le ho anche spiegato i motivi del mio abbigliamento e ha riso molto.

Ma del resto era accaduto anche il giorno prima.

Ecco, io invece a quella del giorno prima le avrei tirato il collo.

C’era quel vestitino. Quel vestitino doveva essere mio, non esistevano altre possibilità. Portava inciso il mio nome.

Eh no, signora, non vi va.

Ma come, non mi va!?

Vi andrà stretto, con tutto il seno che avete.

Tutto il seno? Io? Ma dove sta? Questo qua? Ma quando mai, questo è un volgarissimo push up, ma quale seno, le giuro. Me lo faccia misurare.

Non vi va, guardate che braccio avete, guardate.

Che braccio io?

Non vi va nemmeno in vita, si vede a occhio.

Ma cosa dice, signora, guardi lei, piuttosto. Guardi il sistema giapponese della vita intorno al collo, guardi. Ma sì che mi va.

Insomma, io sarei stata disposta anche ad affettarmi più di una fetta di coscia per non darle la soddisfazione che il vestito non mi andasse. Alla fine si è convinta: vabbè, misuratevelo.

Con l’ausilio di mani amiche entro nel vestito, che miracolosamente si dilata e si adatta, come una seconda pelle.

Esco, sfilo. A mezzogiorno come se stessi a mezzanotte. Uau. Me te magno.

Ha visto, signora?

Eh, ho visto, eppure non l’avrei mai detto. E come vi sta bene!…ma voi fate un lavoro un poco…un poco particolare?

Un poco particolare? Signo’, ma come vi viene? Qua siamo tre laureate, tre signore serissime. Anzi, fateci pure lo sconto, perché voglio sapere dove la trovate un’altra che vi entra in questo vestito.

Ma tu vedi un poco che gente che ci sta al mondo.

Poi se la prendono con me per quelle due o tre gaffes al giorno che involontariamente faccio.

E poi mi tocca pure stare a spiegare che non so’ scema e nemmeno oca. Che sono una falsa magra o una falsa grassa, secondo il lato da cui si guarda, che sono la femmina più pesante che il padreterno abbia messo sulla faccia della terra ma che negli anni ho capito che ai buffoni tutto è concesso, e nel riso passa qualunque contenuto, anche la verità più scomoda. Ma mica posso sta’ a spiega’ ogni volta tutta la faccenda?

E senti, non è che ti vorresti fidanzare un poco con me?

Quanto poco?, chiedo per farmi un’idea.

Poco poco. Pochissimo.

E che benefici ne trarrei? Che valore aggiunto apporterebbe questo alla mia vita? Mi conviene, fiscalmente?

Una volta ogni quindici giorni ti porto al cinema e pago io?

Mmmhh, ci posso pensare un attimo?

Qualche mese? Due o tre giorni? Senti, io sto disperato: nessuna si vuole fidanzare con me.

E mi devo fidanza’ io? Così, a freddo? Non ho capito.

Per pietà. Nemmeno per pietà?

E che faccio, la crocerossina? La dama di San Vincenzo?

Sì, quella. Proprio quella.

Ma mi faccia il piacere, mi faccia. Ma quale fidanzata e fidanzata. Non posso: mi drogo, prendo la pillola del giorno dopo e faccio pure un lavoro un poco particolare.

Ma che stai dicendo?

Niente niente, un fatto mio: non mi voglio fidanzare co’ tte, no.

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35 Risposte to “L'abito non fa il monaco. Figuriamoci la monaca.”

  1. didolasplendida Says:

    ‘na dark lady cu à faringite
    oh tempora oh…….
    e poi a noi ci piacciono gli amori disperati con quelli che chiedono di fidanzarsi che gusto c’è eh?

  2. Flounder Says:

    no, eh!
    mo’ basta con la disperazione.
    andassero dallo psicologo.
    o in pellegrinaggio da padre pio.

  3. anonimo Says:

    io gradirei sapere intanto che cosa diavolo sia il sistema giapponese della vita intorno al collo, che presumo mi possa sempre tornar utile

    🙂

    Su
    (sloggata e pure io falsa-magra-grassa che non capisco come sia che a volte la 38 mi vada larga e la 42 stretta)

  4. Flounder Says:

    tu plendi pantalone o gonna o punto vita di abito e avvolgi intolno a collo.
    in pelsona nolmale e plopolzionata e fino a una celta età, gilo vita uguale a doppio di gilo collo.
    sistema non vale con pantaloni a vita bassa.

  5. anonimo Says:

    davvero??
    Provo subito.
    Ma se penso ai vitini di vespa delle nipponiche qualcosa mi dice che non si adatterà alla conformazione nostrana 🙂

    su

  6. Flounder Says:

    che ci azzecca, su?
    mica ti devi mettere un kimono! 🙂

  7. varasca Says:

    hahaha, il bello di questi cosi, questi weblog, è l’opportunità di sentire cose che altrimenti mai ti verrebbero in mente.. che ridere, flou, immaginarti alle prese con la farmacista della domenica mattina (che invidia, ballare tutta la notte!), la commessa ostinata, il corteggiatore cinefilo (ma neanche troppo).
    et surtout l’elegance, ton fil rouge 🙂

  8. Flounder Says:

    ma no, no. mica avevo ballato tutta la notte. macché. ero andata a dormire alle 19.00 del giorno prima.
    una lunga storia, varasca.
    è che ultimamente ho il mood da apolide senza fissa dimora.

  9. sphera Says:

    Ecco, se l’avesse saputo la farmacista, che eri una vagabonda senza fissa dimora, giusto lo spray antipidocchi ti dava.
    Tempo addietro – abbastanza tempo – un occhiuto e arcigno farmacista si rifiutò di vendermi la pillola, quella normale, quella del giorno prima, con una aggrovigliata motivazione che mescolava “grossi pericoli per la salute” con questioni di coscienza (sua, ma velatamente anche anche mia). Solo ora ho capito che probabilmente ero vestita nel modo sbagliato.
    Molto molto interessante la faccenda della vita intorno al collo, sì. Ora provo anch’io e non dovesse funzionare mi convincerò di avere un collo particolarmente esile e delicato, finanche fragile.

  10. cf05103025 Says:

    No ci potevi mettere foto icastica così uno vedeva se del caso?
    Se no trovava prove chiare sintomatiche di darkeggiamento scopo libbidine o adescamento passeggero passante, anche no notturno, oppure scopo confusione di famacista:
    Insomma si vedrà se esistevano prèsupposti a delinquere, oppure a fare scempiaggini punibili con pene da sette a sedici scudisciate.

    Mariusinquisitor

  11. ipsediggy Says:

    dopodomani 30 aprile al rolling stone c’èl semestrale appuntamento col depeche mode party. ci vai, ti droghi un po’, ti fidanzi, esci all’alba, ti stravacchi suuna panquina col tuo nuovo fidanzello, ti accoppi (non sbagliare verbo altri menti finisce tutto qua) con lui, vai in farmacia, compri la pilloletta del day after the party, la ingolli, ti droghi ancora un po’, dormi sino all’ora della focaccia, prendi due metropolitane (non insieme) e vai in p.zza 24 maggio dove comincerà la l’euro-may-day-parade 008, balli e ti sfidanzi col tuo ormai ex fidanzello così potrai fidanzarti con quello nuovo nuovo che ti porto io.
    l’abbiglia mento, ovulo, ha da essere quello che vieni da descrivere. cheddici?

  12. zaritmac Says:

    Flounder, tu mi farai morire!

  13. Flounder Says:

    a rega’, è un momento che va così, co’ la valigia nel bagagliaio, sempre pronta all’emergenza, alla fuga, all’impromptu.
    del resto perché stupirsi? a mia vita è stata un’odissea.

    solo una cosa per iggy.
    negli anni ho maturato una certa paura degli amici tuoi.
    ti supplico, non mi presentare nessuno.
    preferisco rovinarmi da sola con le mie mani. 😀
    (ma poi mi vedi a me a fare questo fatto dei depeche mode? mi accòppo, altro che)

    foto icastiche no, non ne ho.
    (ma sono quelle con le tette di fuori?)

  14. ipsediggy Says:

    mannò, mica è un amico mio. ne chiappo uno a cazzo dal mucchio e telo porto. gli amici miei li ho eliminati tutti. o quasi.

    (ecco munque, sissì, ti ci vedo affare questo fatto dei depeche mode. people are people, people are strange 🙂

  15. Flounder Says:

    people are strange ce lo dici a sòreta. 😀
    (per quanto l’amico mio ieri mattina mi abbia detto, al vedermi: ma secondo te, tu, conciata così per andare in piscina, tu si’ normale?)

  16. ipsediggy Says:

    alché si evince chel colpevole è il bagnino..

  17. ipsediggy Says:

    ol salvagente!

  18. cf05103025 Says:

    Dicesi foto icastica come da immagine assai veritiera o verosimigliante, ecco.
    O simili cose anche dagherrotipo.
    Se no, no.
    Le foto sono piatte
    no tengono tette.
    Infatti anche Esiodo nel sue “Opere e i giorni” affermava di non concupire foto,(nonostante tutto, esso era un uomo molto “materiale”).

  19. ilcavaliere Says:

    ok,
    non c’è più tempo da perdere, devi pubblicare
    il primo libro, adesso ha anche il titolo: “racconti di una dark lady con la faringite”
    sarà il caso letterario del 2009

  20. 8e49 Says:

    io il titolo “racconti di una dark lady con la faringite”, fossi in te, lo terrei presente
    (ah, grazie, il sistema giapponese della vita intorno al collo proprio non lo sapevo)

  21. Flounder Says:

    raga’, laringite. la-rin-gi-te.
    provate a telefonarmi. per dire.
    manco l’199 ha una voce così.

  22. ilcavaliere Says:

    Francesco 8.49
    mi piacciono molto i tuoi post, l’ultimo sulla contentezza per la fine che è un inizio, assai di più
    Miss Flounder scusate se approfitto della Vostra ospitalità

  23. Flounder Says:

    che poi il fatto giapponese si presta a un ossimoro favoloso: si impiccò con la vita
    (ovviamente questo è il titolo del primo racconto)

  24. 8e49 Says:

    flounder, quasi quasi ora ci provo, a telefonarti 🙂
    (il cavaliere, grazie)

  25. Carlyssima Says:

    mi dovresti spiegare questa magia dell’adattamento del vestito.

  26. otrotango Says:

    ahahah vero… personaggi e storie strane che capitano di tanto in tanto (o magari noi stessi…) Bel post, letto tutto d’un fiato. Grazie.
    passata la laringite? Ciao OT

  27. Flounder Says:

    fra’, mica mi hai telefonato per davvero?
    (è che sto segregata da stamattina in una stanza e mi hanno pure fatto spegnere il cellulare, questi brutti)

    carlyssima, quel vestito è una specie di vergine di norimberga: un tubino senza una lampo, senza un bottone, senza un solo spiraglio di apertura. poi però te lo infili e il tessuto un poco cede.
    è solo che occorrono gli assistenti, sia in fase di vestizione che in quella di spogliazione.
    (immagino abbia – nonostante le apparenze – un profondo effetto antiafrodisiaco, quasi una sorta di abito di castità.)

    otrotango, macché. ho una disfonia ad alti e bassi: passo da un timbro tenebroso a certi miagolii inquietanti.

    riscappo.

  28. katiuuuscia Says:

    sto vestito s’ha da vedere.

  29. ipsediggy Says:

    èl salvagente.

  30. Flounder Says:

    iggy, ma stai andando a risparmio ecosostenibile sulle vocali?

    katiuuu’, e sapessi oggi che ho fatto, sempre in tema di vestiti.
    sapessi.
    uno dei più grandi atti psicomagici della storia dell’abbigliamento. un atto dissacratorio e catartico.
    poi vedi, poi.

  31. ipsediggy Says:

    è col padella re cessione. si amo in piena re cessione, anque se non telo dicono. con su mare meno, con su mare me gli oh!

  32. Flounder Says:

    (mi sembri il corvo della settimana enigmistica)

  33. Zu Says:

    (forse ha il singhiozzo)

  34. cf25302015 Says:

    oddio flò, ma non puoi fare così, quando vengo qui mi viene da scompisciarmi dal ridere ehm (come si dice “scompisciarmi” da voi?)
    laringite e tosse pure io, ma niente tubino, felpa, gilè e sciarpa attorno al collo (che sia per misurarmi il punto vita?) ah… la vita la vitaaa… la vita l’è bela l’è belaaa, basta tenere un’ombrela, un’ombrelaaaa.. che ripara la testaaaa… oggi è giorno di festaaaa.
    :))

  35. Flounder Says:

    da noi si dice scompisciarmi.
    o anche un poco più volgare. (noi però no, noi siamo gente dabbene).
    sto pensando al prossimo post.
    rido io sola.
    mi sono comprata pure i linidor 😀

    (la voce invece peggiora, di giorno in giorno. dev’essere un segno del destino, un’indicazione programmatica, un simbolo)

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