Core de mamma

E’ che poi magari uno mi guarda dall’esterno, con un occhio disattento e superficiale, e pensa che io sia una mamma un poco snaturata. Ma non è vero. Non è vero.

O forse solo un poco, ma pochissimissimo. Impercettibilmente.

Sì, lo confesso, è capitato un paio di volte, lo scorso inverno, che svegliandomi alle sette di domenica mattina per portare la creatura a fare una gara a un bel tot di chilometri da qui, dopo essere rientrata in casa da nemmeno due ore – leggi milonghina del sabato – ecco, è capitato che io, ma non ero la sola, che si sappia, abbia desiderato che la creatura non si qualificasse per gare federali interregionali, né tantomeno per le nazionali, che c’è da andare a Catania poi a Fiuggi poi chissà dove.

Amoooore della mamma, sei stata bravissima, che peccato che non vi siete qualificate. Vedrai, la prossima volta ci riuscirete.

Amoooore della mamma, non importa che sei arrivata penultima al concorso ippico che ti ci ha iscritto tuo padre ma ha preteso che ti ci accompagnassi io alle otto della mattina del giorno dopo il mio compleanno che abbiamo dormito tre ore, abbiamo la casa sottosopra, avanzi di cibo dovunque e ci trasciniamo anche Mariangela che poverina ha commesso l’errore di dormire da noi ma l’anno prossimo ci pensa due volte.

Non è che sono snaturata, è solo che trovo che i saggi di fine anno – che siano essi recite, eventi sportivi, attività musicali o che vi pare – siano una forma di tortura che sfugge alle codifiche della Convenzione dell’Aja sui diritti umani.

Tra l’altro oggi ci ho incontrato un mio exexexexexexissimo fidanzato del liceo, padre di tre figlie femmine, esaltatissimo nel ruolo di genitore delle atlete e di colpo mi sono ricordata del perché lo avessi lasciato e di colpo, come si addice ai migliori insight, mi son detta che minimalista lo sono sempre stata. Ecco, minimalista, non snaturata.

Anche la creatura è minimalista.

Sei emozionata, amore?

Per niente, mamma.

Nemmeno un pochino pochino?

Ma mamma, dài. E’ un saggio, mica le Olimpiadi.

Ti trucco un poco gli occhietti?

Ma no, ho già gli occhi a mandorla.

Che carine, però. Tutte vestite da cinesine, con gli ombrellini, i ventaglini, gli abitini, i cosini nei capelli. Dopo due ore di musiche stile cin-cin tang-tang capisci anche perché ci avranno. E’ una questione di capacità di sopportazione. I saggi di fine anno li hanno inventati in Cina.

Al ritorno parliamo di cani, in auto.

Mamma, quelli che abbandonano i cani per strada sono dei vigliacchi.

Tesoro, se pensi che abbandonano i neonati nei cassonetti, come puoi stupirti per i cani?

Hai ragione. Come sono fortunata ad avere una mamma così.

(Rido). Lo dici perché non ti ho abbandonato in un cassonetto quando sei nata?

(Ride). Per questo, sì, e anche eccetera. Per esempio che non mi dimentichi in macchina e non mi uccidi senza un motivo.

Mi vuoi bene?

Moltissimo, mamma.

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30 Risposte to “Core de mamma”

  1. FiocoTram Says:

    >Non è che sono snaturata, è solo >che trovo che i saggi di fine anno – >che siano essi recite, eventi >sportivi, attività musicali o che vi >pare – siano una forma di tortura >che sfugge alle codifiche della >Convenzione dell’Aja sui diritti umani.

    Lo pensa pure mia madre, infatti non vuole venire al mio saggio;_;
    Non mi resta che convincere mia sorella, una volta riuscivo facilmente grazie alla promessa di dolcetti o caramelle, ma ormai è cresciuta :/

  2. ilcavaliere Says:

    vous connais il detto popolare partenopeo “Na mamma nun more mai affogata”? 🙂
    Un bacio da un neo papà
    (e non si può essere mai ne madri ne padri senza nei)

  3. zaritmac Says:

    I saggi li avranno inventati i cinesi. Ma la saggia l’hai fatta tu in nove mesi: “Ma mamma, dài. E’ un saggio, mica le Olimpiadi.” è un capolavoro di equilibrio, sebbene non fosse un’esibizione di ginnastica artistica agli attrezzi.

  4. Flounder Says:

    (la verità, tutta la verità inconfessabile è che piango, ai saggi. soprattutto a quelli sportivi. piango anche ai film che parlano di sport, col campione negletto che finalmente ha la riscossa, la rivincita sulla vita. o non ce l’ha e muore. piango pure alla recita dalle suore paoline. ecco)

  5. cf25302015 Says:

    che bello. ti confesso che ho sempre pianto pure io e mi emozionavo più io di mio figlio e mi ricordo quando era vestito da pecorella ala festa di natale della scuola materna e mi guardava da sotto l’orecchia, della pecorella eh! e ad un certo punto non ce l’ha fatta più e gattonando si è appropinquato pericolosamente e furtivamente, alla scatole dei doni dei Re Magi e l’ha aperta.
    ma che cavolo sono oro, vincenzo e mirra? probabilmente pensava, credo, ehscusa la dis-gressione (lì ho riso, invece)
    e cmq io piango anche al cinema, se ti può consolare
    ;))
    tua figlia è un portento.

  6. essenziale Says:

    Quand’ero piccolo i miei genitori hanno cambiato casa una decina di volte.
    Ma io sono sempre riuscito a trovarli!

  7. hobbs Says:

    non faccio sport dal sessanta, c’era Berruti (Livio) mi pare. Adottami.

  8. didolasplendida Says:

    e poi i saggi di fine anno coincidono sempre col gran caldo
    e in quelle piscine si moriva
    e le mamme e i papà a cronometrare e mi è rimasta una foto di mia figlia premiata dal ministro Scotti varrà qualcosa?

  9. Flounder Says:

    io sono del parere che si debba essere saggi sempre, non solo a fine anno. 😀

    (poi torno, che mo’ devo andare a fare delle cose orribili)

  10. Flounder Says:

    fra tre ore il saggio di fine scuola: mambo, uàiemsiéi, resta con noi signore la sera, poesiole varie, e faisentirecomesuoniilpianofortefaisentireatutti.

    [amiche’, stasera vado presa proprio con le buone.
    con le buonissime :-D]

  11. Euridicea Says:

    ma com’è che io l’ho trovato dolce, questo post?
    non vale.

  12. anonimo Says:

    I saggi sono una prova di saggezza. Per chi li fa e per chi vi assiste.
    (non significa un cazzo, però suona bene)

    Bandini

  13. Modesta Says:

    ma tu mo qua dovevi dire quanto è stata bella e brava la figlia mia che ha cantato ballato saltato aperto l’ombrello ecc ecc…. ecco perchè sei snaturata 😀

  14. zaritmac Says:

    Riguardo al #4: e che ti giuravo per MSN? 😉

  15. 8e49 Says:

    e comunque è vero, i saggi di fine anno devono averli inventati in Cina, solo non ci avevo mai pensato 🙂

  16. 8e49 Says:

    poi, secondo me, alla scuola di Teresa han fatto una riunione, si sono chiesti come andare oltre, rispetto ai saggi di fine anno dei cinesi, deve essersi alzato uno, quello saputello che non manca mai, che ha detto Ho un’idea, Il saggio di fine anno lo facciamo fare ai genitori, quest’anno. Eh, che bella idea, ha detto, secondo me.
    Ecco, io questo qui, che mi ha fatto fare il saggio di fine anno al posto di Teresa, penso che è peggio, dei cinesi 🙂

  17. SeVeraMente Says:

    Che bello.
    Son soddisfazioni, eh.
    Ma snaturata no, non credo. E’ umano e poi si, vacca miseria, è vero: i saggi sono una forma altamente subdola di tortura.

  18. Flounder Says:

    ultimi aggiornamenti dal fronte vittime dei saggi: le condizioni climatiche avverse hanno reso impossibile lo svolgimento di tutti le attività saggistiche dell’universo, che sono state rinviate sine die.

    e comunque questo fatto del saggio dei genitori è bellissimo, mo’ lo propongo pure io.

    poi vorrei che definissimo insieme, qui, la data per il saggio dei blogghèr e le relative attività.

    poi vorrei fare un saggio di paella per i miei amici.

    poi vorrei dire a zaritmac che non c’è bisogno che mi giura le cose: le credo 😀

    poi vorrei dire a hobbs che lo adotto, sì. e che si comincia subito con gli allenamenti in bici. a seguire triathlon di antipasti, pentathlon di contorni e gran finale per la gara di sfogliatelle 😀

    poi vorrei sapere FiocoTram che saggio fa che la mamma sua non lo vuole vedere. ma quant’è snaturata la mamma di fiocotram?

    poi voglio sapere che vuol dire che “na mamma nun more mai affogata”, che io non l’ho mai sentito.

    poi mi vado a fare un altro caffè, che stamattina mi sento tutta snaturata.

    (Cara Flounder,
    denaturata. Stamattina è: de-na-tu-ra-ta.

    Tua pinotianamente grigia Coscienza)

  19. anonimo Says:

    ho scritto una roba proprio qualche giorno fa, partendo dal fatto che ci si può pure dimenticare i bambini nelle macchine (a proposito di paragoni tra cani e infanti)
    non l’ho ancora pubblicata. ovviamente è biancamarissima.
    preferisco la tua versione. questo pizzico di dolcepungente cinismo è delizioso.

    son d’accordo pur’io sul fatto che i “saggi” li dovrebbero fare i genitori.
    è uno dei ruoli che gli compete, a pensarci bene 🙂

    bianca/nera/amara/out

  20. Flounder Says:

    nella ripresa parziale delle mie facoltà intellettive, al secondo caffè, penso che c’è un libro, uno di Castaneda, in cui per la prima volta lessi qualcosa a proposito dell’ambivalenza dei genitori verso i figli, della necessità assoluta che non ci succhino tutte le energie.

    mi scandalizzò.
    mi scandalizzò molto che don Juan fosse d’accordo con la donna che diceva che non è il figlio a dover uccidere metaforicamente il genitore, ma il contrario.

    che sia il genitore a dover tagliare il filo con il quale il figlio si appropria delle sua essenza e lo lascia vuoto.

    cosicché la madre che dimentica i figli in auto, fino alle estreme conseguenze, non sempre è cattiva. non sempre è snaturata, non sempre è superficiale: a volte penso che sia semplicemente
    una che si è svuotata, che è stata svuotata e non riesci a ri-colmarsi

    senza perdono, ovviamente. è solo uno sguardo un po’ più umano su cose che sembrano efferate.

    (dopo lo trovo, il libro. non è una cosa becera, tutt’altro)

  21. SeVeraMente Says:

    Di Castaneda ho letto quattro libri della serie di “A scuola dallo stregone”. Questo qual’è? Non l’ho letto o non ricordo? Credo che i libri siano più i quattro…

  22. keywords Says:

    E’ uno spettacolo tua figlia… ahahahahah 🙂

  23. Flounder Says:

    SeVera, credo che sia Il secondo anello del potere, un libro di una pallosità senza precedenti.
    Il personaggio che parla di questa cosa è la Gorda: di vuoti e pieni creati dai figli, del paradosso per il quale la completezza è di chi non ha mai avuto figli.
    ma è una provocazione, credo, rileggendo anche adesso del modo in cui la donna racconta di essere stata esortata a staccarsi dalle proprie figlie per recuperare la sua luminosità di essere completo.

    e dopo, solo dopo, poter scegliere di voler bene, di quel bene che non uccide, insomma.
    credo voglia dire questo.

  24. biancanera Says:

    condivido appieno “lo sguardo più umano” su quelle che possono sembrare efferatezze. i confini sono molto labili, le scivolate capitano, nessuno può dirsi “fuori pericolo”.
    il concetto del perdono, poi, è qualcosa di sacrale. io vado oltre a quel “senza perdono”.
    credo non rientri nei compiti che mi assegno, in quanto decisamente fuori portata…. (con umiltà. moltissima)

  25. giorgi Says:

    Per esempio quando stamattina alle 6.50 il treno è partito per portarsi i ragazzini al campo scuola, un papà (il più apprensivo di tutti), ha esultato al grido di “finalmente tutti in discoteca!” Però allo spettacolo (non saggio, per carità, ci tenevano a dire le maestre) i lucciconi son venuti a tutti.
    La sfiga vuole che uscendo di corsa all’alba mi sono slogata il piede e mo’ non posso camminare. (Due ore filate di ninna però ci sono state tutte). Scusa lo sproloquio, Flo, ma so che mi capisci 😉 Ma se facciamo il saggio dei bloggher chi ci viene a vedere? baci

  26. FiocoTram Says:

    >io sono del parere che si debba essere saggi sempre, non solo a fine anno. 😀

    Si ma poi bisogna radunare amici e parenti in luoghi angusti a ogni piè sospinto. Anche perché, che gusto c’è nella saggezza, se non puoi mostrarla?

    La stessa vita di Grande Puffo, in quel villaggio di mezze pippe, era basata unicamente sulla gioia di intervenire, al momento giusto, dispensando la perla d’intelligenza quotidiana.

  27. varasca Says:

    anche i miei fanno quelli che non gliene frega niente del saggio, né che io ci sia, fra gli spettatori, o meno. ma non gli credo, ci vado lo stesso, applaudo, faccio foto e credo che se ne accorgano. alla fine non mi hanno mai rimproverato 🙂
    (quanto al dover esser operativi dopo una notte di milonga, beh, son cose eroiche!)

  28. Flounder Says:

    varasca, è lì che si vedono i veri duri 😀

    (che cosa non ho fatto nella giornata di ieri dopo una serata di milonga non puoi sape’. mammamia. )

  29. blulu Says:

    ………….

    ………

    o anche vi voglio bene, lei, la piccina, per riflesso:)

  30. mrka Says:

    http://www.studiogradozero.it/blog/2007/06/la-festa-delle-elementari.html
    mi hai fatto venire in mente questo bel post.
    ( a questo punto mi ritengo fortunata a non aver mai assistito, partecipato e organizzato un saggio di quelli da te descritti. qua è tutto un proliferare di feste africane, con le signore che portano i dolcetti al cocco e i bambini che fanno i balli popolari da tutto il mondo. gesù)

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