Si metta a verbale, si metta.

Volevo andare a ballare a Marechiaro io, stasera. Alla faccia dei piedi piagati.

Invece sono andata alla riunione di condominio.

Io non ci vado mai, in genere delego. Delego, delego. Delego al condomino R., mio dirimpettaio di origine calabrese, puntiglioso e un poco tirato di mano e di lui mi fido ciecamente.

Solo che il condomino R. ha detto che ci dovevo essere. Addirittura pure l’amministratore mi ha telefonato mentre ero a Filicudi, tra una palla di riso e una granita.

Per favorire un’ampia partecipazione si è stabilito di usare un locale condominiale, ancorché sprovvisto di sedie. Tanto era una cosa veloce.

Tre ore e un quarto all’impiedi.

Poi di colpo si è interrotta, la riunione, perché dovevano tutti scappare a vedere la gara di fuochi d’artificio. Fino a venti minuti fa sembrava di stare a Mostar.

Abito in un quartiere di fuochisti.

Difficile immaginare cosa sia un quartiere di fuochisti per chi non abita in un quartiere di fuochisti.

Abbiamo anche una banda musicale di quartiere, noi.

E una chiesetta che suona le campane a distesa a tutte le ore.

E un parroco con i capelli tinti e le camicie hawaiane nonostante i settant’anni.

E per finire è un quartiere edificato su un’antica cava di tufo, dove le case sprofondano, lente e inesorabili.

Anche la mia.

Ma stasera eravamo tutti riuniti ad accogliere l’avvocato M., latore di una felice notizia: abbiamo vinto la causa contro il costruttore, per lo sprofondo e tante altre cose.

La cattiva notizia è che la società è in liquidazione e forse non riusciamo a recuperare un solo centesimo di risarcimento e continueremo a sprofondare, ma con la giustizia dalla nostra.

C’è anche un’altra cattiva notizia: lo sprofondo crea un danno alle condotte del gas, se non si interviene subito possiamo saltare in aria come niente. Quelle cose che si leggono sui giornali, onesta famiglia, tot di figli, etc etc. Ma con diecimila euro ci passa la paura.

L’amministratore vuole un Presidente a dirigere la riunione.

Nessuno fiata, nessuno si propone.

Il condomino A., marito della maestra, dice: una donna, per la par condicio, e indica me.

No, no. Io no. Io per oggi ho già dato.

All’unanimità scegliamo il Preside N., che sa scrivere, è un oratore reboante, ha una voce stentorea e di tanto in tanto sbatte il pugno sul tavolo ed è autorevolissimo, panzuto e baffuto.

Ma il vero problema di questa riunione non è lo sprofondo: è il condomino Z., che in qualità di caposcala, ha fatto pervenire giorni addietro una lettera aperta a tutti i condomini.

Il condomino Z. è uno di quelli che non hanno un cazzo da fare, presumibilmente un baby pensionato dell’esercito con velleità da sergente maggiore. Il ruolo di caposcala gli sta stretto, aspira a cariche importanti, a una rapida ascesa gerarchica.

Negli anni ha avocato a sé il ruolo di giardiniere, che esercita abusivamente, ancorché in modo gratuito. Poi ha corrotto l’elettricista, occupandosi di sostituire in sua vece le lampadine e ritarando i timer notturni sull’ora legale. Ricusato dal postino, al quale si era offerto per la distribuzione delle corrispondenze, si è prontamente riconvertito al controllo di gestione delle manutenzioni ordinarie, creando alleanze strategiche in tutte le scale.

Il condomino Z., con bermuda, cinesina e polo arancio, oggi vuole di più.

Cito dalla sua lettera: i problemi da affrontare nel governo del condominio sono analoghi a quelli che si incontrano nella guida di un paese. Si comprende allora, per analogia, quale debba essere la mia missione […] Siccome mi ritengo una persona tenace ho deciso, per il bene della salvaguardia e della nostra proprietà, di propormi NON come caposcala, ma come consigliere, cioè una persona dotata di CARISMA.

Segue programma elettorale dettagliatissimo e successivo comizio nel corso del quale frequenti sono le autocitazioni – non prive di una certa eleganza – alla sostanza e consistenza dei suoi virili attributi.

E tutto ciò in cambio di un compenso che non vogliamo definire tale, giacché tale non è.

E’ un rimborso spese, foss’anche in forma di schede telefoniche e buoni benzina.

Il condomino S., emaciatissimo, sbraita: basta, non ho tempo per queste idiozie, io domani mi devo fare una chemio.

La condomina F. ne approfitta per raccontarci un’altra volta della sua passata malattia e degli effetti collaterali delle terapie.

Il condomino Ing. T. sostiene la proposta del condomino Z., citando eclatanti episodi in cui lo stesso si è distinto, salvando il condominio tutto da truffe sicure o da gravi minacce provenienti dall’esterno. Ricorda con commozione l’interposizione umana del condomino Z. – similmente a Rachel Corey – che col suo corpo bloccò una ruspa incaricata di spostare proditoriamente i contatori dell’acqua dalla scala B alla scala C.

L’amministratore ribadisce che non esistono riferimenti normativi per la creazione di una simile figura professionale di consigliere carismatico.

Il condomino I. approfitta del bailamme per ricordare che la gente dei piani alti gli butta le schifezze sul terrazzo, ivi incluse palle di peli di gatto, che lui tollererebbe se il gatto in questione fosse di pelo azzurro, ma poiché è nero e bianco, come il suo proprietario,  lui oltre al danno non si può pigliare pure la beffa juventina.

Il Preside N. coglie la palla di pelo al balzo e tiene una lezione sull’etica che pare Benedetto Croce, il marito della condomina P. freme al pensiero della parmigiana di melanzane che lo aspetta, i fuochisti incombono.

Bisognerebbe affrontare per la milionesima volta la questione irrisolta del condomino L., che ha costruito su una porzione di terrazzo condominiale una garçonnière abusiva e prende la corrente dai pianerottoli. Il condomino L. è lì presente, con la moglie strafatta di Prozac, come se la cosa non lo riguardasse. Lui è le Varie ed Eventuali di tutte le riunioni di questo spettabile consesso.

Fino a pochi anni fa picchiava selvaggiamente il figlio quasi trentenne e poi lo chiudeva in terrazza perché studiasse, senza possibilità di rientrare in casa. Tutto quel che so di diritto l’ho imparato da lui, nelle lunghe ore di ripetizione ad alta voce al freddo e al gelo o sotto un sole di pazzi.

Ma sta per iniziare la gara di fuochi, non c’è tempo per discutere di queste cose.

Il condomino Z. sente che il suo carisma non è condiviso e fa un’uscita di scena teatrale, alla Leopoldo Mastelloni, alla Enzo Moscato. Io e la condomina P. prorompiamo in un applauso.

In sottofondo i primi botti.

Il condomino L. dice: noi li guardiamo dal terrazzo condominiale, venite anche voi?

E un po’ ci strizza l’occhietto, magari ci offrirebbe pure un’orzata.

Una volta ha provato a spiegarmi che l’abusivismo edilizio non esiste, che è solo l’invidia della gente.

Gli volevo rispondere che la Lebensraum parlava di nuove terre e orizzonti, e non di terrazze e orizzonti, ma poi ho pensato al figlio e son stata zitta.

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32 Risposte to “Si metta a verbale, si metta.”

  1. anonimo Says:

    Farei qualsiasi cosa per conoscere il condomino Z e attingere un po’ del suo carisma. Prometti che appena mi inviti a cena, gli chiederai di svitarti una lampadina che è troppo in alto per le nostre altezze????
    Corrado

  2. varasca Says:

    deliziosa serata :-)))
    le riunioni condominiali.. spesso immagino un film che duri il tempo di una riunione, ché il materiale ci sarebbe! magari senza lo sprofondo, ecco.

  3. Flounder Says:

    c’è quel film divertentissimo con Carmen Maura, La Comunidad o quel capolavoro di grotesque che è Delicatessen di Jeunet e Caro

    nel nostro caso è invece un thriller psicologico: tutto ruota intorno al condomino L., proprietario della garçonniere, invincibile e invulnerabile.
    grazie alla complicità maldestra dei condomini, acquisita in epoca remota con un abilissimo gesto di generosità, egli vanta un credito inestimabile, al punto che la questione garçonnière non può mai essere nominata pubblicamente.

    ciò fa della riunione di condominio un luogo di raffinati e sottili equilibri, che al confronto quelli di Versailles erano pivelli

  4. blulu Says:

    sperando nella creatività della blogger per qnt riguarda lo sprofondo
    e al contempo invidiandoti per il quartiere fochisti
    tengo a dirti del mio delirio nel leggere la descrizione del parroco :
    mi è venuto in mente che possa essere tale e quale a Jack Nicholson in non so più quale commedia…

  5. e.l.e.n.a. Says:

    io tifo per il gatto di pelo bianconero, naturalmente, essendo che il mio di secondo nome fa trezeguet.
    (si metta a verbale, si metta, per piacere)

    lù, ho in mente anche io quel jack nicholson … è lui, è lui!!!

  6. anonimo Says:

    Che meraviglia, Flounder.
    Io citerei anche L’inquilino del terzo piano, capolavoro di Polanski.

    Bandini

  7. zaritmac Says:

    E qui non ci sta manco il terrazzo! Cioè, c’è una copertura, ovvio, ché non è mica Il cielo in una stanza; ma senza parapetto, che qualcuno lo abbiamo sentito pregare San Gennaro di veder schiantato, nell’ameno vicoletto su cui affaccia il palazzo, il condomino X che aveva spostato un paio di dozzine di antenne regolamentari per far posto al suo piattone da portata con eurovisione integrata; il tutto grazie alla sua dotazione completa di aria furtiva, massiccia faccia tosta, antenna parabolica abusiva e chiave del terrazzo illecitamente sottratta dal gabbiotto incastrato tra i marmi dell’androne (orfano del portiere becchino e giocatore ora in pensione). Alle riunioni io faccio sempre il Presidente, così non scrivo il verbale. Ma la verità è che il condomino pregatore mentiva: da vent’anni abbiamo la centralizzata. Che funziona così così. (OT: Non servirà mica per attutire lo schianto dal terrazzo del condomino X, il tappetino in gomma piuma?…)

  8. anonimo Says:

    cioè, signurina flundèr, io non è che vi voglio mortificare ma quella già è massacrante la riunione di condominio e voi per sadismo ce ne volete appioppare pure il resoconto dettagliato a noi? scusate ma voi, secondo me, ci tenete un poco di cazzimma che datosi che ci avete sofferto voi ci volete fare soffrie pure a noi… non zi fa!!!

  9. anonimo Says:

    non oso pensare ad un “programma di governo condominiale”…come quello della Cosa Pubblica. In realtà non so se essere preoccupato più per il taglio dei watt delle lampadine dei piani “bassi” contro aumento di quelle dei piani “alti” o peggio ancora qualora volesse mettere mano ad una pianificazione triennale delle bilancio condominiale!


    cambiare condominio..no?!?!?!

  10. ilcavaliere Says:

    beh, il più topico mi sembra “Condominio”1992, Regia di Felice Farina
    Con Carlo Delle Piane, Ciccio Ingrassia, Ottavia Piccolo, Roberto Citran . Uno di quei giovani film italiani che scavano nei peggiori caratteri e nei peggiori rapporti che gli Italiani sembrano avere più degli altri. Ma il mio preferito è quello di Polanski. Persino la mia metà,che è la padrona di casa, ha preso ad evitare le riunoni di c.
    Come si va acquisendo, ho visto cose che etc etc, ma mi sembra proprio che il peggio di se gli esseri umani lo diano in queste occasioni.
    Nelle guerre, nel terrorismo, nello squadrismo essi agiscono malissimo ma in nome di qualcosa di collettivo, nelle riunioni di condominio, esce il peggio dell’individualismo

  11. elsecretario71 Says:

    Voglio rifugiarmi sotto al Patto di Varsavia
    Voglio un piano quinquennale, la stabilità…

    [Live in Punkow]

  12. Flounder Says:

    Caro Secretario,
    la Concetta Kissinger (DM) che è in me vi chiede: vi siete mai chiesto perché questi piani quinquennali e patti di stabilità li facciano sempre in Paesi dove non c’è sole, l’accesso alle spiagge è difficoltoso, l’acqua è fredda, non esistono le percoche e le insalate di polpo? ve lo siete chiesto?
    ve lo dico io: perché se non ci facevano un piano quinquennale questi se ne scappavano dopo sei mesi.
    tutto, vi devo insegnare di politica internazionale. tutto. 😀

    cavaliere carissimo,
    questa frase qua: Nelle guerre, nel terrorismo, nello squadrismo essi agiscono malissimo ma in nome di qualcosa di collettivo, nelle riunioni di condominio, esce il peggio dell’individualismo è assai arguta e – ahimé – maledettamente vera.
    la Concetta Kissinger (DM) che è in me stamattina vi ricorda che Rousseau e il fanciullino hanno creato il modello operativo delle peggiori dittature.
    se dunque la proprietà privata non esiste in natura, esiste tuttavia il senso di questa, l’istinto.
    e quest’ambivalenza ce la portiamo dietro sempre, anche nei più nobili altruismi.

    (l’abbinata Secretario/Cavaliere mi è carissima, sappiatelo)

  13. Flounder Says:

    Caro Brubo
    (eheh, alla fine tieni pure un nick, ma ti rendi conto?), il cambio di condominio sarebbe oltremodo consigliato, perché cara mi costa, questa casa. ma una riflessione intima e privata mi impedisce al momento di farlo. ma è una riflessione proprio intima intima.

    carissimo ardù in veste anonima,
    e voi – come molti altri – è proprio qua che vi sbagliate: non esistono cose e situazioni noiose, esiste solo la capacità dell’individuo di annoiarsi o meno.
    ardù, ma voi lo sapete come e perché si genera la noia?

  14. Flounder Says:

    Carissimissima Zaritmac,
    io vorrei innanzitutto sapere che fine ha fatto quella vostra vicina di casa un poco esuberante capit’a ‘mme. poi vi vorrei dire che invece voi dovreste fare la segretaria, e scrivere i verbali in perfetto stile zaritmesco. anzi, me lo scrivete un verbale solo per me, à la mode de Zarit?
    (il materassino: ti devo manipolare la schiena)

    caro Bandini,
    nel professarmi pubblicamente vostra azionista, vi ringrazio assai – unitamente al Cavaliere – dei riferimenti cinematografici forniti.

  15. Flounder Says:

    Cara Elena,
    io mo’ vorrei sapere il primo nome del gatto. in ogni caso il condomino era serissimo, era venuto alla riunione col pantaloncino del napoli e non tollerava provocazioni

    splendida e panzuta Blulu ,
    e io lo sapvevo, lo sapevo che qualcuno avrebbe detto: che bello abitare in un quartiere di fuochisti.
    perché voi non sapete.
    non sapete dei mortai sparati alla madonna fin dalle cinque e trenta del mattino.
    la madonna l’altro giorno ha detto una cosa talmente volgare, ma talmente volgare e blasfema che non tengo manco il coraggio di riferirla.
    (e se il parroco assomigliasse a Jack Nicholson noi qui si andrebbe a messa tutte le domeniche, e pure ai vespri.)

  16. blulu Says:

    continuo a volerlo, certo meglio i fuochi che i botti, i primi deliziano i secondi esasperano l’aorta:)

    in un vecchio Capodanno passato a Napoli ci rimasi molto male
    di non assistere a quello che di solito il tigi menzionava con stizza.

    e poi.
    preferiresti avere la finestra affacciata su un deposito di camion dispettosi, che prima di entrare nel cortile stazionano fermi a riempirti i polmoni, ed è ancora nulla rispetto ad un quotidiano e serale rogo (dirimpettaio) di gomme e plastica in auge da dieci anni in tutte le stagioni che il sindaco fa finta di non sapere……….
    (l’erba del vicino è sempre + verde, e qui non ci piove:)))

  17. Flounder Says:

    lu, è che abbino i fuochisti a una distanza davvero irrisoria da una delle famose e incriminate discariche della regione 😦

    (è che sogno una casa di fronte al mare, col finestrone e il sole. tutto il resto è e sarà per sempre un tristissimissimo ripiego. sigh!)

  18. anonimo Says:

    ah, la vita di condominio… non annoia mai! 🙂

    napolino

  19. Flounder Says:

    questa curiosa notazione di napolino – curiosa in quanto apparentemente controtendenza – ci fa ricordare qui che, secondo questi autori:
    Thundy, Zacharias P. (Summer 1985). “The Etymology of Condom”. American Speech 60 (2): 177–179. doi:10.2307/455309.
    una delle etimologie possibili del vocabolo condom sia condamina, ossia casa.

    il che spiegherebbe perché non ci si annoi, in definitiva 😀

  20. Climacus Says:

    io a stare sempre in casa m’annoio
    douglas harper dice:

    “condom

    1706, traditionally named for a British physician during reign of Charles II, but there is no evidence for that. Also spelled condam, quondam, which suggests it may be from Italian guantone, from guanto “a glove.”

    Che poi, guanto viene dall’antico alto tedesco wand, che significa drappo, anche se il vecchio Pianigiani cita fonti che lo fanno risalire a una radice celtica *can / *gan che, dice lui, significherebbe propriamente “tutto ciò che cuopre, avviluppa, contiene”
    Ciao

  21. ilcavaliere Says:

    tra le infinite possibilità di interazione con la rete mi reputo un fortunato ad imbattermi -nei pochi minuti che vi dedico- in combinazioni tra post e commenti così qualificate
    (giuro che non scherzo)

  22. aitan Says:

    Cond-ivido l’opione del Cavaviere.

  23. aitan Says:

    opione > opinione

  24. e.l.e.n.a. Says:

    di primo fa voltaire. per darsi un po’ d’arie da intellettuale…

  25. anonimo Says:

    signurì, voia me però le domande difficili non me ce le dovete fare ché sennò mi annoio e poi qua sopra non ci vengo più.
    io mò che ne so ch’è sta cosa che volete sapere da me. la noia? e che è? boh… io sono un complesso semplice, mi chiedo e rispondo solamente a domande tipo: “perché quando ci va l’acqua sul fuoco si spegne il fuoco e non si accende l’acqua?” oppure se avete probblemi di catasto, lì sono coperto che sono, modetsamente, catstale fernuto.

    arduccio vostro che non sa dove lasciare la marchetta per il disturbo

  26. proteus2000 Says:

    Sono riuscito a perdermi tutte le riunioni condominiali, da quando abito in un condominio. Leggendo il tuo post, mi dico che avrei fatto bene ad andarci.
    Questo è grande teatro, cara mia. E meritava di essere raccontato da una vera affabulatrice.

  27. Flounder Says:

    clim, caro climacus,
    io so che la tua ricerca è esatta e corretta. mo’ però mi devi creare una connessione tra guantone e condominio, sennò non arriviamo a niente 🙂

    elena, trovo bellissimo voltaire.
    noi volevamo chiamare il cane mariadefilippi.

    arduccio,
    intanto siete stato l’unico ad accorgervi dell’insegna appositamente apposta sul blog – o quanto meno l’unico ad averla commentata – e ciò fa onore al vostro spirito di osservazione.
    per il disturbo mi potete fare un vaglia 😀

    aitan,
    il blog è un po’ l’opione dei popoli, diciamolo.
    (e m’è presa così, oggi. scema. )

    proteus,
    è che noi “sudici” siamo istintivamente e naturalmente tragici. ci serve poi un surplus di ironia per bilanciare i drammi.
    io ho bisogno del grottesco, di vederlo, di trovarlo, di raccontarlo: è il mio psicofarmaco personale 🙂

  28. zaritmac Says:

    e l’interno cosce? … 😉

  29. Flounder Says:

    quello è il Prozac 😀

  30. e.l.e.n.a. Says:

    ma dite… non ci volevate bene al vostro cane, signurì?

  31. Flounder Says:

    ci volevamo bene.
    pure quando lo abbiamo portato a sperdere, gli abbiamo dato un po’ di euri perché si comprasse da solo i croccantini.

  32. GliElfy Says:

    beh, noi non viviamo in un quartiere di fuorchisti, casa nostra per ora non sta (fortunatamente) sprofondando, ma anche da te vedo che ci sono strani inquilini 😀

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