Pare che gli Omega 3 abbiano effetti benefici sulla depressione. Speriamo.

Cerchiamo di metterci d’accordo, disse il signor Naso Brevirostris la notte dell’Immacolata Concezione. Perché io sono ragionevole e disposto a tutto, comprendo perfettamente la posizione dei miei colleghi che ogni anno fanno il turno del 24 dicembre, in particolar modo la signora Anguilla Anguilla e il signor Gadus Morhua, però, spogliandoci per un attimo dalle squame e dai nomi altisonanti, risulta evidente che io sono il pesce chirurgo, mentre voi siete una capitonessa e un baccalà, per cui non potete pretendere identità di ruoli, funzioni e destinazioni. Democrazia sì, ma fino a un certo punto, e che diamine! Da che mondo è mondo e cenone è cenone, non si è mai visto un pezzo di pesce chirurgo fritto in un piatto da portata. Oltretutto, al di là dei titoli di studio e della professionalità, capirete bene che io sono un pesce antropomorfo, e questa cosa non si presta alla circostanza. Le ragioni sono troppo complicate da spiegare, ma fidatevi: questa cosa non si può proprio fare. Quindi, per cortesia, prendetevi le vostre responsabilità, il 24 state al posto vostro, ossia nelle cucine e nei piatti, e poi, se proprio volete andare in ferie, se ne parla dopo la Befana.

Io per la verità quest’anno – sussurrò l’Anguilla timidamente – dopo tanti anni di onorato servizio, avevo pensato con mio marito e i bambini di passare le feste nel Pacifico, a trovare quei parenti che stanno in Giappone e non vediamo da tanti anni.

Signora cara, che vi posso dire? Ci andrete a Pasqua, quando c’è di turno l’agnello. Voi non è che vi potete prenotare le vacanze senza concordare i periodi con il Primario. E poi con la crisi che c’è quest’anno, è meglio che restate qua, fidatevi.

Il signor Gadus Morhua rimaneva senza dire nulla, un po’ rigido.

Signor Morhua, qualche obiezione?

E che dire? Col tempo che fa, con questo gelo, un altro anno nell’acqua fredda fino a raggiungere la giusta consistenza, senza alcun rispetto per l’età, i reumatismi. Chi dice fritto, chi dice col limone, chi dice a pastella…

Ah, se è per questo – aggiunse la signora Anguilla – sono le stesse storie che devo sentire pure io ogni anno e francamente di tutte queste indecisioni sono stufa. E mettiti qua, e mettiti là. Ma insomma!

E perchè, voi credete che noi veniamo prese in considerazione?, sbraitarono due Venerupis decussata e quattro o cinque Meretrix Meretrix con le valve semisocchiuse e ammiccanti in direzione del Primario, che manteneva contegno e indifferenza, nonostante tutti sapessero della sua tresca con la Vongoletta del secondo piano. L’unica cosa che sanno dire: con la pummarulella schiattata o in bianco? Come se non avessimo una nostra volontà e una professionalità antica quanto il mondo.

Il signor Naso Brevirostris si strinse nelle branchie: avete ragione, ma che posso fare? Purtroppo è la tradizione che lo richiede: l’ichthýs. Noi non possiamo che adeguarci. Magari, venisse a loro un bell’ictus mentre stanno a tavola, e noi potessimo tornare a sguazzare nei mari. Magari!

Dotto’, mammamia, e come siete brutto! Non le pensate proprio queste cose. Abbiamo capito: stiamo di turno pure quest’anno. Voi invece dove ve ne andate di bello?

Lasciate stare: io ho mia madre ricoverata nell’acquario, a Genova, e penso che ci facciamo tutte le feste là. Quest’anno niente Caraibi. Ci facciamo il cenone con il plancton importato, pensate che schifezza.

Eh, avete ragione. Tante volte uno giudica senza sapere, e invece ognuno tiene i guai suoi. Tanti auguri.

 

(reduce da una due giorni di riunione sul cenone di Natale, che ha visto fronteggiarsi i soliti schieramenti: onnivori, intermedi e vegani, tradizionalisti e progressisti, il tutto aggravato da sintomi irreversibili quali la vecchiaia, temporanei quali il giovanilismo più una serie di varie considerazioni e dispiaceri, posso assolutamente affermare che quest’anno il Natale è davvero una sofferenza, è una somma di nostalgie, contiene il senso di tutte le perdite passate, presenti e future. Quest’anno ci sarà un menù supertradizionale, abbiamo deciso che serve a contenere i sentimenti in un codice affettivo facilmente trasmissibile e comprensibile. Lo abbiamo deciso proprio noi che non ci credevamo, come un gesto propiziatorio contro le forze centrifughe dell’universo. La scarola con le olive nere e i capperi salverà il mondo.)

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15 Risposte to “Pare che gli Omega 3 abbiano effetti benefici sulla depressione. Speriamo.”

  1. didolasplendida Says:

    beata te che sei così organizzata con questa bella famiglia numerosa
    io non so ancora che morte faccio, come le vongole o il baccalà, nel frattempo domani ho un matrimonio la grande abbuffata comincia prima quest’anno

  2. Flounder Says:

    beata te è una parola grossa 😀

  3. VENTODITERRA Says:

    Considerato che la scarola stufata e’, nella cena della vigilia, il MIO piatto forte, non vedo l’ora di prepararla, stavolta per il bene dell’Umanita’ (seppur non tutta meritevole).

  4. arduous Says:

    scusate signurì, ma la pummarulella del piennolo non conta più nulla? non ce la potevate far entrare nel racconto fra le treglietelle e il capitone dormiente che a natale si sceta?
    a nome dell’associazione ortofrutticola denominata ‘nzalata ‘e rinforz elevo formale protesta per l’evidente discriminazzione da lei messa in atto!
    e non tentate di giustificarvi con il fatto della scarola messa in appendice ché ci arrabbiamo ancora di più e chiamiamo in soccorso il presidente della nostra sezzione esteri la dottoressa ‘nanassa che quando cammina si fa la folla appriesso!

    saluti

  5. anonimo Says:

    @Ventoditerra, sai, sto scrivendo un libro e uno dei capitoli s’intitola: ‘O viento ‘e terra. Credo che tu sappia cos’è ‘o vinte ‘e terra, o almeno quello che conoscevo da piccirillo. A quel tempo, ‘nzieme ‘e cumpagnielli e ‘e cumpagnelle d’a banda nosta, giocavamo appunto a, ‘O vinto ‘e terra. In pratica ci riunivamo a inizio del vicolo e al grido di battaglia – Currite! Currite guagliù – del nostro capo, chiammato ‘o Guaglione. Correvamo più veloci possibile, fin all’altro capo del vicolo, dove c’era un palazzo sgarrupato in cui ci rifugiavamo. Nella nostra corsa, tutto ciò in cui ci imbattevamo, saltava in aria: panni stesi, scope, sedie, tavoli,scannetielli, bagnarole eccetera. Chiaramente dovevamo stare attenti a non farci acchiappare dalle femmine e anche dai loro mariti che uscivano dai vasci, inferociti, alluccavano e ci prendevano a maleparole. Infatti, tenevano brutte intenzioni. Però, ‘o Guaglione, a un certo punto quando vedeva la malaparata, per farci correre ancora di più, urlava: ‘O ll’urdemo tene ‘o pilo ‘nculo. A quel punto speedy Gonzales ci faceva un baffo, anche se nessuno di noi ce li aveva.

  6. VENTODITERRA Says:

    Beh sì che lo conosco bene o’ vient’e terr … perchè è il soprannome della mia famiglia … dovuto a questo nostro Avo che si racconta fosse un gran corridore della vita, ed inevitabilmente correndo travolgesse cose e persone, tutto senza cattiveria, semplicemente perchè era l’unico modo di essere che conoscesse (con o senza ‘o pilo ‘nculo). 😀

  7. Flounder Says:

    signor scrittore, ma voi siete quello del post di sotto?
    quello delle tazzulella?
    vi volete appalesare un poco?
    vi conosciamo, in carne, ossa e nickname?e soprattutto: di dove siete, ché la vostra scrittura del vernacolo mi parla di di contaminazioni verso il sud della regione. o mi sbalio?

  8. aitan Says:

    Questo post mi pare un Guarracino acculturato

    chillo ca jeva p’o mare e
    jeve truvanno de se ‘nzorare
    (o de se ‘nguaiare in altre versioni)
    se facette ‘nu bello vestito
    chino chino ‘e scorze d’ancino
    nu scarpino fatt’a ‘ngrese.

    Però la scarola con olive nere, capperi e pure uva passa è piatto tipicamente catalano.

    e chi s’agliotte ‘sti pallune
    tene ‘nu bbuono cannarone
    chi s’agliotte chesta palla
    cu tutti li pisci rimman’ a galla.

  9. VENTODITERRA Says:

    Ecco, appunto, scrittore anonimo, appalesatevi … così ci mettiamo d’accordo per le royalties … 😀

  10. anonimo Says:

    Uno alla volta per carità, ma andiamo con ordine:
    1)@ Flounder,
    si sono quello della tazzulella ‘e cafè e quello che l’ha vista con la gonna lilla, però con lo spacco e del racconto sul tango, mai inviato, perchè lungo sette pagine. No, non mi conoscete, nè ho postato presso il di lei seno, pardon sito, con altro pseudonimo. Quando ho postato in lei perchè mi è piaciuto e mi sentivo di farlo. Mi piace scarbocchiare e spiringuacchiare e, lei me ne ha dato lo spunto pur senza conoscermi, e io l’ho raccolto. Se mi firmo, con tutto il rispetto, Pinco Pallino, Tal dei Tali o Penna di Falco, o Utente Anonimo, cosa cambia?;

    2)@Ventoditerra,
    posso dire che per cinque-sei anni sono stato in vacanza a Palinuro, ma che sono del Centro Storico dell’ex capitale delle Due Sicilie e che attualmente abito sul confine tra il verde della boscaglia e la città metropolitana;

    3)@Aitan,
    forse lei non mi crederà, ma dopo il post del 19/12 a Ventoditerra, in vari momenti della giornata ho pensato alla straordinaria ricchezza e bellezza delle parole della “canzone” ‘o Guarracino, che comunque volevo utilizzare per qualche post della signora Flounder . Adesso, questa sorte di anticipazione intuitiva o telepatica, o non so al momento come definire, mi è capitato proprio con la canzone sopra citata e che lei ha riportato, ma anticipandomi. E, così prima del post del 19/12 mi è capitato di “percepire” tra le righe dei fatti della vita, qualcosa che poi da inesistente, poi, è diventato realtà. Sottolineo che esoterismo, occultismo e cose del genere non mi interessano nè mi attirano. Non so se sono riuscito a spiegarmi.

    Grazie.

  11. Flounder Says:

    uggesù 😀

  12. ipsediggy Says:

    >>La scarola con le olive nere e i capperi salverà il mondo

    decisamente.

  13. Flounder Says:

    io poi volevo dire un paio di parole su questa cosa dell’identità, del nick, del cyberavatar eccetera.
    è vero, non ci fa distinzione sapere se uno è pinco o è pallino. il punto è un altro: è che in questo blog io conosco personalmente quasi tutti i suoi frequentatori, così mi fa sempre strano quest’effetto di novità, un po’ come se dessi una festa e venisse qualcuno, magari amico di amici, che non si presenta.

    ma immagino sia un problema mio, quello di trattare la rete alla stregua del mondo reale.
    è che un poco mi metto paura, dei nomi senza un volto.

  14. anonimo Says:

    Gentilissima Madame Flounder,
    tempo addietro, cioè di magra per la panza e di propaganda pseudo politica, almeno una volta al giorno, nella mia dieta, povera di carboidrati, mangiavo almeno un bambino a colazione, difficilmente a sera, specie se tardi. In tal modo affrontavo la giornata con spirito libero e stomaco padrone. Purtroppo questa sana abitudine, definita asociale, mi è stata vietata dal medico, dal prete e dagli altri cannibali cattolici perché magna-magna del corpo di Cristo e, così ho smesso. Adesso sono vegetariano, ma anche prataiolo, cioè vado per funghi, per cui lei può stare tranquilla. Caccio solo animale. Però…a volte, durante la notte, mi sveglio e urlo in rete l’urlo di Munch.

    Un Buon Natale di cuore.

  15. Flounder Says:

    grazie.
    io esco da un Natale nutrendo ambizioni e propositi vegetariani. vedremo.

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