Bottana industriale? No, digitale.

– Secondo te se vado a letto contemporaneamente con uno dei miei commentatori, con un blogger di un’altra piattaforma, con un contatto di Facebook, con un utente Twitter, con un Tumblerista e il titolare di un account Flickr sono un po’ zoccola?

– Se l’IP è lo stesso, no.

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23 Risposte to “Bottana industriale? No, digitale.”

  1. e.l.e.n.a. Says:

    niente friendfeed???
    ah, già, con gli amici mai!!!

  2. Flounder Says:

    (e che è pure ‘sto coso, mo’? con gli amici mai, comunque. maissimo. e nemmeno coi nemici, a ben pensarci)

  3. Zu Says:

    Mi viene in mente la sentinella delle Sturmtruppen:
    “Amiken o nemiken?”
    “Semplici conoscenti.”

  4. Flounder Says:

    ‘cemino 😀

  5. ilcavaliere Says:

    togliendo il contemporaneamente la cosa assume una sua prospettiva 🙂 : ) : ) : )

  6. pispa Says:

    boh, insomma, poveri amici dico io.
    si dovranno comprare un computer un nick una password e fingersi qualcun altro per esser cagati :)))
    semplici conoscenti :))) zù, mi fai morire dal ridere

  7. lunaspina27 Says:

    :-)))))
    ciao, come stai?

  8. Flounder Says:

    questa settimana mi sono stata molto simpatica. 🙂

  9. stefko Says:

    😀 Troppo carina!

  10. PegasoNero Says:

    [ahahhhahhah]

    (le parentesi indicano che sto ridendendo con la mano davanti alla bocca)

  11. anonimo Says:

    ah ecco, mi manca facebook. mi sembrava strano di essere venuto a letto con te.

  12. anonimo Says:

    no no, in nessun caso.

  13. elsecretario71 Says:

    …bah…

  14. Flounder Says:

    c’est à dire?

  15. frifrafrombolo Says:

    c’est a dire: che se uno deve per forza farlo sapere a tutte le piattaforme
    forse ha qualche problema più serio che essere zoccola

  16. Flounder Says:

    in realtà questa scemità scritta qua sopra, che non è esattamente una scemità, ancorché ne abbia le sembianze, deriva dalla lettura di un capitolo intitolato: il Sé digitale, nell’ambito di un saggio che si intitola Homunculus.

    non è dunque di vicende e fatti privati messi in piazza, cui si fa riferimento quissù, bensì si scherza sulla progressiva e incontrollata insostenibile avatarizzazione dell’essere alla quale quotidianamente soccombiamo.

    pure tu, frifrabombolo, che ti credi?

  17. e.l.e.n.a. Says:

    ma il sé digitale è un atto di autoerotismo?

    (perdona l’oscemità)

  18. Flounder Says:

    sto arrossendo tutta! 🙂

  19. frifrafrombolo Says:

    tutti abbiamo da fare cose più serie costruire su macerie per mantenerci vivi
    è l’onestà di fondo che va preservata

  20. Flounder Says:

    mi hai fornito l’occasione di postare un pippone clamoroso scritto tempo fa e sul quale di tanto in tanto rifletto.

    sulla maceria cito Рahim̩ РMarc Aug̩, col quale tristemente concordo.

    Le macerie sono il prodotto di distruzioni irreparabili e spesso improvvise; sono cancellature della storia, spazi vuoti indifferenti alla strategie della memoria e della speranza, ma anche al lavoro del lutto, perché non rinviano ad alcuna perdita, men che mai irreparabile.
    Le macerie sono solo macerie; assolutamente prive di senso, in esse si perde tutto (si potrebbe dire che in esse si perde e si cancella la stessa categoria della perdita).
    Le macerie possono essere solo il lato oscuro delle rovine (nelle rovine c’è sempre qualcosa che si perde in senso assoluto); altre volte, sempre più spesso nel nostro tempo, esse si presentano in quanto tali, macerie e nient’altro.
    Il senso residuo delle macerie consiste allora nel loro stesso darsi come punto zero della storia, come punto di non ritorno.
    Esse sono cancellature, spazi bianchi da dimenticare, da “lasciar perdere”, ricominciando a costruirvi al di sopra, al loro lato, mai attraverso.

    Marc Augé

  21. frifrafrombolo Says:

    ma io ho buttato lì la prima cazzo di canzone di guccini che mi è passata per la testa
    l’onestà non è solo quella di essere l’unico a pagare il biglietto su un autobus stracolmo di persone
    c’è anche l’onestà di quello che paga il conto quando tutti dopo aver mangiato e bevuto se ne sono andati

  22. ilcavaliere Says:

    Augè, molto di moda tra gli architetti di adesso, forse perchè dà una cornice teorica possibile all’incapacità/impossibiltà di edificare progetti laddove oggi riusciamo al massimo a progettare senso per il già dato, comprese le macerie. Il “rudero” nel rinascimento era fonte di ispirazione e conoscenza, con il romanticismo si è fatto indispensabile presenza di memento ed emozione, adesso rientra nel problema di gestione rifiuti nel territorio, del territorio

  23. riccionascosto Says:

    Di solito ho da far cose più serie…[..] Non lo dico io, lo dice – lo canta (certo, a suo modo) – Guccini ne “L’Avvelenata”. Lo riprende un commentatore lì da Donna Flounder, a proposito di … piattaforme, direi. Guccini lo dice a proposito dell [..]

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