Pianificazioni strategiche (per amici, nemici e semplici conoscenti). Un post a scatole cinesi.

Qui si comunica e annuncia un elaborato programma finesettimanale per campani e limitrofi.

Stasera: siamo gente di Salon Baires, a Napoli. Balliamo il tango e non guardiamo in faccia a nessuno (anche perché se no ci distraiamo e gli pestiamo i piedi)

Sabato mattina: siamo gente di mostra di Louise Bourgeois, al Museo di Capodimonte, Napoli. Questa signora Bourgeois qua io già lo so, me ne innamorerò e i suoi ragni, animali dai quali peraltro già sono ossessionata (e il signor Freud si facesse i fatti suoi), infileranno le loro zampette in tutto il mio immaginario simbolico. Qui una serie di pensieri di questa donna straordinaria. Tra tutte ne pesco una, ed è quella che secondo me risponde alla domanda: cos’è l’arte?

Dice la Bourgeois: Tutto quello che produco è ispirato ai primi anni di vita. Ogni giorno devi disfarti del tuo passato o accettarlo, e se non riesci ad accettarlo, diventi scultrice.

Ne deduco che l’arte è dunque una patologia, signori miei, che ci piaccia o meno.

Sabato pomeriggio: siamo gente di presentazione letteraria, a Caserta, ore 18.00, per Autoreverse, il romanzo di Francesco Forlani, in uno dei suoi spettacolari momenti di interazione col pubblico, insieme a Paolo Mastroianni (lo scrittore vero, per intenderci) e ai Ringe Ringe Raja, gruppo musicale specializzato nella presentazione di libri. Non ridete, è così.

Sabato sera: potremmo – se solo volessimo – essere gente da paranza, ci sarebbe il famoso rito del focarone di Sant’Antonio, un po’ dovunque.  Si consigliano quello di Cicciano, vicino Napoli e quello di Campagna, vicino Salerno, dove già fummo per la catartica Chiena.

Domenica: se non siamo ancora morti e il tempo ce lo consente, come ogni anno, perché la tradizione è tradizione e noi ci teniamo assai, siamo gente di festival musicale alla giornata conclusiva del Festival della Zampogna, sulla solita Maranola, nella solita provincia di Formia, con la solita polenta, le solite tammorre e il solito Concertone di chiusura nella Cattedrale.

Vi è stato detto tutto quello che dovevate sapere. Tanto vi dovevamo, mo’ organizzatevi.

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12 Risposte to “Pianificazioni strategiche (per amici, nemici e semplici conoscenti). Un post a scatole cinesi.”

  1. Flounder Says:

    no, non insistete. non lo so se domenica sera siamo pure gente di Salone Margherita.
    ma ce vulite fa’ muri’? 😀

  2. didolasplendida Says:

    mi segnalano ò fuoc e sant’antuon di
    Nusco (AV), 17 gennaio 2008, “La Notte dei Falò”. alle ore 17.
    Un rito che si ripete da quattro secoli, una festa che unisce tradizione e modernità, in una rivisitazione autentica della memoria secolare di una comunità.

    E’ la Notte dei Falò di Nusco, una notte magica in cui i suoni del Mediterraneo si fondono unendosi alla storia del meridionale d’Italia e dell’Irpinia.

    Una notte fatta di fuoco e suoni, di tradizioni etniche e contadine e di sapori da scoprire: il 17 gennaio 2009, in uno dei cento borghi più belli d’Italia, l’evento che da quattro secoli si ripete con immutata suggestione rievocando l’inizio del Carnevale.

    Dalle ore 17 – ogni zona del borgo sarà illuminata da un grande fuoco preparato con cura dagli abitanti della zona, che passano le giornate precedenti a raccogliere la legna e preparare l’evento.
    Ogni falò ha i suoi riti, con la preparazione di specialità della gastronomia d’Irpinia secondo le ricette della tradizione di questa terra, con i piatti tipici dell’inverno accompagnati dai pregiati vini irpini. E per quest’anno, tra le novità, l’apertura degli stand gastronomici già ad ora di pranzo: salsicce alla brace, castagne sul fuoco, cecaluccoli (i tipici cavatelli), maccaronara, lagane (tipo tradizionale di pasta) e fagioli, carne alla brace, formaggi, tartufi e tanto altro per soddisfare anche i palati più esigenti.

    La Notte dei Falò nasce come rito propiziatorio nel XVII secolo. E’ la Festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e della comunità contadina. I primi falò venivano accesi per scacciare la peste, che nel 1656 solo a Nusco fece registrare ben 1200 vittime. In tutto il Regno di Napoli, alla fine del XVII secolo, veniva distribuito il pane di Sant’Antonio, preparato con la parte più pura del grasso di un maiale in tenera età. Si trattava di una sorta di unguento per curare l’infezione da Herpes Zoster, detto il “fuoco di Sant’Antonio”. I falò venivano quindi accesi per purificare i luoghi ma anche i corpi, invocando le virtù taumaturgiche di Sant’Antonio.

    ——————————————————————————–

    In concomitanza con “La Notte dei Falò”, a Nusco ci sarà il 7° incontro di architettura in Irpinia, alle ore 10 ci sarà la visita guidata al castello ed al centro storico di Nusco. POTREMMO ANDARE DAL MATTINO – FERMARCI A PRANZO PRESSO GLI STAND E TRATTENERCI PER LA SERA
    APPUNTAMENTO A NUSCO AD ORARIO UMANO (ORE 11,00)

    ——————————————————————————–

    E ANCORA……
    Somma Vesuviana (NA), 18 gennaio 2009, ‘O Fuoco ‘E Sant’Antuono alle ore 18.
    Il più grande falò della zona vesuviana in Piazza Vittorio Emanuele III. A corollario della manifestazione ci saranno Tammorre e Tammurriate eseguite da gruppi di musica popolare provenienti da diverse zone vesuviane.
    ma cavolo sabato è domani??

  3. elsecretario71 Says:

    Formia non fa provincia (x la precisione)

  4. Flounder Says:

    e invece dovrebbe. se lo merita 😀

  5. Flounder Says:

    dido, ma appicciano pure a de mita?

  6. e.l.e.n.a. Says:

    io non ne sono ossessionata, ma terrorizzata. è diverso. soccombo.
    detto ciò quest’estate, a bilbao, ho fotografato “mamam”

    (e sul nome si aprirebbe un lunghissimo discorso), sotto ogni angolazione e prospettiva, senza problemi.
    era la sua “fermezza” a non mettermi paura.

  7. Flounder Says:

    io ne sono anche terrorizzata.
    da tutto ciò che ha le zampette fini, dal millepiedi ai passerotti.

  8. riccionascosto Says:

    A me i ragni piacciono, invece; non al punto di allevarli, ma diciamo che se ne trovo uno non mi metto a urlare. Al massimo, me lo tolgo di dosso (ma poi, si dice che “ragno porta guadagno”, no? E nell’incertezza, li lascio in pace. Le ragnatele, poi, sono bellissime. Tranne che a casa)

    Le pianificazioni, invece, mi hanno fatto stancare solo a guardarle (un po’ di invidia e molta apatia, al momento)

  9. Flounder Says:

    noi ci siamo appassionati a questa famiglia.
    e poi ci siamo perduti in questa voce.

    sulla Bourgeois stiamo ancora riflettendo. mah!

  10. elsecretario71 Says:

    …eh [già] !!

  11. Flounder Says:

    segnalerei invece questa performance artistica.

  12. anonimo Says:

    Me gusta mucho questo programma antropoartisticoetnomusicalcazzeggiante…assai…
    Mi hai fatto venire voglia di venire.
    Se solo potessi lasciare altre plaghe.
    C’è tutto davvero.
    Ennio Quadri

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