E se fosse il tatto un’attitudine alla menzogna, come sostiene Aurelien Scholl?

Leggevo qualche settimana fa un libro assai avvincente, Homunculus,  la cui sinossi recita: Nel senso comune viene dato per scontato che l’essere umano sia portatore al suo interno di un’essenza, di un homunculus, ovvero una sorta di “doppio” in miniatura che compie, in scala ridotta, ciò che viene manifestato attraverso i comportamenti (…). In questo volume l’identità viene invece presentata non in quanto sostanza, ma come il nome attribuito ad uno stato dell’essere, un artefatto narrativo socialmente determinato, la cui funzione principale è quella di fornire, sia soggettivamente che oggettivamente, un dispositivo di riconoscimento coerente e adatto alla propria cultura di appartenenza.

Già ‘sto saggio mi aveva in qualche modo turbato, ma in uno dei capitoli finali mi sono imbattuta in una citazione letterario/cinematografica che ha fatto il resto: l’Avversario, di Nicole Garcia, cui corrisponde l’omonimo romanzo di Emanuel Carrère.

Di Carrère se ne era già parlato qui, una volta in questo blog, a proposito del Grande Seduttore, che a mio parere non è del tutto avulso da questa riflessione, ma sulla quale adesso, per il momento, non ho voglia di soffermarmi ancora.

Spinta da una curiosità irriducibile, tra venerdì e domenica, non senza intoppi tecnici, siamo finalmente riusciti a vedere questo film con Daniel Auteil.

Un film caricato dall’angoscia di non riuscire mai, nemmeno per un momento, a offrire una spiegazione.

Un film che tende a dimostrare che il Male non è l’assenza di Bene, ma l’inevitabile conseguenza del Vuoto.

La sensazione che trasmette è di freddo biancore, c’è neve ovunque. Passi lievi, impronte, segni impercettibili.

Il protagonista indossa la cravatta sempre, anche a letto con l’amante.

Spazio vuoto e simulacri, credo che sia  riassumibile in questo.

E’ inutile raccontare quanto mi abbia scosso, quanto abbia risvegliato le più profonde paure, scuotendo la radice di tutto ciò di cui mi servo per avere conforto e coraggio. E’ come se avesse sollevato di colpo un  drappo, una coperta, mostrando un improvviso baratro sottostante, un vortice che può risucchiare con estrema facilità. Un pericolo di cui conosci quotidianamente l’esistenza e con il quale quotidianamente ti misuri, in un braccio di ferro di coraggio e indifferenza.

Scherzavo l’altro giorno con mia madre sul fatto che siamo donne di scienza e non di fede, tranquillizzate unicamente dalla conoscenza, quand’anche diventi portatrice di ulteriore dolore. Siamo quelle dell’enciclopedia medica, della verità brutale, della derisione verso la speranza.

Così sono andata a cercare e leggere qualcosa sulla storia vera da cui origina quest’Avversario, la storia del dottore Jean Claude Romand, stimato ricercatore dell’OMS, benestante e sensibile, delicato e accorto, che il 9 gennaio 1993 sterminò l’intera famiglia: genitori, moglie, cane, due figli.

Ho cercato di sapere qualcosa in più di quest’uomo, che in realtà non fu mai ricercatore, e nemmeno medico. Qualcosa in più della sua vita, della “sua” verità.

Figlio unico, gravato da enormi aspettative circa la sua riuscita, un modello tanto frequente quanto banale. Fu un bambino modello, educato, tranquillo, grande lettore. Il figlio che i genitori volevano che fosse.

Confessa a Carrère, che per anni lo ascolta, durante la stesura del romanzo documentario, che talvolta mentiva ai grandi, ma solo per non impensierirli. Per proteggerli.

Per dodici anni consecutivi si iscrisse ai corsi della facoltà di medicina e alle successive specializzazioni, senza mai sostenere un solo esame ma fingendo di averli superati tutti.

Acquistando libri, facendo fotocopie. Come tutti.

Alla fine del corso di studi annuncia a tutta la famiglia di essere diventato ricercatore all’OMS.

Si sposa, con una cugina lontana che lo aveva sistematicamente ignorato fino al giorno in cui lui le racconta del suo male, un linfoma, che lo consuma. In seguito la malattia altalenante e inesistente gli permetterà di eludere qualsiasi conversazione impegnativa, pena lo stress e l’insorgenza di atroci dolori e anche di giustificare improvvisi e fasulli vuoti di memoria.

Si procura carta intestata e tutto quanto rechi il logo del suo impiego, annuncia lunghi viaggi di lavoro che si arrestano alla soglia di un piccolo albergo nelle vicinanze dell’aeroporto, dove resta per giorni confinato in una stanza leggendo guide turistiche del paese in cui dovrebbe essere in missione, in modo da fornire il maggior numero possibile di dettagli al suo rientro.

Per mantenere un tenore di vita adeguato convince la famiglia che il suo status di funzionario internazionale gli consente agevolazioni bancarie in Svizzera: le somme che gli vengono conferite dai parenti non verranno mai restituite.

Romand trascorre le giornate rubando testi e riviste alla biblioteca dell’Oms e ascoltando la radio fermo per ore nelle piazzole degli autogrill o passeggiando nei boschi. Sembra un ottimo padre e un marito devoto.

C’è una menzogna originale, su cui fonda tutta la sua vita. E’ un tema che mi ossessiona, ne avevo scritto una storia, tempo fa, qui dentro. E’ più di un’ossessione, è il terrore. E’ quanto di peggio immagino che possa capitarmi al mondo: precipitare rovinosamente nel vuoto altrui, esserne risucchiata,  e accorgermi solo dopo di non essere mai riuscita nemmeno a scorgerlo.

Catherine Marchi, psicologa clinica dell’Università René Descartes di Parigi, esperta di stati borderline, sostiene che  esista una « gioia » particolare nella mitomania, consistente nel  lasciarsi credere che qualunque desiderio possa essere realizzato.

Non è dunque il bisogno di evitare una punizione, ma qualcosa di più profondo.

E’ una necessità esistenziale, e perciò stesso più difficile da sradicare e combattere.

Di tutta la vicenda ciò che più mi turba è il diploma di maturità di Romand.

Presentò una dissertazione scritta, in filosofia, dal titolo: Esiste la verità?, riportando un voto elevatissimo.

Forse la sua vita non fu che un tentativo di dimostrare il suo teorema.

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15 Risposte to “E se fosse il tatto un’attitudine alla menzogna, come sostiene Aurelien Scholl?”

  1. didolasplendida Says:

    mentre leggevo mi chiedevo ma non sarebbe più facile confessare e tornare su binari normali? forse non si fa perchè in fondo si è innamorati delle proprie patologie mi dicevo , poi tu lo hai confermato

  2. Flounder Says:

    non lo so se in questo caso c’è l’amore per le patologie. è una forma di narcisismo, sicuramente. ma parlare d’amore mi pare troppo.

    c’è questo freudiano argentino, Juan David Nasio, che sostiene che qualunque bugia contenga un desiderio, da quello più banale di eleudere una sofferenza a quello di voler risparmiare e proteggere l’altro fino a culminare nella situazione del mitomane, che a differenza del bugiardo, perfettamente cosciente delle bugie che dice, non può farne a meno, non perché le ami, ma perché gli forniscono il suo diritto a esistere: gli permettono di costruirsi un’identità che lui ritiene accettabile.
    qualunque smentita diveta un attentato alla sua stessa esistenza

    (mammamia, che pàura)

  3. anonimo Says:

    In passato come nel presente, ogni qual volta mi intriga e bramo una donna, sfodero l’arte della menzogna.

  4. anonimo Says:

    un consiglio amichevole, amoroso e premuroso:
    fuggite da tutti gli ostentatori, spacciatori e ricecatori di verità!
    La verità di una persona si vede in ciò che fa non in ciò che dice!
    Mai preferire la violenza, l’oltraggio, la tensione in nome della verità!
    Mai accantonare il tatto, l’attenzione, il garbo e la grazia, in nome della verità!

    ps
    mi pare che Benjamin cita Brecht, nel famoso saggio sulla riproduzione dell’opera d’arte, e mi pare che Brecht sostenesse l’importanza di essere sempre garbati con amici e soprattutto con i nemici

  5. Flounder Says:

    n. 4, siete il cavaliere?
    no, perché conosco solo tre persone capaci di parlare di Benjamin come fosse il fratello: voi, il Secretario e la signorina Uolter.

    n. 3
    e voi chi siete?

  6. anonimo Says:

    scusami, si sono io,
    non mi ero accorto che da questo pc non esce il mio presunziabondo nomignolo. Al pc di casa devo capire come si usa internet con tele2.
    Venendo al dunque, mi suco anche con utti i cultori della materia beniamina, se la citazione non fosse corretta, comunque per dirla tra deu camere e cucina, io preferisco al gentilezza alla verità che spesso e volentieri fa molto più male che bene
    baci (con o senza Benjamin è bello essere riconosciuti)

  7. anonimo Says:

    Nella città del Sole c’è la Bellezza, la Camorra sparpagliata delle Famiglie e poi la Menzogna. La Menzogna di questa terra è legata ‘o zucamiento delle zizze materne. Quando si vuole offendere un politico, nella fattispecie un assessore o un consigliere comunale, si usa l’espressione: E’ fernuta ‘a zezzenella. In pratica, in ambito famigliare, qui, questo cordone ombelicale lattifero, continua in eterno. Il contatto e il lascito possessivo e di sfruttamento al massimo grado. Come ‘a lucella sempe appicciata annanzo ‘e fotografie d’e muorte di famiglia e dei i morti depositati ‘o campusanto, e i morti medesimi nelle fototessera in un angolo delle case e dei bassi. Qui la Bellezza è legata alla natura e in misura minore ai suoi siti monumentali e culturali. Essa, ‘a città, è bella perchè è bella accussì come la natura l’ha criata e situata. Di questa bellezza anche le donne ne sono depositarie e portatrici: negli occhi, nelle mani indaffarate e nei culi a mandolino. Nella città del sole se una donna non ha il culo a mandolino è dramma che incrina, ma quelli attaccati alle zizze non interessa.

    Uno/a nella città del sole che però piove anche un sacchissimo ci va(il viaggiatore che è in ognuno di noi, intendo anche gli indigeni del luogo che si spostano fisicamente poco e niente)proprio perchè ‘a città d’o soleil attira moltissimo…comme ‘na freva malegna. La Menzogna, qui, è legata intimamente non solo alla bugia spicciola, sua sorella minore(un tappeto su cui ricamare la propria vita), ma innanzitutto alle palle, nel senso di dire frottole per vantarsi, mettersi in mostra, e sottrarsi alla mediocrità e alla brutalità degli esiti del vivere quotidiano. Ogni pallista tende con le sue mirabolanti o mediocri palle a preservare e consolidare lo status all’interno della propria cerchia. Quando il pallista supera la propria cerchia, oplà!, allora il discorso si estende…a macchia d’olio, ed è per questo che si dice: Unto dal Signore. Il pallista, cioè il bambino e l’adolescente che è in ognuno con il suo carico di fantasia, andrebbe rivalutato o comunque indagato. Qui, i migliori pallisti sono i bambini, i giovani e, paradossalmente, quegli adulti che si sono faticati la vita e che conoscono i rapporti del guadagno e le difficoltà di vivere. I bambini raccontano menzogne da una vita che bonariamente chiamiamo palle e, strunzate, cioè cose che non stanno in piedi. Dov’è che la Menzogna pianta i suoi piedi?

    Avete mai visto e sentito, almeno una volta, una donna anziana che smentisca i propri figli, i mariti e nipoti e mariti delle proprie figlie, almeno fino a che stanno sotto lo stesso tetto? Le une alimentano le altre.

    La verità esiste.
    Posto che la verità non è un’astrazione.
    Perché a monte la verità è purezza, ma la nostra società preferisce, per tagliar corto e dispensare giustizia, la verità a buon mercato. E, anche la giustizia, s’intende a buon mercato. Una verità che vuole solo assicurare il presunto colpevole a una giusta pena, così da quietare l’anima e, la borsa.
    La verità esiste.
    O è vicina o molto simile a un fatto.
    Il fatto dopo il fatto del passato, ma in questo caso conta il gesto del presente.
    Quindi la verità esiste, minuscola e maiuscola.
    Anche se la verità dovrebbe essere una.
    Ma quante verità discendono da una falsità.
    Sono le due verità della stessa medaglia?
    La verità esiste…
    (Esiste una verità larga e una stretta)
    …Almeno quella, oggettiva, per esempio di un indagine.
    Che un indagine per mostrare di essere vera e di Verità, fonda un percorso che nel suo incidere, non può che essere scientifico. La verità non può essere un dogma, perché il dogma non ammette la verità e se non la verità il percorso dei dubbi e della sofferenza. Esiste una verità poliziesca nel termine più nobile. Ma alla Verità in senso lato quest’ultima ha poco a che fare. C’è una verità a monte e una a valle? Quindi, la verità si biforca, si slarga in un tondo e poi ancora altri rivoli di verità? Poi esiste una presunta Verità religiosa, multipla, cioè per quante religioni esistono(guerre di religioni, o, farsi la guerra, in nome di dio-Dio). La verità del dio dentro ognuno di noi che non ha niente a che vedere col dio del cielo. Due dio in uno, mai uguali. E poi una Verità politica intessuta alla Verità della Filosofia che però è difficile da far accettare. Anche se, e innanzitutto, la Filosofia ha la sua bellezza e fascino(e difficoltà)nel ragionamento e non nell’imposizione di una Verità Assoluta, specie se a vantaggio di un potente o di una casta e compagnia bella.

    E come si coniuga con i ritmi del lavoro ripetitivo della fabbrica o dello smaltimento da un lato della munnezza e dall’’altro di una fatica del vivere per raggiunto stress quotidiano in cui sempre più si restringono gli spazi dei sensi e dei corpi e quelli degli occhi interori?

    Al di là dell’aspetto di una probabile condanna morale, anche perché a rimetterci direttamente e materialmente sono stati i suoi famigliari, parenti e forse qualche amico stretto, Romand è interessante almeno per due motivi. Romand cerca di costruire con la sua abilità menzognera un antagonismo, anche se sbagliato, al potere ufficiale. Ma gli interlocutori di Romand sono quelli del parentado piuttosto che la massa. Romand non è un carrierista, cioè uomo politico che accresce il proprio potere e corrompe la società. Romand è un uomo solo, quindi uno sconfitto, proprio perché il suo personaggio non ha sbocco né la strada del riscatto. E’ un illuso che può solo porre la domanda, questa si filosofica: Esiste la Verità? Dovremmo dire: No, non esiste la Verità. Però…esiste l’essere umano, che spesso molti, si intestardiscono a paragonarlo a un animale. Il paragone, penso, sia improprio. Poiché l’uomo ha dato e continua a dare prove di sé paragonabili più alle imprese di un criminale anatomicamente umano tout court che a un animale, notoriamente privo dell’anima. Visto che l’uomo non è più intelligente dell’animale, rispetto all’animale h al’anima. L’uomo è un animale, anche un animale positivo, quando riesce a capire l’altro da sé, ma un animale umano, molto più stupido e cattivo di un animale che i sistemi economici stanno distruggendo. La Menzogna e la Verità hanno origini lontane, eppure sono sempre nostre compagne di viaggio su questa terra. Fino a quando? Beh, adesso ho da fare, semmai chiedo in giro.

    Scarpantibus

  8. aitan Says:

    esiste la mia verità,
    esiste la tua verità
    ed esiste la verità,
    la quale ultima
    coincide con la prima

    (i primi tre righi sono un proverbio africano,
    gli ultimi due vanno accompagnati da una mia illustrazione
    che si può vedere qui
    http://aitanblog.splinder.com/post/4004207)

  9. Flounder Says:

    io mo’ non lo so più se esiste questa verità.
    prima lo sapevo, ve lo giuro. avrei potuto metterci le mani e pure i piedi, sul fuoco.
    ma ultimamente l’ho persa di vista, si nasconde, si confonde. mi confonde.
    ultimamente mi pare che pure le cose che sapevo benissimo stanno perdendo i contorni.

    in compenso sto leggendo un libro belllissimo, uno dei libri più belli che abbia mai letto e che pure con questi fatti della Verità un poco ci azzecca.
    Si chiama Il tempo e lo spazio, di Stephen Kern (e se il Cavaliere ancora non lo conosce, che lo legga subito): cinema, arte, architettura, filosofia, fisica, psicologia, scienza, pittura, narrativa in un lungo percorso che si dipana tra Otto e Novecento.

    è bellissimo, a dispetto delle 400 pagine scritte fitte fitte.

  10. anonimo Says:

    grazie flo!
    me lo compro subito, anche se avrò lo spazio e il tempo per leggerlo forse quest’estate:)
    cav

  11. sabrinamanca Says:

    Per il momento ho scaricato il film. Dell’assassinio non so dire, pero’ conosco diverse persone che vivono due vite separate. Una di queste ha fatto finta e continua a farlo, di studiare legge, non ha mai dato esami ma ne racconta tanti coi particolari. Ne conosco uno con due famiglie, uno con due fidanzate. Alcuni mi sembrano provenire da una famiglie con aspettative altissime. Altri da famiglie in ogni modo estremamente condizionanti. Ho sempre pensato che dev’essere di una fatica insostenibile, portare avanti due verità insieme. Ho un’amica la cui madre è una specie di mostro (si fa per dire) ma la sua psicoterapeuta le ha detto che è fortunata se non porta la sua doppia vita sino a estremi pericolosi per lei e per gli altri. Non so. Io mentivo, da bambina, su tutto, suppongo per essere all’altezza delle aspettative che (mi) parevano concentrarsi su di me. Poi ho capito che se continuavo sarei stata per sempre ostaggio delle menzogne e ho imparato a pensare, contare sino a dieci prima di dirne una (l’istinto resta, come protezione, immagino).

  12. Flounder Says:

    io amerei parlare di bugie per ore.
    da quando ho visto il film e sto leggendo una serie di cose attinenti, mi stanno venendo in mente un sacco di storie da scrivere.

    per lo più appena mi sveglio.

    signora sabrinamanca, volevo poi dirvi che con buona probabilità prossimamente andiamo a cena insieme. o un caffè. o un thè. o una baguette col saumon fumé.
    vi terrò informata degli sviluppi.

  13. sabrinamanca Says:

    yuppi!!!
    Dimmi quando tu verrai…lalala

  14. anonimo Says:

    NOTA IMPORTANTISSIMA A PROPOSITO DELLO SCENEGGIATISSIMO INCIDENTE DI PIAZZA DUOMO A MILANO DI SETTE GIORNI FA ( IN REALTA’ PUTRIDISSIMO TEATRINO PREPARATO AD HOC, CHE QUESTO SI, COME UN ASSASSINO BOOMERANG, GIUNGERA’ IN FACCIA AL KILLER DI COSA NOSTRA E P2, PEDOFILO PORCO SILVIO BERLUSCONI) SCRITTA IN FONDO.
    ~~~~~~~~~~~~~~~~
    No, corrotto VISCIO padanazista Gianni Girotto di Mercato Libero…ma mafioso, non venire a fare l’uomo spara palle a raffica, il Gianni e Pinotto sotto contratto al lecchino camorrista porco Emilio Fede, con le tue manipolazioni di verita’ ridicole. E se sei uomo, e non mollusco, pubblicami. E a una tua risposta, permetti mia controrisposta, SEMPRE, FOSSE ANCHE PER 50 ANNI ( PERCHE’ NO, WAGLIUNCE’?). Io ho 64 anni, sono un ex banchiere vicinissmo a Banca Ndrangolanum, ops, sorry, Camorranum, ops re sorry, Mediolanum, dei sciacquoni malavitosi della mafia di Bogota’, Massimo Doris, Ennio Doris e Giorgio Pirovano ( che oltre a fare spionaggio industriale. come con Banca Arner, ove scrofava il super cocainomane idiota bancarottiere Marco Milla ex Cofigest, corrompono di brutto il loro fratello, altrettanto massone, senatore, super prezzolato, Elio Lannutti di Adusbef e Idv; Elio Lannutti e’ una persona crudele, e incredibilmente corrotta; addirittura, steccata da tanti Berlusconiani, tutti i Doris in primis; Antonio Di Pietro sarebbe bene che smettesse di sbagliare, nel cercarsi puzzolenti collaboratori, come fece anni fa, con il camorrista cesso Sergio De Gregorio, e ora, con il corrottissimo satanista Elio Lannutti; va beh che Antonio Di Pietro e’ notoriamente pure incappuciatone e le diarree corrotte Elio Lannutti e Sergio De Gregorio, son masson mafiosi da Palazzo, pure; come anche e’ vero che senza Massoneria, al mondo, non si campa, pero’ e che ca..o…), ma sono anche un ex lavapiatti e sciacqua gabinettti di Casa Almirante, ex vice stalliere di Arcore, Bordello Berlusconi, ops sorry, casa Berlusconi, ex table dancer di Macherio, casa chiusa Berlusconi, ops sorry, casa Berlusconi, ex generale fascistissimo dell’arma, ex Gladio, ex P2, ex dei servizi segreti del 94 e quindi non mi faccio fare stupido da nessuno. Ci siamo capiti? E i contatti buonissimi ancora li ho, anche se sono in pensione, ci siamo ricapiti? Son sempre stato di estrema destra: come citavo, ero iscritto a Gladio, sono amicissimo dell’assassino pazzo Licio Gelli, del massone ( altro che Opus Dei) mafioso killer Marcello “ ammazza come in un macello” Dell’Utri, del suino mega riciclatore di cash sanguinario Cesare Previti, conosco bene anche tutta la cosca, ops, sorry, tutta la famigghia, ops, resorry, tutta la famiglia mafiosa chic dei Berlusconi, dalla lesbica nazistissima Marina Berlusconi, agli assassini e mega riciclatori di danaro killer, nonche’ massoni fascistissimi e, come citato, mega mandanti di tantissimi assassinii, Paolo Berlusconi e Silvio Berlusconi. Quando Cesare Previti era ministro della difesa, nel 1994, ci chiamavano mimi’ e coco’, da quanto eravamo amici e sempre insieme, anche alla notte, anche a letto se serviva, oooooo. Di conseguenza, non potete venirmi a dire che sono contro l’asino imbranato totale, in fiuto per ggli affari, Paolo Barrai di Mercato Libero, per motivazioni ideologiche, anche perche’, so’ per certo, che Paolo Barrai e’ davvero fascistissimo, e quindi, moltissimo ancor piu’ di estrema destra di me; basta dire che da padanazista quale assolutamente e’, vuole la uccisione di tutti I neonati da Parma in giu; la vuole a tutti I costi, e’ un leghista con posizioni estreme, piu’ dure di quelle del, notoriamente porco maniaco sessuale bastardo, Roberto Maroni, noto a tutti, ormai, come “neu Adolf Hitler ( Roberto Maroni e’ davvero un cesso puzzone pervertito, oltre che un arrogantissimo; e’ massone, ebreo, ma ama Adolf Hitler; solo i deficienti piu’ folli e porci possono essere come il verme spietatissimo, Roberto Bobonazi Maroni)”, a un millimetro dal Xuxluxklan, se non all’interno del Xuxluxklan stesso. Quindi, allentato, anzi, smontatissimo il discorso ideologico, devo per forza ora aggiungere che Paolo Barrai di Mercato Libero e’ davvero un ciuccissimo incapace di prevedere il futuro in Borsa o nei mercati delle commodities. Non ci azzecca mai, aooo, maiiii. Un idiota addormentatissimo, e’ miliardi di volte meglio di lui. Mi ha dato sette consigli, sette cannate mostruose. A New York, mio nipote, Frank ” Ciccio beddu” Padovano, che lavora per Morgan Stanley ( banca di estremissima destra, come tutti noi in famiglia, d’altronde) mi ha detto che il deficiente totale in busienss, il figlio di puttanazista Paolo Barrai di Mercato Libero, e’ esattamente come un reverse indicator: se ti dice compra, devi vendere, e cosi’ il contrario, allora si che fai soldi a palate. Aveva un suo ex amico, che invece era si una specie di profeta, una specie di genio,in cose di Borsa, tale Michele “Michael Michaeluzzeddu” Nista ( a cui tutt’ora scrocca opinioni borsistiche, in tutti I modi, via decine di spie varie, per poi far passare le opinioni di questo infallibile e ineffabile in cose di Borsa, Michele “ Michael Michaeluzzeddu” Nista, per sue; sto ladro cocainomane, sodomizzato da transessuali, a raffica, culatone e frocione di Paolo Barrai aooo), ma essendo egli, ( alla fin fine, giustissimamente) fierissimo anti Berlusconiano, lo hanno, anzi, lo abbiamo complottato il piu’ possibile, quasi riducendolo al silenzio ( anche se non molla mai, grr che nervoso che ci fa venire, grrrrrrrr). D’altronde, noi, nel Pdl, abbiamo ordini precisissimi: chi e’ contro Silvio Berlusconi deve morire di fame, ” incidentato”, “suicidato”, ” avvelenato” o ammazzato proprio ( ma subito, a seguito, sciolto nell’acido, sempre meglio non far capire, aaaaa). Chi e’ pro Berlusconi, invece, deve avere soldi, donne, fama, macchinoni, cocaina gratis a tonnellate ( tanto, la mafia e’ tutta Berlusconianissima, che vuoi che ci faccia pagare, aoooo? con tutti i favori legislativi e monetario riciclanti che gli facciamo; vi ricordate di quando facemmo un night club per la Ndrangheta all’Ortomercato di Milano, “ for a king”? d‘altronde, l’ Ortomercato di Milano e’ dove da 50 anni, i Berlusconi ricevono mari di cash di Cosa Nostra che poi riciclano; gia’ a inziare dal dopoguerra, dai tempi del verme monneezzaro economico di Cosa Nostra, Luigi Berlusconi di Banca Rasini…da cui poi, d’altronde, nacque Maf..inivest, ora, seguita dalla pervertita nazista lesbica Marina Berlusconi), successi infiniti, anche se finti, ma alla societa’, quel che conta, e’ che debbano sembrare infiniti. E questo anche se costui e’ un incapace totale e ciula in finanza, uno che non ci azzecca mai e poi mai, in Borsa, come l’asino imbranato Paolo Barrai di Mercato Libero … ma mafioso. Il vermone in questione Paolo Barrai di Mercato Libero, chiede infatti donazioni a raffica, e spende poi, il tutto, in cocaina e transessuali da cui si fa sodomizzare, come dicevo; che schifo per un uomo di panza ex Gladio come me, aaaargh che schifo aaaargh. Scrivi di avvocati. Ma tu pensi che un lestofante, ladro, malavitoso come Paolo Barrai di Mercato Libero, non ti faccia firmare clausole capestro, per cui, ti puo’ far perdere pure le mutande di lana, ricordo del tuo amatissimo trisnonno, ma in ogni caso, nulla gli possa accadere? Il mio avvocato e’ lo scaltro pazzo, Gaetano Pecorella, mentre prima, per decenni, inutile dire che era. ,io legale, la lavatrice economica delle mafie di tutto il mondo, Cesare Previti, e mi ha assicurato Pecorella, che Paolo Barrai e’ un super criminale con la cravatta, e’ un nuovo Michele Sindona, unito al frega soldi alle pensionate, cesso massone lurido Giampiero Fiorani, con una buona dose di Renato Vallanzasca e Xuxluxklan: ti riesce a fregare come vuole e stop. Ti assicuro che se non pubblicherai questo mio commento, lo scrivero’ a ogni singolo blog del mondo, dall’Argentina al confine tra la Russia e il Giappone. Un cliente pentitissimo del totalmente incapace in finanza, del cane ma anche ciuccio, in cose di Borsa, nonche’ su
    per ladro e verme,Barrai di Mercato Libero. Antonio Padovano, Via Einaudi Luigi 16, Ruvo di Puglia, ex lavapiatti di casa Almirante, ex vice stalliere Arcore, bordello, ops, sorry, casa Berlusconi, ex table dancer Macherio, casa chiusa, ops, resorry, e pure a sorrt, casa Berlusconi, ex generale nazifascistissimo, ex Gladio, ex Sismi di Cesare Previti, ex golpe Borghese, ex terrorista nero, ex P2 ( all’orecchio, se non all’oricchione…), ex banchiere vicino a Banca Mafiolanm, ops, sorry, Camorranum, ops, re sorry, Ndrangolanum, ops re re sorry, e pure a sorrt, Mediolanum dei porci mega riciclatori del cash di Camorra, Ndrangheta Mafia e Sacra Corona Unita: Massimo Doris, Ennio Doris e Giorgio Pirovano. Porcone ricicla cash mafioso, Ennio Doris, tu sai che io so’ che hai mille guardie del corpo, ficcate pure sotto il tuo letto di casa, perche’ hai paura dalla mafia a cui ha ciulato mari di soldi che ti han dato da riciclare, via vari Lions clubs. Eee, furbastrone schifoso Ennio Doris, presto, I tuoi spionaggi industriali, potran divenire vermini coinquilini, all’interno della tua tomba, wagliunce’.
    Ps  E come se tutto questo non bastasse, l’asino figlio di puttanazista Paolo Barrai di Mercato Libero, si accoppia a mafiosi pedofili killer come Giacomo Lagona di Cordenons alias ex Jack Lagona, a zoccolissime vicino a Ndrangheta e terroristi di estrema destra, …

  15. anonimo Says:

    Ps  E come se tutto questo non bastasse, l’asino figlio di puttanazista Paolo Barrai di Mercato Libero, si accoppia a mafiosi pedofili killer come Giacomo Lagona di Cordenons alias ex Jack Lagona, a zoccolissime vicino a Ndrangheta e terroristi di estrema destra, come la maestrina di scuola sempre arrapata, e ora, pure, parecchio pedofila Maria Grazia Crupi, insegnantina, non per niente, vicina a quelle di Rignano Flaminio, sempre alla caccia di uccelli, si, ma solo nei club prive’…altro che nei boschi, wagliunce’. E’ vicino a mega riciclatori della Camorra piu’ assassina, quella dei Casalesi, via Cartoleria Mariani, tipo Roberto Losapio ( Facebook). E’ vicino a mega cocainomani ex amanti lesbiche di Marina Berlusconi, tipo la puttanona pazzoide Debbie Perazzoli, ora Deboah Boh, su Facebook ( ovviamentre, cambia nome, sullo stesso, solo la gentaglia che ha la coscienza zozzissima).
    Come e’ pure’ vicino al puzzone corrottissimo chief di Assosim, il viscido pedofilo super fascista Michele Calzolari di Centrosim che sa’ di tanti omicidi ordi nati da Berlusconi.

     A proposito di porcate ordinate da Berlusconi. Di certo l’evento del Duomino lanciato contro il lurido assassino maniaco sessuale mafioso putrido Silvio Berlusconi, e’ stata una bufala organizzata ad hoc. Un commento che ho trovato sulla rete, di un mio sinonimo, mr Tony, che condivido
    Io son sempre piu’ convinto, anzi, certo, che e’ stato tutto preparato a tavolino. “La guglia piu’ lunga poteva fare molto male”.
    Infatti quella era rivolta verso Tartaglia, e con Berlusconi a 4 metri, mai, l’oggetto ( se lanciato nel giusto modo, come e’ stato, nettamente, lanciato) si sarebbe potuto girare. Guardie del corpo, tutte che guardano verso il basso ( cosa da inetti, rarissima e stranissima; ovviamente, studiata apposta). Lui che cinicischia e perde tempo ( cosa folle per un premier, abusivo, come lo e’ Berlusconi, o meno) in quanto aspetta il colpo contundente in arrivo. Viene tenuto in auto per minuti, dove si e’ fatto macchiare la faccia di sangue ad hoc, ma, guarda caso, nessuna macchia sulla camicia da fighettino nazifascista. Uno, che in un secondo, tira fuori fazzolettino nero ( e quindi meglio coprente il tutto), che era li gia bello, studiato e pronto. Ora, Berlusconi, cosi’, vorra’ intimidire chiunque lo critichi e prepararsi tonnellate di leggi pro Faraone. E’ stata una mossa studiata in Massoneria, infatti, i massoni Bersani, D’Alema e La Torre, si stan dimostrando pronti a dare il sangue, per inciuciare con Berlusconi sempre piu’. Questa sceneggiata me lo fa odiare tantissimo in aggiunta e mi fara’ scrivere contro di lui, tonnellate di volte di piu’. Berlusconi e’ un criminale sfacciatissimo pronto a tutto, anche a fare morti per le strade, per questo motivo, la mobilitazione contro lui, deve divenire mostruosa. Mio umile pensiero. Auguri e saluti al eroe anti Berlusconiano, Michele Nista, come, ovviamente, pure, a tutti, Tony.
     

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