Un uomo con le spalle larghe, la fortuna non sa nemmeno che Ã¨.

E’ che poi siamo stati un po’ qua, un po’ là, la scuola, la cena, il compleanno, i parenti, la piscina e io volevo scrivere un post per san Valentino e non ho avuto il tempo. Recupero per san Faustino, in extremis, su.

L’anno scorso io ci avevo provato a dirgli di lasciarmi stare, che già avevo troppe preoccupazioni.

Ma quello non ci sente, se ha deciso che deve operare, opera.

Quando meno te l’aspetti, plùffete, ti scontri con un tizio che ti sbarra il passo e non ti puoi ribellare. Impossibile.

Nel mio caso si è trattato dell’Uomo di Pasqua.

Ora diciamoci chiaramente: ci si può mai opporre a un disegno del destino e dire no, grazie, signor Destino, facciamo per un’altra volta che quest’anno non tengo fantasia per l’ammore figuratevi per uno che mi compare davanti bell’e buono il giorno di Pasqua e chissà che sorpresa contiene, magari un portachiavi o una rubrichetta da taschino?

Non si può fare.

Allora in questi casi non resta che dire: va bene, signor Destino, datemi l’Uomo di Pasqua, jamm’ bello, fondente, sì, era proprio come lo volevo io, date qua, date qua. Ve lo prendete e incrociate le dita sperando che non esca il portachiavi.

E così sono andati i fatti.

In Chiapas, tanti anni fa, ero entrata in un negozio di polverine magiche che servivano per ogni sorta di incantesimo, pure per uccidere qualcuno. Ne comprai non so quante, polvo del deseo, polvo del destierro, polvo para dominar a mì mujer (l’ho regalata ad amici che ne avevano bisogno assai), polvo para que mì amor no me se olvide manco cinc’ minuti, polvo para transformar tu jefe en un pandoro bauli o un pajaro tropical, e tutte cose così.

Tutte, le ho usate, tutte. In vari momenti della vita. Tutte. Seguendo precisissimamente le istruzioni.

Ce ne fosse stata una, una che avesse funzionato.

Alla fine l’unico risultato prodotto è stato che ci ho scritto un abbozzo di storiella e niente più.

A questo punto uno si deve arrendere e farsi una ragione del fatto che la volontà non sempre serve lo scopo. A volte sì, a volte invece proprio no.

Ma torniamo al fatto di san Valentino, che oggi il tema della volontà già mi ha dato troppi pensieri.

Allora un po’ di tempo fa io ho chiesto all’Uomo di Pasqua: ma tu sei mai stato l’amore di passaggio di qualcuno?

E’ chiaro che su questa terra siamo tutti di passaggio, ma io intendevo dire un “di passaggio” specifico: un chiodo scaccia chiodo, un metadone affettivo, una saccarina sentimentale. Insomma una cosa di assoluta e rapida transizione da un luogo affettivo importante a un altro di ancora maggiore importanza.

Non una scappatella, non una relazione extraconiugale.

No. Proprio un amore necessario a un guado.

E mentre chiacchieravamo e pensavo che lo ero stata anche io, all’improvviso mi è salita un’assurda tenerezza, come un sentimento di riconoscimento dell’ordine dell’universo. Come se il dispiacere personale passasse in secondo piano osservando il tutto da un’altura più elevata, si sfumasse in una logica molto più ampia.

Così ho pensato che quest’anno io avrei voluto dedicare il San Valentino a tutti gli amori di passaggio, a chi con la sua breve presenza ha permesso che un altro comprendesse meglio se stesso e fosse in grado di scegliere. A chi in qualche modo è stato sacrificato per qualcos’altro, suo malgrado. A chi ha permesso che un altro si riposasse un poco accanto a lui, un breve e rapido momento prima di riprendere le forze per andare in un luogo più adatto, più sentito.

Sarebbe bello poter dedicare un grazie come un fiore. O porgere le proprie scuse per aver calpestato i sentimenti altrui quando non era necessario e tuttavia nient’altro era possibile.

E’ una cosa che ci farebbe più belli, un piccolo gesto di umiltà.

Voi poi volevate sapere cos’era uscito dall’Uomo di Pasqua, vero?

No, no, nessun portachiavi. E nemmeno il ciondoletto smaltato. No.

Una cosa tipo il cubo di Rubik, ma molto più complicato e avvincente. Credo che ci impiegherò una vita, per capire perfettamente come si fa. Se mai la vita basterà.

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38 Risposte to “Un uomo con le spalle larghe, la fortuna non sa nemmeno che Ã¨.”

  1. sabrinamanca Says:

    Colgo l’occasione per riflettere e ringraziare i miei uomini di passaggio, alcuni coscienti del medesimo passaggio altri convinti di restare. Anch’io sono stata donna di passaggio. A volte è duro ma che ci vuoi fa’, c’est la vie!

  2. anonimo Says:

    Il mitico, leggendario, “evoluto” Charles Darwin lo ha spiegato fin troppo bene. E’ certo c’è sempre chi soffre tanto e chi troppo, ma po’ semmai chi ha fatto suffrì, po’ vene ‘o mumento ca soffre isso.
    Il resto…compreso lo spampanamiento del morte tua vita mea di m’ama, non m’ama e il mò te lasso mò te piglio mò te ‘ncurnea senza te lassà e, innanzitutto, senza dirtelo(ma pure tu femmena busciarda fai ‘o stesso: specialmente si si ‘na fottuta acculturata, ‘ncannaccata bottana indistriale(intendo la donna in senso lato, anche pecchè pure quelle con la licenza elementare e la terza media la danno che è una bellezza), quelli/e lasciati lungo la strada ‘nfoa d’o sesso e l’ammore sono/siamo orpelli e asterischi che ognuno, masci e femmine, tra entrate e uscite, ci lasciamo addosso e, dentro. Se sei quel che sei, mentre ‘o tiempo passa e ritorna(c’è sempre il ritorno delle vecchie storie) è per tutti gli amori che hai avuto fino a mmò e p’a capa ca tenive e te puorte appriesso.

    Scarpantibus.

  3. aitan Says:

    a ‘mme chesta do cubo ‘e rubìk, me piace assaje

    e po’ penso che in fondo ogni ommo o fimmina di passaggio, s’e piglia pure isso/essa ‘e passagge)

    e chesto e’

  4. frifrafrombolo Says:

    beati gli ultimi
    perchè saranno i primi

  5. anonimo Says:

    il tempo passa e lo lasciamo passare sui passaggi di amore che se qualcuno ce lo avesse detto in quel passaggio lo avremmo passato per le armi perchè in quel momento ci stavamo giocando il tutto per tutto e alla fine dei passaggi non ci si sentiva come dopo una passeggiata ma svuotati e ditrutti e nobilmente infelici perchè la cognizione di essere l’amore di passaggio utile al bene altrui mortifica disperde il tempo e l’energia ma ci fa sentire i protagonisti in negativo del concetto di meraviglioso, mentre fare la parte di colui che prende il passaggio amoroso fa sentire solo di merda

  6. anonimo Says:

    l’anonimo di prima sono io ilcavaliere
    saluti e baci

  7. Flounder Says:

    nobilmente infelici mi pare un concetto perfetto.
    tanto perfetto quanto inutile 🙂

  8. ipsediggy Says:

    già, tipo l’autostop: alla bisogna.

  9. anonimo Says:

    se vogliamo parlare dell’imperfezione dell’amore, del corpo umano e anche dei sentimenti, che i sentimenti sono come le anguille e la carta moschicida, possiamo fino da qui a l’eternità…ma se vogliamo tagliar la testa al toro, che tagliare una testa mica è facile, allora possiamo interpellare quel gan portento del Cavaliere Vincitor che lui fa le magie come se niente fosse che le donne a lui lo seguono come i topi il pifferaio che sicuramente il Nostro Eroe la mattina si slurpa l’uovo sbattuto che l’uovo sbattuto è come una insalata di rinforzo che crescono i pettorali, i bicipiti e il collo taurino che ti fa diventare Nembo Kid o il Cavaliere d’Italia.

  10. anonimo Says:

    Che strano uomo sono in questo mondo.
    Non ho mai avuto una donna che fosse per me un amore di passaggio.
    Non sono mai stato un amore di passaggio per nessuna donna.
    Ho avuto una sola donna in tutta la mia vita.
    Che estraneo uomo sono in questo mondo.

    EnArcheEnOLogos

  11. ilpithecantropo Says:

    ci vuole classe a fare l’uomo (o la donna) di passaggio, mica è cosa per tutti.
    però dimmi che al prossimo san valentino ti occuperai anche di quelli/e che ritornano.

  12. anonimo Says:

    e che poi ci sono amori che non possono altro che passare e finire presto, amori supposti, finti, equivocati, e poi ancora impossibili amori che continuano anche senza di te, quando senti la mancanza in ogni istante, quando non sai vivere più niente da solo, quando ami i suoi difetti migliori e peggiori così come gli odori, allora la misura dell’amore diventa l’etrnità, e quando finisce, perchè finisce, rimane scolpito, crittato nell’iperuraneo un bene che non è più tuo nè suo, è un frammento di armonia delle cosmiche sfere che solo te stesso, il tuo doppio, il tuo rovescio e il tuo contrario, possono percepire se per caso ci capitano tornando a casa o posando il carrello del supermercato, quando all’improvviso una canzone torna, per sempre.
    Hanging non sarebbe d’accordo, (dove seiiiii?!) ma questo commento non è analitico filosofico no! E’ sputtanatamente sanvalentiniano,
    W W l’amor
    è per l’amore che si canta! (:

  13. anonimo Says:

    *EnarCheEnoLogos o l’uomo dal soprannome ondulato,
    non sei nè strano nè estraneo a te stesso, e al mondo. Se a te va bene essere monogamo, che quando ho sentito per la prima volta la parola monogamo ho pensato subito, per le mie conoscenze di allora, al mogano e del mogano si sa che sta là come un mobile stile inglese fermo come l’età vittoriana o dei Viceré spagnoli che poi nella città del sole dicevano: Nun se fa accussì, pare brutto. Se a te sta bene così, morto il Re w il re. Ciò che trovo non solo ostico ma di qualche intoppo è il nome che ti sei scelto, che i soprannomi son tutti belli; belli come i bambini, che i bambini, poiché fanno parte della Bambineria & Soci, sono tutti belli i bambini, che il tuo nome a leggerlo mi fa uscire il sangue dal naso. Il termine medico è: epistassi, però trovo più pratico e calzante: me sta ascenno ‘o sango p’o naso.

    *il pithecantropo.
    A volte la classe non basta, anche quella sopraffina. Figurati in amore poi, trattasi di amori di una notte o di una sveltina con le rose e il Martini Bianco. Tutti sappiamo che la classe non è acqua, anche se l’acqua è più importante della classe, specialmente quando l’acqua manca e la papera non galleggia e i rubinetti stanno a secco e non ti puoi lavare e c’è il pericolo di epidemie. L’amore, vero o fugace, può presentarsi così su due piedi che nemmeno ci pensavi che a uno gli viene da pensare: Dove stavi, da dove sei uscito. Ma si sa che questa è filosofia spicciola o dei baci tanto attesi e desiderati. Kafka diceva: Non ti muovere, le cose, tutte, verranno a te: le donne, gli amori, la classe, l’acqua e…e persino il riciclo del passato specie quando il presente è ‘nu muntone di macerie.

    Con simpatia da Scarpantibus.

  14. harveyz Says:

    a ma non passano quasi mai.
    e se passano, vuol dire che non era mai stato chiamato con il suo nome.

    anche se il nome è uno.

  15. Flounder Says:

    ringrazio il signor Scarpantibus per aver amabilmente intrattenuto i miei amici durante la mia assenza.
    tengo a precisare che si tratta di prestazione d’opera a titolo gratuito e che neppure dà diritto al riconoscimento di crediti formativi 🙂

  16. anonimo Says:

    Quando è in ballo Lei, e direi la cultura in generale ma anche specialistica, non c’è necessità dei crediti formativi, anzi li rifiuto, mi fanno venire l’allergia. Trovo i crditi formativi la mercificazione del sapere. Beninteso, questo è il mio pensiero.

    P.S.: Il pezzo che ho perso inizava così: Leggiadra, Aulente(non so bene il significato, mi scoccia prendere il vocabolario, ma per sentito dire e istintivamente pesno che Aulente sia una bella parola, se non fosse così, le mie scuse anticipate),Alba Rosata madame Flounder(rr)…poi non mi ricordo più. Ma quale esrcizio migliore sia a livello di scrittura che di esercizio mnemonico quello di scrivere…distruggere…e poi riscrivere.

    Scarpantibus.

  17. Flounder Says:

    aulente?
    ma lei ha il computer con la funzione olfattiva?
    quello di nuovissimissima generazione?

  18. anonimo Says:

    Alba Rosata Madame Flounde,
    io penso che Lei legge la palla di vetro: c’ha un potere d’indovinatezza incredibile.
    Comunque, le volevo dire che ho il fiuto della canesca, infatti nell’ambiente mi chimano Il Bracco.

    Scarpantibus

  19. anonimo Says:

    Il tuo post mi ha dato molto da riflettere. Grazie

    Romantica la tua visione degli amori di passaggio, ma per chi li ha vissuti in prima persona è totalmente priva degli aspetti di cui ti accorgi al risveglio. Perché c’è sempre un risveglio.
    Riprova ne è che nessuno celebra gli amori più diffusi sulla faccia del pianeta, perché in realtà non vi è nulla da festeggiare.

    Tu mi dirai gli amori di passaggio sono
    intensi,
    passionali,
    carnali,
    sensuali,
    coinvolgenti

    e mi dirai ancora
    ti permettono di evadere dalla realtà
    di provare nuove sensazioni
    e soprattutto
    di tornare a vivere
    di ritrovare te stesso

    E mentre lo dici sai che stai mentendo

    Non sulla passione, ovvio, come può non esserci passione nella scoperta di un altro, ma la passione è effimera, in un amore di passaggio può durare un po’ di più, ma è destinata a finire, altrimenti gli amori di passaggio non esisterebbero.

    Neanche su tutti gli altri aspetti di evasione dalla realtà, e qui ti do pienamente ragione, la tua osservazione è magistrale e quindi mi permetto di citarla: “A chi ha permesso che un altro si riposasse un poco accanto a lui, un breve e rapido momento prima di riprendere le forze per andare in un luogo più adatto, più sentito”

    Ma su tutto il resto si.
    Stiamo parlando di mere illusioni.
    In un amore di passaggio non ci si ritrova, ci si perde
    In un amore di passaggio non si torna a vivere, ma si muore lentamente
    In un amore di passaggio si perde l’equilibrio difficilmente costruito nel corso di un’intera vita
    In un amore di passaggio soprattutto non si trova l’amore e non si da amore
    Un amore di passaggio è di per se falso e sfalsa la realtà circostante
    Un amore di passaggio è un contratto stipulato tra le parti nella quale ognuna trova il suo tornaconto personale, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo.
    In un amore di passaggio ci si ama per quel che si può dare e non per quel che si è, corpo e comprensione da una parte soldi e futuro dall’altra.
    Se togli anche solo uno di questi elementi l’amore non è più di passaggio e quindi finisce.
    Finisce la passione
    Finisce l’evasione dalla realtà
    Finisce la disponibilità di ascoltare
    Finisce la comprensione
    E rimangono le ceneri di un qualcosa che non era amore, ma un amore di passaggio.

    Troppo poco romantico dirai, troppo recente la bruciatura per pensare altrimenti.

    Oggi sono costretto a fare i conti in tasca, i conti con me stesso e non so quanto tempo ancora dovrò errare prima di riappropriarmi della mia vera vita.
    Quando sei ancora preso dall’amore di passaggio non ti accorgi del tempo e delle energie che bruci e degli affetti che trascuri. Gli affetti trascurati sono un capitolo a parte che non posso trattare, ma più terra terra possiamo fare due conti:

    Almeno 10 telefonate al giorno di 15 minuti l’una, e una mezz’oretta prima di prender sonno ( di meno rientreremmo in una noiosa routine di coppia). Costo 100 euro al mese, calo della concentrazione e quindi della produttività e alla lunga della soddisfazione personale.

    Almeno un incontro furtivo “breve” ogni due giorni e uno “lungo” a settimana (e da qui in poi non ripeterò più che di meno rientrerebbe in una noiosa routine di coppia), costo 100 euro a settimana, calo della concentrazione e quindi della produttività e alla lunga della soddisfazione personale.

    La relazione va alimentata e quindi

    Almeno un regalino al mese, piccante o utile che sia, costo 50 euro

    Almeno un viaggio al mese, costo 500 euro al mese ( sono un po’ tirato ma visti i tempi..) distacco totale dalla realtà sublime e nefasto al tempo stesso ..

    …..

    Ho abusato del tuo spazio e spero nel tuo perdono, e concludo con una esortazione:
    non festeggiate gli amori di passaggio,
    aprite gli occhi,
    ascoltate,
    parlate,
    siate onesti con voi stessi,
    non nascondetevi dietro agli amori di passaggio
    e vivete la vita che è bella.

    Ovviamente sono ..

  20. Flounder Says:

    premetto che io non sono un’amante degli amori di passaggio.
    ciononostante non mi piace confondere l’idea del “di passaggio”con quella di una relazione clandestina, che per sua natura si annuncia tumultuosa, instabile e illusoria.

    qui pensavo a quelle brevi fasi transitorie dell’esistenza in cui, alla ricerca del grande setimento, si prendono cantonate, più o meno consapevoli, oppure quando, prede di delusione incontenibile, si cerca conforto in qualche porto più tranquillo.

    credo (ottimisticamente) che escludendo la sindrome del dongiovanni – maschio o femmina che sia – a nessuno piacciano davvero questi moncherini affettivi di cui fornisci così bene descrizione.

  21. elsecretario71 Says:

    gli amori di passaggio passano, prima o poi, anche per chi ne è stato frullato, tritato, sminuzzato, per chi, insomma, ne è stato passato !

    gli amori di passaggio passano, per fortuna, ed è x questo fatto loro intrisecamente connaturato che il passato di cui sopra può essere rimesso in pentola con un pò di aromi, cipolline e basilico e diventare la base per qualcos’altro, qualcosa in cui il PASSATO così aromatizzato, condito, arricchito, possa essere infine digerito e trasformato in FUTURO…

    per quanto attiene poi alle scorie metaboliche, sappiamo bene che fine fanno, e non è il caso qui di usare francesismi… (…non qui, dicevo, ché il maldestro utilizzo della suddetta lingua mi ha già fruttato un cazziatone antelucano :-D)

    quanto al passato, prestatemi fede, signor “naturalmente sono”, non solo xché faccio lo storico di mestiere, e di passato ne ho macinato tanto, ma soprattutto perchè – da cuoco sopraffino quale altresì mi picco d’essere – al passato, io, ci do del tu !

    ‘onna Flo’, pazientate, è schiarata la giornata del calambùr* 😉

    * scrittura fonetica, smorzate l’ansia ortografica 😀

  22. anonimo Says:

    .. triste, forse ancora più triste della mia visione dell’amore di passaggio nella quale almeno ognuno aveva il suo tornaconto.

    Il tuo amore di passaggio è al servizio di uno solo dei due amanti

    e sarai d’accordo con me che sempre di non amore stiamo parlando

  23. Flounder Says:

    secreta’, non so come vi vedo…tenete una faccia tutta gialla.

    [no, state senza pensiero, non è il fegato, non ancora. è il fatto del cubo di rubik :-D]

  24. Flounder Says:

    credo – ma mi posso pure sbagliare, per quanto tuttavia lo escluda, un poco per carattere e un poco per esperienza – che mai nessuna cosa che si intrattiene tra due persone possa essere al servizio di una sola delle due.

  25. elsecretario71 Says:

    dopo un finesettimana rosso, mi pare il minimo, ‘onna Flo’ 😀

  26. Flounder Says:

    rosso dans le sens de fil rouge, n’est-ce pas?

  27. elsecretario71 Says:

    rouge est rouge..c’est-a-dir rouge passion !

  28. anonimo Says:

    si può aggiungere anche un pò di peperoncino o si rischia di esagerare con il piccante?

  29. Flounder Says:

    ma quale peperoncino, qua siamo gente di wasabi.

    secreta’, vedete come vi dovete mettere, ma sappiate che quel gloss deve essere MIO!!!

  30. elsecretario71 Says:

    “naturalmene sono”: il peperoncino va bene, basta che non vi confondete e ci mettete il rossetto 😉

    Flo’: io un idea su come mettermi ce l’ho…e poi “mio”, “mio”…che è ‘st’egoismo…facciamo “nostro” che suona meglio 😀 !

  31. anonimo Says:

    wasabi in pentola? interessante

  32. elsecretario71 Says:

    ecco…rosso, giallo…ci mancava proprio il verde del wasabi…e mo’ at’ ca’ c(r)ubik….tenimm’ a ‘rlecchino !!!

  33. Flounder Says:

    il rossetto rosso è un po’ a metà strada tra Il bacio dell’assassino e Lolita…che non sia il cubo di Kubrik? 😀

  34. anonimo Says:

    Posso starvi dietro solo suggerendo una bella lettura su La Repubblica di sabato (o domenica o venerdì o insomma una lettura da week end). Se la trovate leggete l’articolo di Pietro Citati che gioca con lo stile di due grandi classici quali Alice nel paese delle meraviglie e peter pan. Illuminante e per nulla banale.

    naturalmene sono

  35. Flounder Says:

    cacciate un link, che non teniamo tempo da perdere 🙂

  36. Flounder Says:

    eccolo, a beneficio della collettività.

    grazie dell’ottima segnalazione.

  37. elsecretario71 Says:

    bello il link….
    …ma a me questo fatto che ci state dietro mi mette un pò d’ansia…un pò di timore…passate qua, mettetevi di fianco, fate la cortesia !
    😀

  38. FormicaPao Says:

    La cosa più bella che ho letto su (o con la scusa di) s. valentino…
    grazie

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