Certe piccole posologie

Se una serie di persone di cui mi fido mi dicono che mi sentono agitata, forse sono agitata.

Va bene, allora: sono agitata. Lo ammetto. Come volete.

Poi mi passa.

E se non passa, resterò agitata. Turbolenta. Molto mossi tutti i bacini. Tutti tutti.

Prima o poi mi passerà.

Prima.

O poi.

O.

Nella peggiore delle ipotesi mi verrà un altro herpes. Uno in più, uno in  meno, chi vuoi che stia a contarli.

Nella migliore potrei imparare a volare e a volteggiare sui tetti.

Sopra il tetto come i gatti.

Come le stelle comete.

Come le stelle come te.

(Prossima settimana né caffeina, né teobromina.

Nemmeno nitroglicerina, la sera solo un po’ di minestrina.

Evitare rimbrotti e strapazzi.

Dormire bene, rifuggire imbarazzi e schiamazzi.

Volteggiare sui tetti, eventualmente. Sì.

E niente caffè, abbiamo detto, solo un po’ di te.)

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13 Risposte to “Certe piccole posologie”

  1. Zu Says:

    Ehi, cos’è tutto questo abusare di calembour? 🙂

  2. anonimo Says:

    Flounder, ho letto il suo ultimo post, e mi metto a scrivere. Poi mi fermo e vado nel suo “ascoltami”. Si, voglio ascoltare la sua voce. Poi mi viene l’idea: Ascolto la sua voce recitante e conteporaneamente leggo il post, che rispetto ai precedenti è molto più breve.

    Flounder, dalla sua produzione vocale ho ascoltato: Finis Terra, La donna di burro e poi il brano musicale Tango habanera…
    e mentre ascoltavo, rileggevo… comete – come te – e niente caffè, solo un pò di te.

    Il veleno o l’elisir di lunga vita o qualche pozione magica formulata dalla strega che è in lei, possono venir consumate a piccole dosi..,
    ma con quale punto di vista e da quale angolatura? Prolungare il piacere, o per meglio dissipare il dolore e, vivere bivaccandoci sopra? Lei stamattina mi si è presentata tridimensionale tra scritto, voce recitante e accompagnamento musicale…

    comunque è struggente il brano Tango habanera: mia ha scartavetrato il cuore e l’anima.

    Adesso rivado su “ascoltami” per risentire tutto la sua produzione vocale. Ho ascoltato nelle cadute del tono della sua voce le concavità piene di tempo e spazio. In cui Lei tiene le sue gioie, comprese si spille.

    Scrivo quasi sempre di botto e non riscrivo in bella copia. Se mi accorgo di qualcosa di errato, la correzione deve avvenire seduta stante, altrimenti pazienza.
    Ma ciò non è una scusante,
    o un qualsivoglia passaporto,
    bensì un informazione.

    Scarpantibus.

  3. zaritmac Says:

    mossi pure quelli che dai a schiocco sulle guance e quello che potresti agitare improvvisando un samba (così, tanto per dare un ritmo all’agitazione)?

  4. Flounder Says:

    signor Scarpantibus, magis yak a lei e a tutta la sua famiglia.

    tridimensionale mi pare un po’ troppo. siamo ancora nel bidiminsionale pieno.
    (e lo confermi, lo confermi ai miei amichettiqquippresenti che io e lei non ci conosciamo, ché sere fa a cena mi chiedevano di lei, facendo illazioni sulla sua identità e io affermavo di non saperne assolutamente nulla. lo confermi pure a me, che non ci conosciamo)

    zarit, TUTTI.

    zu, forse sto agitata 🙂

  5. Flounder Says:

    (per una serie di coincidenze incredibili, proprio nel pomeriggio ero tornata su Youkali, facendo impazzire la commessa della libreria nella ricerca di un llibro di cui ricordavo solo pochissimi dati. cerca e cerca siamo finite su Kurt Weill e mi sono ricordata dello spettacolo del treno di Youkali e proprio questa mattina invece parlavo dei treni di Englander e Moni Ovadia e insomma alla fine a volte queste coincidenze mi fanno assai impressione. qui una splendida versione di Ute Lemper)

  6. anonimo Says:

    confermo
    di non conoscere
    nel modo più assoluto
    (ma non è una presa di distanza)
    la qui presente
    etere
    invisibile
    Madame Flounder
    (anche se non conosco né il giro vita né i kg della di lei bilancia che soffre di esibizionismo acuto)

    con tale Flounder scollacciata e/o morigerata
    (encomiata di 110 e lode)
    non è avvenuta nessun tipo di conoscenza
    quella che comunemente avviene nel mondo tangibile e tangoso della realtà

    conoscenza nè effettuata
    nè pervenuta
    in niuna circostanza
    nè casuale
    nè diretta
    persino sotto la pioggia
    mentre la medesima Flounder
    piangeva e le sue lacrime detergenti
    si mischiavano con il bagnato della pioggia

    quindi
    nessun contatto
    di pelle
    di fisicità
    di sguardi
    di fili s-connessi
    di colori
    di polvere del tempo
    di sguardi oltre la finestra tra la montagna e il mare

    nè di aliti e respiri
    né calmi e affannosi nè ripetuti
    né di baci pensati e rubati alla scena
    di baci regalati senza tornaconti
    di baci irreali immaginati trasognati
    di corposi baci è piena l’assenza-essenza
    di un fiore rinsecchito tra pagine di un libro di poesie d’amore
    di Neruda e di quella poetessa che fuma folle innamorata follia
    di storie ne è pieno il mondo
    di amori tra i libri
    di pagine scritte stampate
    di libri mandati al macero del cuore

    confermo di non aver mai visto in vita mia e di non aver intrattenuto nessun
    rapporto con la medesima bloggheressa nella fattispecie la qui presente
    Madame Flounder intestataria di blog e finestre…

    La Ringrazio per la bellissima magis jak…la voce e le parole e le vocali e le consonanti e i suoni in esse rimbalzano e zampillando gli echi dall’’anima che è in ogni voce narrante e che cullano il bambino e fortificano l’adulto che è in ogni uomo: ‘na carnalità antica, che viene da quel mondo lontano.

    Chi sono?
    Sono colui che scrive, uno dei tanti.
    E scrivo così…fino a che mi piacerà.

    E voglio morire e rinascere e ancora morire tra una frase e l’altra e se non dovessi più trovare ospitalità, allora morirò insieme all’ultimo barlume di questo modo di essere scheggia di libertà.
    (tanto nella realtà mi rimetto a scrivere per fatti miei e termino ‘stu libro pieno di spiringuacchi e scancellature cui lavoro da anni).

    P.S.: …poi perchè, nel mondo onirico, ammesso e non concesso, se io la tocco lei mi fa il ritocco?

    Scarpantibus

  7. Flounder Says:

    mammamia, pare un atto notarile!
    e che è?!

  8. anonimo Says:

    mi parevan complimenti, tanti complimenti. Siete veramente agitata…

  9. Flounder Says:

    mi sembro uno shaker 🙂

  10. anonimo Says:

    Ricetta salutare
    In questi casi puoi usare questo facile rimedio:
    Guardati allo specchio e attendi che l’immagine riflessa si manifesti.
    Se l’immagine è limpida, trasparente.
    Tranquilla il sole tornerà presto a brillare.
    Se invece le immagini sono confuse, velate.
    Prova ad aggiungere un pizzico di saggezza,
    se necessario un’anticchia di bontà e se proprio la nebbia non si dirada
    un nonnulla di onestà.
    Questo rimedio non sempre funziona ma almeno ti aiuterà a capire, sempre che tu lo voglia.

  11. anonimo Says:

    funziona?

  12. cf05103025 Says:

    CaraFloù,
    vengo qui onde scusarmi della prolungata assenza dovuta a demenza senile, ché, come diceva Ippocrate la senescenza induce in scemenza ma non in semenza, ecco.
    Onde ancora consiglio, invece dela teina, l’uso di alghe messicane infuse nel vino caldo, (anche senza alghe fa bene lo stesso disse Galeno, forse di più).
    Però il guaio è che Galeno non sapeva che c’era il Messico, per quello diceva: anche senza alghe va bene.
    Invece i Portoghesi, sì, anche gli Spagnoli, nel XVI° sec, nel vino caldo ci schiaffavano il diavolicchio onde fare le onde dopo l’assunzione del medesimo, sì.
    Da cui venne il proverbio catalano:
    No far l’onda sul mar du vi
    ca si no es rovescì!

    MarioBì :-))

  13. Flounder Says:

    marius, pare che i vini alsaziani pure producano preziosi effetti miorilassanti.

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