Do the right thing!

E allora tu hai preso dei fogli e una penna e hai compilato la lista dei 101 desideri. L’hai fatta precisa precisa, non è che si possono scrivere cose vaghe e generiche o impossibili perché contro la genetica e le leggi del tempo e dello spazio. Non avresti mai potuto desiderare di svegliarti domattina più alta di venti centimetri o con vent’anni di meno, il destino si incazza e ti fa aumentare pure le rughe di espressione. Mica sei scema, Flounder, dài. Sapevi benissimo che ciò che hai scritto è tutto verosimile.
E poi hai scritto solo cose in positivo: voglio questo o quello, e mai non voglio questo o non voglio quello, che porta sfiga.
L’avevi fatta precisa precisa. Ci avevi aggiunto pure tutte le note a margine, nei giorni a venire, dopo averla letta tutte le sere e quando un po’ alla volta avevi capito che ci sono cose che sono alla tua portata ma non le ottieni perché richiedono troppo sforzo e responsabilità o perché in qualche modo ne hai paura. Tu per esempio hai paura del successo, ti boicotti da sempre. Del perché, poi, potremmo discuterne per ore, ma adesso non ci interessa.
Penso alle opportunità che non hai saputo cogliere, ci penso spesso.
E non per rimpianto o rimorso. Ci penso perché guardando indietro uno trova il filo conduttore e osserva che le cose che ti danno problemi sono sempre la stessa cosa, travestita in svariati modi, che lì per lì non sempre la riconosci, però poi quando è passato il tempo e ti allontani le vedi tutte in fila lì, le cose che non avevi saputo riconoscere, e ti dici che finché non le riconoscerai nel momento esatto in cui te le trovi davanti continuerà ad essere così, una sequela di occasioni perdute.
Ma non importa che siano perdute.
E’ più interessante osservare il denominatore comune delle occasioni perse.
Le tue ce l’hanno, Flounder.
Poi succede che il destino ti offre la possibilità del tutto imprevista di rischiare di soddisfare un desiderio superspecifico, il numero 6, per esempio. Il tipico desiderio che una volta esaudito se ne trascinerebbe dietro altri dodici, forse pure quindici. A cascata. Tutto un pacchetto di desideri, insomma.
Che tu quel desiderio lì l’avevi scritto perché sapevi che era proprio improbabile che ti venisse offerta, in quel preciso momento, l’occasione di realizzarlo. Così la coscienza di desiderare – ossia io – era messa a tacere, e la sicurezza di non ottenere pure veniva preservata.
Era una specie di desiderio-fusibile, diciamo. Quello che ti si accendeva quando saltava il sistema, il segnale di fuga, la fantasia di evasione. Era una specie di nostalgia dell’Età dell’Oro, di Eden, di Atlantide scomparsa. 
E invece no, carina. Non era niente di tutto questo. Che a me mica mi prendi in giro, pivella.
Era un desiderio vero, porca miseria.  Sono settimane che lo ripeti, che te lo assapori prima di dormire, che ti figuri nella sua realizzazione, che sorridi alle sue sfaccettature, alle sue conseguenze, che ti immagini come sarebbero i giorni e che ti vengono idee a iosa. Sono settimane che te lo costruisci nei dettagli e ci sguazzi dentro come una bambina felice. Sono settimane che ne hai una voglia matta, ti faccio presente che lo hai messo al numero sei della lista, è tra le prime sei cose che ti sono venute in mente, Flounder, è inutile che scambi i fogli, hai scritto i numerelli accanto. Ma se guardi bene è implicito anche nel desiderio numero uno, nel due, nel ventidue, nel ventitre, nel trentasei, nel sessantuno, nel sessantotto, nel settantaquattro. Insomma, sta là.
Macché settimane, mesi! E non voglio dire anni solo per non mortificarti.
Te lo ricordi che la lista l’hai fatta a dicembre?
Te lo ricordi la sera che sei andata da sola al ristorante e hai chiesto il numero di telefono alla cameriera straniera perché sapevi che ti sarebbe servito, anche se non sapevi quando? E non hai notato con quale frequenza stanno rientrando nella tua vita quelle cose che avevi messo da parte, appositamente per non vederle, e che ora te le trovi davanti praticamente tutti i giorni e pensi che sia io a stuzzicarti?
E soprattutto, non ti sei accorta che questo bivio, preciso e identico, ti si ripresenta per la terza volta nella tua vita, con le stesse modalità e che le altre due ti sei inventata di tutto pur di soffocarlo, questo desiderio? Di neutralizzarlo, di ignorarlo? Che mi hai chiuso nello sgabuzzino delle scope e poi ti è rimasto solo latte versato e riordino delle aspettative e l’ottuso convincimento che ci sono cose giuste e ingiuste e che le persone sagge scelgono quelle giuste, tenendo in debito conto i desideri altrui, proprio come fai tu quando ti boicotti?
E che ho dovuto fare gli straordinari per calmarti? E a me poi chi mi calma, voglio sapere. Mi calmi tu, Flounder? Vuoi dirmi quando è successo, che non ne porto memoria?
Come dici, Flounder?
Che vuoi lanciare una monetina per sapere nel profondo cosa vuoi?
Ma vaffanculo, Flo. Stavolta se ti boicotti ti sparo nei reni.
Tua agguerritissima e insopprimibile Coscienza
 
Cara Coscienza,
non per fare bastian contrario, ma non ti pare che il desiderio n. 89 sia un po’ in contrasto con quanto dici? E’ che a volte basta un pelino, per far crollare un sistema e non vorrei che poi…
No, eh?
Tua disaggettivata Flounder.

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9 Risposte to “Do the right thing!”

  1. e.l.e.n.a. Says:

    ecco, questa, in assoluta certezza è una cosa che non saprò mai fare: la lista dei desideri precisa precisa.le liste mi creano problemi. e non stanno proprio nel mio ordine mentale.poi tendo, comunque, a relegarle in cose che implichino un'incombenza e non certo un piacere.una cosa giusta di sicuro è questo post.sull'autoboicottaggio, non dico nulla. per pudore.

  2. aitan Says:

    Cara Flo, petulante donna Coscienza, ogni desiderio è un dovere (ma io quale devo?).E in ogni caso vi auguro di percorrerle tutte, queste 101 brame, anche se sono sicuro che più di una va a contrasto con più di un'altra. Di solito succede così, e così deve succedere.

  3. anonimo Says:

    uh la monetina, anche io la lanciavo, nel tempo in cui le cose accadevano o io lasciavo che accadessero, ma erano sempre loro, le cose a presentarsi nei tempi, nei modi, e soprattutto nelle persone che il caos faceva presentare, allora una bella moneta da cento lire aiutama poi bisogna ascoltarsi lo stomaco e dirsi la verità su chi e cosa vuoi per essere chiamato col tuo nome, e a quel punto le monete non servono più, a quel punto o si vince o si perde, ma si rimane autentici :)cav

  4. anonimo Says:

    al n° 53  tenevo un desiderio di un'impepata di cozze e di una caprese

  5. anonimo Says:

    … e che ne diresti – per una volta – di tapparti la bocca con del nastro e lasciar fare questa signorina coscienza, che mi sembra (così, a occhio)essere una che sa il fatto suo? :)lisa

  6. Flounder Says:

    cav,tempo fa ho letto sulla monentina una cosa che mi è piaciuta. diceva di lanciarla e osservare cosa accadeva nel tuo cuore e nello stomaco prima che cadesse: ciò che si desidera davvero emergerà.elena, parlami dell'autoboicottaggio, senza pudore. almeno mi conforto.aitan, il contrasto serve proprio a fare quello che scrivo più su con la monetina. la posizione dei desideri nella lista, il loro reiterarsi in forme esplicite o velate, dà la misura esatta delle contraddizioi e di ciò che più si desidera.anonimo e lisa, tengo un attacco di gastrite che un'impepata di cozze mi ucciderebbe solo allo sguardo. ma forse non è la gastrite, è la morsa della voce di dentro 🙂

  7. zaritmac Says:

    "a pesar" di un cotanto succedersi di numeri, a me pare, signorina Flo, che questa Coscienza non di affatto i numeri. Ché ce ne siamo accorte, sa, che non si tratta altro che di lei stessa mascherata… Adesso scenda dal piano inclinato e metta la testa sul ceppo, da brava, su, la sua testa – no se lo nasconda – è caduta e rotolata già da un bel po' sotto la mannaia di quel numero 6. S e i. Sei tu. 

  8. Flounder Says:

    sono seduta e aspetto l'esito delle mie decisioni.se sarà positivo, bene.se invece sarà negativo, ho già preso un'altra decisione, parimenti importante e desiderata, desideratissima.ma per scaramanzia non dico nulla.

  9. pitagox2 Says:

    a prescindere dall'idea di scrivere a se stessa, che già da sola è una genialata, oltre ad un espediente per dilatare i tempi dell'impegno di realizzo, in forma garbata e perspicace, v'è nel post sotteso un desideranten. 6 che preme, ha perso la pazienza d'attendere, è già sull'uscio, sta per entrare, eccolo pronto a suscitare altri molteplici desideri.   Il n. 6 lo sa che il bello sta nel  desiderare e nel sognare, come ben detto nel post!

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