Del perché a volte uno sogna di comprarsi un estintore

In un romanzo della Nothomb, peraltro non molto bello, si narra di quest’uomo orribile che fa della sua bruttezza una ragione di vita. Di più, se vogliamo: si propone come il contrappasso della bellezza, come la ragione di esistenza e manifestazione della bellezza che altrimenti, priva di questo confronto, sarebbe cosa insulsa.

Lui non vuole essere amato, non almeno da un essere femminile qualsiasi, no.

Lui aspira al massimo della bellezza che, come punto totalmente estremo a lui, dovrà per forza di cose riconoscerlo come inevitabile e necessario e ricongiungersi a lui.

A me la Nothomb piace perché mi è familiare: la sua biografia mi racconta di esperienze di vita simili, non solo negli aspetti esteriori, ma nella misura in cui l’educazione ha influito poi sulla formazione del pensiero successivo, che si forma per opposti che anelano alla riconciliazione senza mai trovarla.

Ogni scritto è uno sforzo, una tensione. La speranza che se le cose combaceranno in questo mondo di fantasia, andranno a posto anche certi opposti inconciliabili della propria vita.

C’è molto del rapporto con il cibo.

Come scrivo sempre, da certe cose non si guarisce mai. Dalla divisione in opposti, per esempio.

L’unica cosa che si può sperare, e per la quale impegnarsi con tutte le proprie forze, è quella di avvicinarli, abbandonando per sempre l’illusione della compattezza, e lasciare che in alcuni punti si tocchino, si sfreghino e questo contatto spesso aspro, produca una scintilla che illumina.

Ecco.

E’ vivere di questo: di scintille, di impulsi. Di fiammate. Di Foille.

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9 Risposte to “Del perché a volte uno sogna di comprarsi un estintore”

  1. anonimo Says:

    bello, ciccimi piace l'idea degli opposti che flirtano, si seducono.mi piace l'idea di vivere di follie e di foille 🙂

  2. anonimo Says:

    molto bello,come tutti i tuoi post.il rapporto tra gli opposti ,per parte mia,(ma forse è questo lo sbaglio..)è la continua ricerca di un filo comune che unisca,certo ,quando uno poi si rende conto che non c'è ,si chiede che cavolo ci sto a fare qui? il foille pure costa  insomma..:-)

  3. Flounder Says:

    ano', ci avete scocciato. fate nomi e cognomi 🙂

  4. Flounder Says:

    ecco, ho ritrovato la parola: enantiodromia.http://www.sigmasophy.com/institute/vocabolario/vocabolario.asp?voce=31&l=O&pg=1

  5. bastardocattivo Says:

    Bah, a me la notòmb nun m'è piaciuta… Quel tipo chiattone poi, che si faceva accudire dallo schiavo… Eccheppalle!

  6. zaritmac Says:

    La tua magia negli anagrammi. Si' proprio tu! 😉

  7. Flounder Says:

    per me l'anagramma – da sempre – non è un calembour, ma un fatto alchemico. contiene la possibilità di cambiare il mondo.

  8. anonimo Says:

    mamma mia e come mi siete cabalistica, stasera !

  9. Flounder Says:

    cabalistica, basata cicli (o sindrome premestruale che dir si voglia), biascica alt 😀

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