La Corse, c’est les autres.

Mi è toccato ripiegare su Sartre, per descrivere questa Corsica che si muove su almeno tre assi, tanti quante sono le stanze dell’inferno di Huis clos.

Tre assi geografici e simbolici a un tempo, come spiegano quelli che la studiano: orizzontalità, verticalità e spirale ascendente.

L’orizzontalità fa sì che la Corsica abbia un orizzonte variabile, producendosi anche all’estero. Dà il senso della diaspora, della presenza/assenza sul territorio. La verticalità consente di alzare e abbassare lo sguardo. All’incontro degli assi orizzontale e verticale, come scrive Lenclud, vivono villaggi e città, piane e montagne, l’ospite e il nemico, presente e passato. L’orizzontalità e la verticalità in movimento creano la spirale, che assume le forme simboliche delle processioni del Venerdì santo, delle strutture labirintiche delle strade, delle voci polifoniche e delle note armoniche ascendenti. Su tutto domina la Madre, come nell’intero Mediterraneo: orchessa castrante o fecondante, rivitalizzante e al tempo stesso virilizzante. Il Padre, invece, si chiama Pasquale Paoli.

Ma anche tre assi storico culturali, che non riescono ad essere realmente unificati: l’Italia, la Francia e l’Altro

Perché i corsi sono decisamente altro. Un recente studio di antropologia fisica si è occupato di sangue e marcatori genetici in Sicilia, Sardegna e Corsica, mettendo a confronto le popolazioni. Mentre la Sicilia è del tutto contaminata e non ha differenze genetiche rilevanti rispetto al continente, la Sardegna si presenta come un isolato genetico e la Corsica presenta ancora una terza configurazione: quella dell’unicità delle frequenze geniche. Vale a dire che in Sardegna sono diversi dal continente, ma si assomigliano tutti tra loro, mentre in Corsica sono sia distanti dalla genetica continentale, sia non omogenei nella loro composizione.

Sotto il profilo culturale, amministrativo e politico,  questo probabilmente determina l’esistenza di trenta micro regioni distinte e spiega il dilemma dell’antropologo culturale, che non riesce a darsi conto di chi o costa sta studiando e quali parametri debba adottare. La Corsica è paradossalmente la somma di individui unici tenuti insieme dai lacciuoli dell’invisibile.

Tutto questo è molto azzardato, da parte mia, ma tanto questo è un blog e non ha alcuna pretesa scientifica, sicché mi muovo sul filo di cose lette e le intreccio con quelle viste.

Pare che i Corsi siano trecentomila sull’isola e un milione all’estero. Due dei presidenti del Venezuela erano di origine corsa e paradossalmente lo era anche uno dei loro sfidanti, non so se di Leoni o Lusinchi. Un poco come il modello delle Little Italy o delle Chinatown, esisteranno all’estero delle enclave, A piccula Gorsiga, nelle quali si fa il destino del Paese. La Corsica è dunque dentro e fuori di sé, introflessa e ramificata al tempo stesso, distante dalla politica nazionale e al tempo stesso profondamente coinvolta.

E’ appena uscito anche in Italia un libro di Carlo Ruta su Nicolas Giudici,  studioso e giornalista. Giudici  è un po’ il Siani della Corsica, ucciso nel 2001 pare da un teppista corso, Didier Sialelli, morto anche lui poco dopo in circostanze misteriose e sul cui caso la Francia tace, insabbiandolo inspiegabilmente. Giudici si occupava di affari di corruzione tra l’isola e i poteri centrali, di feste piene di femmine nude e politici in Costa Azzurra, di clientelismo, clan e vendette. Più raffinate di quelle all’arma bianca, raccontate da Mérimée, e molto più estese.

In Corsica l’ecomafia, se di ecomafia si può parlare,  non opera secondo quelli che sono i criteri che conosciamo, ma secondo logiche diverse: non si arricchisce sullo sfruttamento indiscriminato del suolo, ma trae potere dalla gestione del territorio e dell’ambiente, opponendosi al capitalismo che soffia da lontano. I politici eletti dall’isola, quasi esclusivamente candidati locali, giocano questo continuo braccio di ferro col centro, appellandosi per lo più a frange nazionaliste, con slogan proibizionisti, razzisti. Il risultato è la creazione di micro entità complesse e ribelli a qualunque tentativo univoco di classificazione nonché la strutturazione di un clientelismo instabile, che non si gioca tanto sul territorio insulare, quanto su suolo francese e internazionale.

Solenzara ospita la base Nato e i cacciabombardieri: li abbiamo visti sfrecciare in cielo, sentendone l’eco quando da molti minuti erano già scomparsi alla nostra vista.

La fabbrica di vedove, un tempo Société Anonyme Amiante de Corse, poi Eternit, ha chiuso i battenti sul finire degli anni ’60, ma i suoi dipendenti hanno saputo solo vent’anni dopo del danno subito. Ci hanno lavorato tutti, in quella fabbrica: dai prigionieri di guerra, anche italiani, fino ai marocchini delle colonie.

La Corsica è un gioco di contrasti tra necessità di sopravvivenza economica e necessità di scriversi da sola le sue regole.

Ci siamo passati accanto, in un giorno in cui  il vento trasportava di tutto, dal sale alle fibre. Perché la fabbrica è sì chiusa, ma qualunque cantiere, anche la più piccola manutenzione stradale innesca un processo di distacco del materiale. Ho comprato anche un ciondolo di serpentinite, mi hanno assicurato che non solo non faceva male, ma che è la pietra del coraggio e della fertilità. La regalerò a mia figlia, per buona sorte. L’asbesto è perpetuo e inestinguibile.

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5 Risposte to “La Corse, c’est les autres.”

  1. El Sec Says:

    e la Légion….ce la siamo dimenticata, la Légion ?

  2. certepiccolemanie Says:

    vorrei che qualcuno mi spiegasse come si toglie la moderazione ai commenti su WordPress, uff

  3. certepiccolemanie Says:

    Secreta’, se vuoi una vita nuova, qua stanno: http://www.legion-recrute.com/it/
    se pigliano le femmine, vado pure io, si guadagna bene, 45 giorni di ferie all’anno, vestiti, vitto e alloggio e pure il codice etico non è malaccio. certo, bisogna essere ordinati 🙂 : http://www.legion-recrute.com/it/code.php

  4. certepiccolemanie Says:

    http://archiviostorico.corriere.it/1995/febbraio/03/Cavallo_attacco_all_isola_dei_co_8_950203840.shtml

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