Se una rondine non fa primavera, figurarsi se una tenda può fare due campeggiatori o una moto un motociclista.

Ci sono cose che tendo ad evitare per principio, perché mi conosco. Una di queste è la vacanza con gli amici. Perché l’amicizia è più importante di tutto, dell’amore e della famiglia, è l’unica cosa che per grazia di Dio viene scelta, non te la impone nessuno. I genitori e i figli ti toccano in sorte, secondo il Dna, gli amori sono condizionati dall’ormone e a volte, come i bambini piccoli, sono capricciosi e faticano a crescere.

Così, poiché voglio bene ai miei amici, ho scelto di non farci le vacanze, per tenermeli stretti stretti pure dopo.

Perché fare le vacanze con me non è facile, sembra sempre che dobbiamo fare la Maratona di New York, il Triathlon o chissà che altro fatto impegnativo.

Un’altra delle cose che non avevo mai fatto, era un viaggio in moto. Perché io sono una grandissima paurosa di moto. Mio padre mi faceva fare centocinquanta chilometri in un’oretta, curve recchiatterra. Per anni non sono mai più salita su una moto.

Infine, mai fatta una vacanza in campeggio: il caldo, gli insetti, il monta e smonta. Insomma, nella mia vita ho dormito in topaie allucinanti, ho condiviso bagni e tavolate, ma a condizione che ci fossero sempre quattro pareti intorno. E non perché sia schizzinosa, tutt’altro. In realtà non lo so manco io, perché. Credo che abbia a che fare con l’accettazione della propria selvaticità o chissà che altro.

Comunque, per non tirarla per le lunghe, arrivata a quarantacinque anni, in un colpo solo, ho fatto le tre cose insieme: un viaggio tenda, moto e coppia di amici. Che proprio amici amici non sono, ecco. Nemmeno nemici. Diciamo due tizi che se poi non andavamo d’accordo, pazienza.

E invece.

La struttura del viaggio si configura intorno a due coppie di cristiani: Cianfloni vs. Demmi. Noi siamo i Demmi, loro i Cianfloni.

Un po’ come in un romanzo di Cortàzar, tutto sembra ricordare le differenze tra Cronopios e Famas, solo che nel nostro caso non si capiva bene chi fossero i Cronopi e chi i Fama. Intuitivamente, anche se l’anima pseudo-bohèmienne del Secretario si ribellerà, posso dire che noi eravamo i Fama. Ora che ci penso meglio, però, potrei anche concludere che ciascuna coppia era formata da un Fama e da un Cronopio. Vabbè, mo’ però non la pigliamo troppo sul serio, ‘sta cosa.

Basti sapere che: i Cianfloni sono animali mansueti, non sporcano, sono tutti ecosostenibili. Amano le grandi pozze d’acqua nelle quali sostano per ore. Posseggono tavolini, caffettiere, padelle, piattini per gli ospiti, borse termiche, caricabatterie solari, materassini millimetrici, bacinelle pieghevoli, micro detersivi, micro oli d’oliva, ciabattine infradito. La Cianflona femmina ha scarsa autonomia energetica e dopo tre chilometri diventa tachicardica. Dopo sei o sette, scopre che ce la può fare e acquista fiducia. Ma mai per due giorni di fila.  I Cianfloni hanno una smisurata attrazione per tutti i coltelli, che non usano come armi, bensì come oggetti decorativi. Essi bevono poco e mangiano il giusto. Ma soprattutto, i Cianfloni hanno tempi biblici di reazione e di attivazione delle risorse energetiche. In pratica: sono lenti.

Per contro i Demmi sono animali esagitati, appena un poco ecosostenibili. Non posseggono nulla, se non un materassone gonfiabile che al secondo giorno si buca, un filo da bucato e dieci mollette, non hanno mai montato tende ma in compenso indossano pesanti scarponi da trekking e un guardaroba quattro stagioni stipato nei borsoni Givi. La Demma femmina odia appozzarsi e dopo trenta minuti di spiaggia al massimo, diventa profondamente irrequieta e per placarsi ha bisogno almeno di una decina di chilometri, preferibilmente in salita o di un tot di ore di canoa in competizione col traghetto che rischia di ammazzarla tranciandola in due. Il Demma maschio ostinatamente la segue, talvolta nuota per ore. Quando è stanco e affamato sbadiglia e sbuffa. Ma soprattutto i Demma sono iperreattivi: in cinque minuti si sono lavati, vestiti, colazionati e sono pronti per la missione che li attende. In pratica: sono schizzati.

Torniamo al campeggio.

Madò, e che mi ero persa, in tanti anni. Un fatto bellissimo. Questo dormire nella natura con le onde che fanno sciàààfff, le foglie che fanno frùùùùsc, le mucche che fanno mùùùùù, i cochon sauvages che fanno sgrùùùnt. Il Secretario, invece, che in condizioni normali fa ròòòònf, sul materassino nuovo non faceva niente. Stava buono buono e respirava piano. Sicché da settembre introdurrò l’utilizzo del materasso gonfiabile anche a casa, tanto ci abbiamo la pompa a pile che in tre minuti fa il fatto suo.

Mai, mi ero svegliata la mattina tuffandomi direttamente in mare. Mai, avevo aperto e chiuso tante zanzariere. Ma soprattutto, mai avevo viaggiato su strade strettissime con questa cosa arrotolata dietro i reni. Fortunatamente il Secretario, a differenza della buonanima, è un finto motociclista.

Anche i motociclisti sono di due categorie: i finti motociclisti, i Cronopimotociclisti, che usano la moto come mezzo di trasporto, si mettono i bermuda e la magliettina, si godono il paesaggio e scattano milioni di foto, e i veri motociclisti, i Famamotociclisti, che hanno sempre fretta di arrivare e con più di quaranta gradi vanno vestiti come coglioni intergalattici, tutti bardati e imbottiti fino ai denti, che tanto poi devi comunque andare a trent’all’ora ed è tutto inutile, a meno che non sia un trucchetto per dimagrire o avviare una produzione in proprio di gorgonzola.

Abbiamo visto dei campeggi bellissimi: il signor Bartho, anziano corso di montagna, era uomo serissimo. A una turista che gli ha tagliato il passo e gli ha detto: Pardon, ha risposto in francese: Abbiamo smesso di perdonare, qua si uccide.

Al campeggio dei Flinstones, tutto enormi massi, avevamo la discesa privata al fiume. Al Golfo di Sogno SognIo abbiamo cucinato sulla spiaggia, a U sole marinu non abbiamo fatto niente di che, ma era stupendo, sotto la falesia. Solo il signore del campeggio detto La Pomposa, che si dava di fatto un sacco di arie, ci ha lasciato un poco interdetti. Nemmeno un caffettino la mattina, e per di più ci ha piazzato accanto un camper enorme che sembrava un circo equestre: un signore nano, un signore coi capelli lunghi, una signora coi capelli di tutti i colori, una bambina, un cagnone e un pappagallo. Però rompeva più i coglioni il bimbetto milanese del camper di fronte che strepitava con la sorellina. Solo da un campeggio siamo fuggiti: ci sostavano tutte le zanzare corse, tutte nella nostra tenda, ma non diremo mai il nome, per non rovinarvi la sorpresa.

Insomma, a me quest’abbinata moto e tenda mi ha esaltato. Non vedo l’ora di ripartire, di imparare a fare il bagaglio giusto, senza scarpe coi tacchi, ma con due forchettine, la mia bacinellina tascabile e una torcia funzionante.

Se non fosse stato per i Cianfloni, a quest’ora saremmo ancora a controllare le lenzuola dei bed and breakfast e a svegliarci la mattina puliti puliti, col Secretario che russa e io che jastemmo tutta la marina.

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9 Risposte to “Se una rondine non fa primavera, figurarsi se una tenda può fare due campeggiatori o una moto un motociclista.”

  1. El Sec Says:

    golfo di sognIo, madame

  2. El Sec Says:

    so’ d’accordo. Cronopio tutta la vita

  3. certepiccolemanie Says:

    oops…ho corretto. noi eravamo i Fama, di partenza. Non del tutto. Ma insomma ora siamo più Cronopi. i Fama sono ansiosi, telefonano per prenotare le topaie in Marocco, buttano i biglietti aerei da usare nell’aeroporto di Madrid, viaggiano con tre guide turistiche. Epperò poi si perdono pure l’itinerario Michelin della Bretagna alla prima stazione di servizio del Monte Bianco 🙂 un po’ e un po’, ecco.

  4. El Sec Says:

    ah…e si lasciano portare a zonzo dagli sconosciuti dentro alla medina di Fez ? E si fanno tutta la Bretagna cambiando casa ogni notte e cominciando a cercare da dormire dopo le sette di sera ? E si fanno i paesini di montagna nell’atlante senza una sfaccimma di cartina stradale rischiando la pelle nelle foreste di cedri, e facendosi pure coinvolgere nei concertini improvvisati a Tamtatouch ? E allora come dite voi

  5. Effe Says:

    No, ma a me ha impressionato quest’immagine così salgariana: il dormire un sonno da bambini circondati da branchi di ferocissimi cochon sauvages et anco mannari. Non v’è chi non veda che siete creature innocenti e ingenue – o massimamente incoscienti, in alternativa.
    E poi, fenomenale la frase del signor Bartho; quanto a quella, forse non ve ne eravate accorti, distratti dall’iperattività famica, ma fatto gli era che vi trovavate giusto dentro un racconto di Juan Rulfo.
    Con il vostro permesso, non mi firmo; se vi son noto, bene, se no vorrà dire che certe cose son proprio morte (sarà stato il caldo intollerabile di questa estate barbara, a sottrarle al nostro affetto)

  6. certepiccolemanie Says:

    effe, se non fate un poco la vittima sul fatto dell’oblio non siete contento, eh?

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