L’uomo lavora nella sua generazione, la madre nella futura (cit.).

Entravi e uscivi dalla mia vita. Abilmente. Assente in presenza, presente nell’assenza.

A volte mi chiedevo se al posto del cuore, io non avessi piuttosto una porta girevole, silenziosa. Di quelle a vetri. Lo capivo quando non c’eri, dalle impronte che lasciavi, ditate unte. Impronte di grasso, di sudore, di rabbia dura e ansia. Lavavo i vetri con le mie lacrime, metodicamente, e in controluce osservavo strie di sale, segni sul cristallo. Da grande accendevo sigarette una dietro l’altra. Non era per vizio, mi avevano detto che la cenere, strofinata con delicatezza, cancella i graffi, compie una lenta e delicata abrasione dei ricordi.

Occorre molto tempo, un panno morbido. A lungo, poi, le mani restano maleodoranti. Se avessi avuto un camino, avrei fatto a meno delle sigarette. Avrei aspettato il consumarsi del ceppo, la scintilla perdersi d’intorno. Avrei bruciato lentamente tutto insieme. Il fuoco purifica.

Speravo a volte in un blocco del meccanismo, un improvviso cedimento dell’asse. Che tu restassi per sempre dentro, o fuori. Sostituire la porta con un diverso accesso, con un codice numerico. Magari una maniglia, perché poggiassi su quella. O murarla del tutto. Lasciarti fuori, senza mai più riaprire.

M’avevano detto che erano infrangibili, antiproiettile. M’avevano detto un sacco di cazzate. Cedevano invece alla minima pressione, con una piccola spinta si innescava una spirale che mi trasformava in trottola.

Il passato è una scatola nera. Di quelle che esamini dopo la sciagura, se hai la fortuna di ritrovarla. Ascolto il Voice Recorder, prima di addormentarmi, come una ninna nanna urlata. E sogno a volte di essere una madre a te migliore.

Annunci

12 Risposte to “L’uomo lavora nella sua generazione, la madre nella futura (cit.).”

  1. Arlon Says:

    Gli spifferi passano sempre. Anche quando crediamo di aver murato col cemento a secco. Il passato è una scatola nera. E poi ci sono le tracce che si sedimentano dentro ed è la nostra storia

  2. certepiccolemanie Says:

    fare la mamma è difficilissimo.in alcuni momenti, più difficile ancora.

  3. certepiccolemanie Says:

    fare la mamma sola, poi, un’impresa titanica.

  4. gialloesse Says:

    Tu scrivi in modo bellissimo cose profonde e importanti. Io leggo, vivo le frasi e i concetti e scendo, ogni volta scendo giù in una immersione profonda e poi mi sento bene.

  5. certepiccolemanie Says:

    direi lo stesso dei tuoi scatti

  6. Arlon Says:

    È vero è come dice gialloesse

  7. Lia Says:

    Qua, questa volta, con la maschera di ossigeno.

  8. certepiccolemanie Says:

    prima avevo le porte e mi mancavano le chiavi. ultimamente mi hanno consegnato chiavi e grimaldelli in quantità. entro, esco, entro, esco. osservo. in alcuni casi, richiudo e vado.

  9. Arlon Says:

    E a te come è stato? (Scusa domanda intima, se non ti va non rispondere, mi è venuta spontanea)

  10. certepiccolemanie Says:

    come è stato che? che mi hanno dato le chiavi di casa? 🙂

  11. certepiccolemanie Says:

    entravano e uscivano. tutto qui.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: