Certe piccole manine

All’improvviso insorge una stanchezza. Cala come una cappa, dall’alto. Come un velo che offusca, una mancanza d’aria. Si insinua dal basso, sale lungo le cosce e avvolge i reni. Blocca il passo.

E’ stato un inverno pesante, tra i peggiori che possa ricordare. Uno dei tre peggiori, mettiamola così.

L’altro, quello della morte di mio padre. L’altro ancora, quello degli ospedali con mia figlia.

Tutti e tre accomunati dall’impotenza, dal senso di perdita, dalla visione netta e chiara di un limite, di un prima e un dopo che rendono la vita diversa, totalmente diversa. Dove il dopo muterà contenuti, procedure, protocolli. Dove il prima si consuma nella generazione di un vuoto che promette di riempirsi, come è nella natura delle cose, ma per l’istante lascia un buco. Un tavolo quadrato a tre gambe, come ho scritto anni fa, con la necessità che a turno, durante il pranzo, qualcuno si occupi di sostenere la parte sbilenca. A turno, appunto. Senza distrarsi, altrimenti scivolerà tutto via, tutto giù per terra. A turno.

Stamattina gli uccelli hanno cantato intorno alle cinque. Mi sono detta che potevo svegliarmi con un giusto alibi, che non era per via dell’insonnia. Che l’insonnia prima o poi si sarebbe trasformata in dinamismo.

Mi guardo dall’esterno, avvolta dal velo di stanchezza, e un po’ mi intenerisco. Mi abbraccio, fin dove le braccia arrivano. Penso che non ci si possa autoinvitare nelle vite degli altri. Può darsi che in quel momento siano tutte in disordine, o che vivano in così pochi metri quadri di anima, sentimento e voglie, che non c’è spazio per ospiti a sopresa.

Mi siedo al sole, stamattina, nel mio terrazzino pieno di piante e benedico il tempo che si muove. Dovunque vada, andrà bene. Osservo le impronte che ho lasciato nel mio cammino e aspetto che il mare venga a ricoprirle, che al loro posto restino solo conchiglie da raccogliere.

Ci farò una cornice, su una base azzurra. Al centro una foto che ho molto amato. Avevo lunghi capelli mossi e dentini piccoli e radi. Abbiamo camminato fin qui, dirò. Tanta strada. E’ normale sentirsi stanche.

Ci riposeremo per un tratto, io e la bambina. Poi ripartiremo, mano a mano.

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12 Risposte to “Certe piccole manine”

  1. CalMaFdd Says:

    Io alle 4 e mezza mi rigiravo già tra le coperte (con discrezione, naturalmente). poi alle 5 e mezza ho preso un libro di racconti (“Visione Binoculare”, di Edith Pearlman, bellissimo) e me ne sono andato sul divano.

  2. certepiccolemanie Says:

    aspetta chi è aspettato
    che sia compiuta l’attesa di chi attende

  3. Ale Says:

    Vorrei chiederti tante cose ma non mi permetto. Un abbraccio grande e solidale da chi ha avuto inverni – tanti – gelidi e infiniti

  4. Zu Says:

    bellissimo anche il titolo del post (ci sarebbe stato bene in quel tuo concorso di reinvenzioni per il titolo del blog ai tempi di splinder)

  5. certepiccolemanie Says:

    oh, Zu. dire bellissimo è come mettere il pollicione sotto un post di fb in cui dici cose brutte. 🙂 (niente di personale, è che sto proprio una schifezza)

  6. certepiccolemanie Says:

    (…) Ma quando arriva la notte, la notte
    e resto sola con me
    La testa parte e va in giro
    in cerca dei suoi perché (…)

  7. certepiccolemanie Says:

    – e dunque hai smesso di soffrire?
    – no, adesso soffro molto di più, ma meglio. in tutta la sua pienezza.
    – e ti fa bene?
    – sì, perché scava così a fondo che poi ripulisce tutto, come quando togli del pus e la carne rinasce sana
    – ma sei sicura?
    – no, ma tanto che tengo da perdere?
    – e pure è ‘overo
    – appunto

    (sto logorroica, graforroica, qualsiasi cosa -oica)

  8. Broono Says:

    perestrojka

  9. certepiccolemanie Says:

    bravo, la parola di cui avevo bisogno. (e meno male che c’era l’assist della rima. perché potevi arrivare qua dentro e per esempio scrivere altro.che oggi è una giornata dove le parole mi sono pericolose, e se uno usa quella sbagliata ci può scappare il morto. che sarei sempre io)

  10. certepiccolemanie Says:

    anche stoica non mi farebbe male. anzi.

  11. certepiccolemanie Says:

    buongiorno. una settimana di passione: wordpress m’ha bloccato il blog, messo in quarantena, sbloccato. si era intrecciato con un sito di vendita on line. un assalto di spammer. che pazienza, ci vuole con la parola scritta.

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