Neanche un minuto di non amore. Battisti, mi pare.

Si impara dall’osservazione, che nell’umano non esiste staticità. Mai.

Che anche un quadro contiene una precisa tensione fatta di microaggiustamenti che servono a tenere insieme in equilibrio le sue componenti.

Ieri ho visto uno spettacolo che mio padre avrebbe amato moltissimo, ci pensavo mentre ero rapita dal veloce e reiterato backstage che in realtà è un frontstage, una preparazione rapidissima, in diretta, della sintesi che poi si andrà a rappresentare. Complicatissime pose plastiche tenute insieme da una concentrazione muscolare estrema, morbidi drappeggi e giochi di luce. Una finzione, sì, ma solo apparente. Una realtà effettiva ma non sostenibile a lungo. Non so come spiegare.

Mi sono poi detta, ripensandoci, riguardando le fotografie e considerando l’insieme della giornata, delle persone che l’hanno riempita, dei miei stessi pensieri che di tanto in tanto si allontanavano dai luoghi  per infilzarsi altrove, in certi strati più profondi del sapere, come le frecce nelle carni di un san Sebastiano imbelle, che due sono le cose orribili che possono capitarti nel tentativo di interazione profonda con una persona: la prima, mettere l’altro – volontariamente o involontariamente –  in condizione da non poter essere ciò che realmente è.  La seconda: trovarsi di fronte a un altro che sceglie autonomamente nei tuoi riguardi di assumere una posizione che non gli corrisponde realmente.

Il risultato di questi errori non è  una relazione ma un tableau vivant, un insieme di singoli momenti creati ad arte, concentrati e isolati, a volte finanche perfetti, che per mantenersi richiedono uno sforzo intenso che non può essere sopportato troppo a lungo nel tempo, pena il cedimento. E che tuttavia, per essere creati e mantenuti, comportano la necessità e la fatica di un costante allenamento.

E allora,  finché si tratta di uno spettacolo della durata di quaranta, quarantacinque minuti, con regolare biglietto pagato, eventuale promessa di replica e la coscienza condivisa che sia una finzione messa su per conquistare, stupire, divertire, sorprendere, irritare, far pensare, va bene per tutti.

Il problema è che non funziona fuori da uno spazio teatrale.

Il problema – quando si approssima il compleanno mi viene sempre da fare un bilancio severo, forse  per via di tutto il fatto della rivoluzione solare, l’ho appena appreso, e dunque del desiderio di ricominciare da un punto zero, cercando di darsi e dare del bene – è che non si può vivere di soli teatrini, che non si può fare ricerca e sperimentazione sulla pelle di qualcuno, trattandolo come uno spettatore ignaro cui non è stato comunicato il costo del biglietto. E nemmeno che c’era un biglietto da pagare.

Per quest’anno che inizio non ho voglia di pezzi di avanspettacolo, di farse, e neppure di una brillante commedia degli equivoci o di romantiche interpretazioni che ti tradiscono sulla soglia dell’atteso lieto fine, con un colpo di scena, un deus ex machina, o l’impenitente maggiordomo colto sul fatto.

Non voglio  il Sold Out dell’anno passato, no.  Che passata la festa, talvolta si decade in men che non si dica dal cartellone, rimpiazzata dalla concorrenza del disperato mondo di personaggi in cerca d’autore e agente.

Qui, fuori dalla scena, smetto di credere nella possibile conversione dei cavalli. Lascio perdere anche l’accavallarsi dei cavilli. C’è una serie di eclissi in arrivo, non è un caso.

Annunci

9 Risposte to “Neanche un minuto di non amore. Battisti, mi pare.”

  1. Doman-dona Says:

    Il famoso passo indietro si può fare anche sul calendario.
    Prima di nascere.

    Oggi c’è S.Giorgio che infila il drago.
    Domani S.Fedele.
    Paradossi e coincidenze (sempre platea-li).

    Il regalo quindi è anticipato.
    Cioè faccio un passo indietro anticipato.

    Sono gambe che tentano una risposta alla domanda iniziale.
    Perchè sull’asse temporale mi sono espresso dopo insediandomi prima.
    Insediandomi (rimanendo a sedere).
    Non insinuandomi.

    Così regalo la mia metafora spiegata.

    La musica è la luce del buio.
    Quella che il cuore vede benissimo.
    Il ritornello può variare nel timbro.
    Ma è con il giro di quinta, oltre alla ripetizione, che affiora la sensazione del movimento.
    Sono stato visto per essere ascoltato.
    O sono stato ascoltato per essere visto ?

    E’ quello che mi chiedo da un 25 gennaio.
    Chi sono ?

  2. certepiccolemanie Says:

    io ho scoperto che il mio compleanno è oggi, intorno alle 13.30, e non domani alle 11.30, come stabilisce l’anagrafe. si ricomincia da questo punto esatto per un complicato giro di astri, case, rotazioni e rivoluzioni. proprio così: oggi s. giorgio e l’uccisione del drago, domani nuovamente fedele. plateale e non casuale. proprio così. incredibile. fra un’ora vado a brindare.

  3. Doman - dona Says:

    Per il brindisi.

    C’è un’altra cosa che devi scoprire.
    Un dato di fatto.

    Ovviamente l’ interpretazione può essere affidata sia al gioco che al destino.
    E io alla Tradizione preferisco la Fisica.

    Ma sta di fatto che nella mia carta – tagliato il cordone ombelicale – tutto quello che si manifesta fra i 20-24 gradi del Cancro e i 20-24 gradi del Capricorno è illuminato dalla relazione.

    La mia porta del cielo è lì.

    Tutto quello che sta lì è in stato di grazia (stato di grazia inteso come speciale relazione con il proprio essere).

    Tu con quella domanda sei arrivata quando Saturno in Cancro (22°54′) era opposto a Mercurio (23°02′) e Venere (20°11′) in Capricorno.

    …Chi vuol esser lieto, sia:
    Del doman-dona non v’è certezza…

  4. certepiccolemanie Says:

    ma tu, quando devi scrivere un atto amministrativo, come fai? 😀

  5. Broono Says:

    chiama me
    (per scrivere gli atti, dico)

    no scherzavo, era solo per entrare qui e farti gli auguri avendo letto della svista anagrafica e non volendo farli più sopra sotto quel fatto là degli spigoli che è dialogo a due che è meglio non interrompere.

    Sii bella domani, anagrafe o non anagrafe.

  6. certepiccolemanie Says:

    hai fatto bene. quello poi Libeskind magari è permaloso e si scoccia di essere interrotto da un estraneo.
    (io mo’ scherzo, ma questo Libeskind sta con me dall’estate del 2008, marca i miei spostamenti, fa da sfondo a un sacco di fatti. più che un dialogo a due, fa da terzo incomodo tra me e il mio amore, o forse da testimone, chi può dirlo? a me le coincidenze mi incantano, anche quando rimestano nel dispiacere)

  7. certepiccolemanie Says:

    (che poi non è una svista anagrafica, nossignore. l’anagrafe è giusta. è il fatto della rivoluzione solare, ma è un po’ lungo da spiegare. poi ci sono a breve tre eclissi che seguono quella del 13 novembre scorso e che portano a galla l’invisibile ed entro il 25 maggio sistemano tutto il fatto astrale, posto che Saturno ha già fatto tutti i danni che doveva fare. almeno così pare. speriamo)

  8. Broono Says:

    sì sì ma appunto, gli auguri sono per oggi per quel fatto là astrale dell’eclissi, il Sii bella infatti è per domani, quando potrà essere eclissi solo per scelta personale.
    (e in quel caso manco in dieci pagine potresti attribuirne la responsabilità al cosmo)
    (quindi appizza i fornelli spatola il rossetto scolpisciti da gara e metti in pausa le paturnie)
    (ché tanto il giorno dopo le ritrovi uguali quindi tantovale una legittima vacanza)
    (ciao)

  9. certepiccolemanie Says:

    Ci provo. Intanto ho già sconfitto una quasi morte nel pomeriggio. No. Non Hemingway. Per davvero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: