(…)

“Il movimento di riconciliazione è proprio questo: entrambe le parti vedono il dolore reciproco. Soffrono insieme. Poi guardano avanti e vedono ciò che in futuro possono fare insieme e l’uno per l’altro. Non guardano più indietro. Su questa base possono mettere in moto qualcosa che giova a entrambe le parti. (…) La riconciliazione è possibile solo se entrambe le parti soffrono insieme per ciò che hanno perso”. (Bert Hellinger,  Il grande conflitto).

Che sia un figlio,  una casa,  una guerra,  un amore, un congiunto, un’occasione. Le parole chiave sono quelle della vicinanza nel dolore. Nient’altro è possibile. Un autore dirompente, non convenzionale, che parla di insensatezza del perdono e della vendetta. Giacché nessun atto unilaterale, nemmeno se positivo e idealmente ispirato dal Bene, può far progredire e crescere un sistema.

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Una Risposta to “(…)”

  1. certepiccolemanie Says:

    Chiunque entri ravvicinatamente nella nostra vita diventa parte del nostro destino. Anche quando ne uscirà. È un fatto ineluttabile. Siamo nei destini di chi abbiamo amato e di chi ci ha amato. Per sempre. Ho il cuore finalmente lieve.

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