Changing of the Seasons

L’amante del dettaglio teme l’Amore, ma non lo sa. Questo è quello che dicono gli altri. Lo dicono sempre, e a volte finisce per crederci.

Il suo mondo si configura in liste, elenchi, punti da sviluppare, frammenti da cogliere, stralci di frasi, particolari di immagini, sguardi fugaci, timbri vocali.

L’amante del dettaglio si perde nei labirinti del particolare. In fondo è un collezionista, dicono gli altri, ma non sa nemmeno questo. E il dramma del collezionismo è l’incompletezza della collezione.

Le collezioni sono dei sottoinsiemi di insiemi più ampi, si espandono nell’Universo come le galassie. E poco importa che le teorie cosmogoniche e la scienza ci raccontino che l’Universo sia finito. O infinito. Poco importa, davvero.

Noi amanti del dettaglio ci muoviamo lungo i bordi, nelle periferie dei luoghi e dell’Essere in cerca di quel limite estremo oltre il quale non trovare nulla. O trovare la chiave, la soluzione, il Tutto. Ed entrambe le prospettive sono terribili: la prima metterebbe fine alla ricerca, la seconda le spalancherebbe l’angustia di un procedere infinito.

L’amante del dettaglio non ha scampo, è sempre in bilico su questo osservare incessante, su una catalogazione che sfugge alle etichette, sull’attribuzione corretta del senso, sulla familiarità delle cose che incontra, sulla loro totale inconoscibilità. Si appassiona a un bottone, a un polsino, alle venature di una foglia, alla luce che gioca su un ricciolo, a un capello caduto sul revers di una giacca, a un verbo inusuale, a un aggettivo fuori posto, a una dissonanza. L’amante del dettaglio paga simmetrie con irregolarità e dimentica il resto alla cassa, separa le immondizie con smisurata cura e dei sogni ricorda i colori. Trastulla l’attenzione con minuscoli segni, ad altri invisibili, riconosce un odore ma prima che si accorga che sta bruciando l’arrosto si è già perduto nel suo catalogo di ricordi di odori.

L’amante del dettaglio è distratto,  dicono tutti.

Ma posso assicurarvi che non è vero, è solo concentrato sulla forma mutevole di tutte le cose, inciampa per guardare il disegno che ora fanno le nuvole e la luce d’inverno. Nella sua testa c’è un orto botanico, una collezione di ali di farfalla, il fremito sottile di quella piuma che toccò da bambino, una filastrocca di parole allitterate senza alcun senso apparente ma belle a sentirsi. L’amante del dettaglio non ha freddo e non ha caldo, ma la pelle d’oca che sale dal braccio sinistro e una piccola arsura e gocce che imperlano il collo e scivolano sul petto e rotolando si raffreddano e poi incontrano un neo, di cui sentono il bordo. E quando parlano con uno che ha il nodo della cravatta troppo stretto vorrebbero allentarglielo e deglutiscono a fatica, almeno fino a quando non vengono distratti da quel piccolo, impercettibile mutamento della voce dell’altro. Agli altri dicono: ho freddo, ho caldo. Ma non significa niente, è solo per intendersi.

L’amante del dettaglio ha paura dell’Amore, si è detto. Ha paura di questa forza che unifica e cancella le distinzioni, che getta tutto in una massa indistinta, dai contorni sfocati. Questo è quanto dicono gli altri, ma lui non ci crede e continua ad amare con convinzione la goccia di cera che rapida scivola lungo il fianco della candela e con l’aria fredda, lontana dalla fiamma, si solidifica e resta ferma, immobile, Per essere ancora riplasmata dal calore della mano, dai polpastrelli che imprimono nuove forme. Sempre, incessantemente.

E poco importa di quel che dicono gli altri.

L’amante del dettaglio ha una riserva di bellezza segreta, talmente ampia da non accorgersi del resto. E perde il senso, i sensi, perde tutto e costantemente lo ricombina. Come pensa che debba essere l’Amore. Minuto e imperfetto, somma infinita di piccoli gesti.

 

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5 Risposte to “Changing of the Seasons”

  1. CalMaFdd Says:

    Credo sia una delle cose più belle che tu abbia scritto. Mi piace il tuo stile, l ma soprattutto mi ci riconosco in questo ritratto al 200%.

  2. llisaah Says:

    Beh, ma allora me lo potevi dire quando ci siamo viste!
    Sto comunque inguaiata, ma almeno ho una categoria a cui aggrapparmi, voglio dire . 😀

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